Gaia Caramazza: la mia vita, le mie passioni, i miei gioielli

La jewels designer Gaia Caramazza si racconta nell’intervista a FNM attraverso i suoi gioielli: dal lockdown nasce “Gea for Man” che ripristina il nostro rapporto con la natura
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La collezione “Gea for Man” nasce durante il lockdown, Gaia Caramazza si è lasciata ispirare dalla natura che in assenza dell’uomo è tornata rigogliosa nelle città: «Volevo portare ad una riflessione sulla bellezza della natura, e porre l’attenzione sul fatto che in nostra assenza siamo tornati ad apprezzare tutto ciò che ci circonda e che potremmo sempre avere e curare».

Collane e spille sono realizzate a mano in argento e pietre naturali, plasmate mediante le tecniche della fusione a cera persa e della lavorazione al banchetto. Le forme sono ispirate alla vegetazione terrestre e a quella del mare che tornano rigogliose e preponderanti, gioielli unici che hanno l’esclusivo privilegio, mediante la loro duttilità, di mutare nella forma e nel loro utilizzo, ci racconta:

«Ho scelto di lanciare anche la linea uomo perché durante i vari eventi e shooting fotografici gli uomini erano attratti dai miei gioielli femminili, da lì ho capito che potevo osare e creare anche per loro, questa è la prima collezione uomo». Dietro ogni collezione di Gaia Caramazza c’è un concetto, ogni gioiello è un pezzo unico e vistoso, da poter indossare almeno in due tre modi diversi, unicità, concettualità, convertibilità le parole chiave che caratterizzano il suo design.

Visualizza l’oggetto nella  mente, il tema può nascere da un discorso, da un viaggio, ama farsi ispirare da tutto ciò che la circonda, poi, durante la notte, sviluppa il procedimento. Laureata in lingue, passata alla consulenza fiscale per 15 anni, inizia nel tempo libero a frequentare le lezioni dell’Accademia di Arte Orafa di Roma fino ad appassionarsi sempre più e decidere di diplomarsi in tutti i corsi. Si accorge che il lavoro da artista stava sostituendo pian piano quello che la vedeva impegnata nel suo studio di consulenza fiscale e sceglie di cambiare totalmente la sua vita.

«Ho scelto la via dell’arte della capitale, aderendo al coworking creativo di Spazio Margutta nel quale da anni sono presenti le mie creazioni e lì la mia vita è cambiata in tutto, sono passata da un lavoro così statico e ben classificato ad uno estroso e creativo. La cosa curiosa è che mi sono ritrovata ad invitare i clienti dello studio alle sfilate, con molti è rimasto un bel rapporto e mi seguono tuttora. Chi sceglie i miei gioielli viene attratto da un punto di vista emotivo, i clienti si rivedono nelle creazioni e si instaura un legame solido».

Si definisce curiosa, mentalmente aperta, entusiasta della vita che affronta con tenacia un po’ come la sua visione della donna: «Noi donne riusciamo ad unire insieme più cose, ci adattiamo facilmente e troviamo sempre una soluzione per tutto, siamo molto più forti di quello che pensiamo». In quanto a progetti futuri si augura di poter continuare il sogno che sta già vivendo, tra nuove creazioni, sfilate ed eventi e  guardare ad un mercato sempre più ampio perché vivere di arte comporta una continua ricerca.