Dal tramonto all’alba: il mito della decadenza e il sogno della rinascita

Fra il Decameron e la corsa ai vaccini
0
395
Decadenza e Rinascita
Decadenza, la Rinascita di Ofelia

La fine del mondo antico e l’involuzione del Rinascimento, la caduta degli ideali e la crisi del Novecento. E ancora, l’alba d’un nuovo Millennio e la fine dell’età industriale, il crollo del paganesimo e l’avvento del mondo cristiano. La storiografia – più e meglio ancor della storia – si ostina a proporre con ricorrente ossessività la ciclica sequela di estinzioni e nuove creazioni, di decadenza e rinascita, di crisi epocali e d’altrettanto epocali rinascite. Una sorta di copione obbligato, a metà fra retorica scolastica e tentazioni apocalittiche.

Ma lo studio autentico e meglio approfondito del passato, più o meno remoto, alla luce delle derivazioni presenti, dovrebbe rivelare un solo dato. E cioè che i periodi di presunta decadenza, dall’Ellenismo al Barocco, dal Decadentismo alla crisi degli antichi stati assolutisti, si siano succeduti con naturale continuità nella storia delle civiltà.

Non solo! Ma tali periodi sono stati etichettati come tali solo da una interpretazione a posteriore. Interpretazione quasi sempre inquinata da presupposti ideologici o religiosi.

Giovane decadente
Jove Decadent, Ramon Casas

La Decadenza nella storia… fino al 2020

Siamo reduci da una delle più tragiche esperienze del nuovo secolo. E, prigionieri d’una pandemia non ancora disfatta o conclusa, è per noi pressoché inevitabile associarla ai grandi cicli di pestilenza della storia. Questi, infatti, sembrano aver ciclicamente funestato la nostra Europa, e non solo.

Ricordiamo, a tal proposito, la famigerata peste descritta da Giovanni Boccaccio, così come la seicentesca manzoniana. E ancora la Spagnola che flagellerà l’Europa alla fine del primo conflitto mondiale e l’ancora irrisolta emergenza dell’AIDS.

decadenza e rinascita
A Tale from Decameron, John William Waterhouse.

Eppure, anche durante i periodi più oscuri del morbo, durante la decadenza più buia, la società tentava di riorganizzarsi e sopravvivere. In che modo? Con quella che, solo più tardi, avremmo definito resilienza.

Arginate nel possibile, circoscritte sia pur con rudimentali espedienti, comprese empiricamente, le grandi epidemie obbligavano i migliori ingegni della scienza e dell’urbanistica, della medicina e della politica, della Fede e dell’Arte a elaborare una risposta possibile a una catastrofe inusitata. La radice di un potentissimo stimolo esterno a un progresso umano e scientifico.

La corsa comune ai vaccini, le strategie di contenimento e controllo. Ma anche l’elaborazione di nuove modalità alternative nel lavoro, oltre che in tutti i campi della vita associata: dal divertimento al piacere, dalla gastronomia alle relazioni umane.

Tutto ciò sembra rammentarci, una volta di più, come sotto un incontestabile abisso di tenebra si spalanchi – con lenta perentorietà – una nuova speranza e strategia d’autentica Rinascita.

Segui FNM sui social.