“Fragile – Handle with care”: l’esposizione fotografica di Barbara Dall’Angelo

In mostra presso Il Margutta Veggy Food & Art le foto di Barbara Dall’Angelo che ritraggono la bellezza del pianeta nella sua fragilità
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Ritraggono la bellezza del pianeta nella sua fragilità le foto di Barbara Dall’Angelo, in mostra fino a domenica 26 settembre presso il ristorante vegetariano Il Margutta Veggy Food & Art.

Un’ esposizione dal titolo evocativo “Fragile – Handle with care”, ideata e organizzata da Barbara Dall’Angelo e Tina Vannini, curata da Giulia Coccia, titolo pensato e studiato prima dell’era Covid per rivolgere un’attenzione particolare al pianeta e che, in questo momento, a più di un anno dall’inizio della pandemia, assume un valore ancora più significativo. Si potranno ammirare circa trenta fotografie, che avranno tre differenti formati e due modalità di stampa

“La caratteristica principale di Barbara Dall’Angelo è la ricerca dell’attimo perfetto: la sua minuziosa attenzione per la luce e per il movimento l’hanno portata a collaborare con National Geografic Italia e a realizzare mostre individuali e collettive in tutto il mondo, con riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Le sue opere raccontano contemporaneamente la forza prorompente della vita e la sua delicatezza, la magia dell’ordinarietà e la potenza del tempo[…]Nel 2015 ha realizzato il suo primo libro con Editrice Reflex, Fotografia senza confini, un manuale su come fotografare a tutte le latitudini. Nel 2016 ha ottenuto grande successo di pubblico e critica con la sua prima mostra individuale The Poetry of Earth, patrocinata dal National Geographic Italia”.

Lavoro che nasce da una grande passione, quella di Barbara, fondatrice della società di distribuzione Dall’Angelo Pictures, per i viaggi e per la bellezza ed unicità di fenomeni naturali, animali, paesaggi, passione che emerge dal suo racconto di chi ha scelto una vita dietro l’obiettivo, che prevede un grande studio e preparazione riguardo le abitudini delle specie animali, di cambiamenti atmosferici e paesaggistici.

Attività che prevede ore, giorni e addirittura anni per immortalare quella sfumatura di cielo unica, quella specie di animali immersi nella nebbia, la lava del vulcano che entra nell’oceano, spiega la fotografa: «Volevo unire la mia vita manageriale con la mia parte creativa, l’atto di fotografare diventa un vero momento di meditazione e riappacificazione con il pianeta e con me stessa. Alcune volte c’è un lungo procedimento dietro una foto, ho aspettato perfino sei anni per poter fotografare il vulcano attivo del Kilauea a Big Island, ho fatto tre viaggi per immortalare il cielo dell’aurora boreale in Islanda, ho dovuto aspettare le giuste condizioni per catturare le fantastiche nuances della Rainbow Eucalyptus forest a Maui. L’immagine simbolo, che abbiamo scelto per la mostra, è la danza dell’amore delle gru della Manciuria, scattata in un gelido febbraio ad Hokkaido: uccelli candidi e leggiadri, a rischio di estinzione».

Dichiara infine Giulia Coccia: «Non possiamo guardare gli scatti di Barbara Dall’Angelo senza provare in fondo un senso di inadeguatezza di fronte a tanta bellezza ed innocenza. Tuttavia le immagini hanno lo scopo di ricondurci a quell’antico sentimento di appartenenza e fusione con il mondo da cui siamo stati originati. E’ arrivato il momento di ricordarci che siamo noi oggetto della creazione della Natura, e non viceversa, e che il nostro rapporto con essa deve essere attivamente fondato sul rispetto, la gratitudine e l’impegno alla sua sopravvivenza».

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