L’uomo che inventò il Natale: Charles Dickens , Disney e Frank Capra nella notte più santa dell’anno

Un saggio del Prof. Vittorio Maria De Bonis
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Perfetta icona dell’evento sacro più atteso dell’anno, tappa irrinunciabile d’ogni Vigilia che si rispetti, autentico paradigma dell’essenza più autentica del Natale, Christmas Carol di Charles Dickens , uscito nel 1843 dopo i successi di Nicholas Nickelby e di Oliver Twist, incarna con maliosa e perfetta suggestione il potere fascinatorio del Natale, e ne eterna miti e protagonisti in una formula destinata a diventar esemplare per le future generazioni di lettori.

A Christmas Carol – Charles Dickens

La vicenda dell’anziano e stizzoso Ebenezer Scrooge, spietato uomo d’affari nemico d’ogni pietà e distante da ogni forma di compassione umana, refrattario ai più elementari affetti familiari e  fieramente avverso allo Spirito natalizio, la cui sordida avarizia è vizio spirituale prima ancor che debolezza congenita, assurgerà a perfetta metafora della società vittoriana, divisa fra ipocrita occultamento delle sofferenze sociali e perbenista difesa dell’ordine gerarchico e di classe. 

Il caldo e il freddo esterni avevano scarsa influenza su Scrooge. Nessun calore poteva riscaldarlo e nessuna brezza invernale raffreddarlo. Non poteva soffiare un vento che fosse più aspro di lui, e non poteva cadere neve che fosse più decisa a raggiungere il suo scopo, non c’era pioggia torrenziale che fosse meno disposta a lasciarsi persuadere. Il cattivo tempo non aveva presa su di lui. La pioggia più implacabile, la neve, la grandine e il nevischio potevano vantare una sola superiorità nei suoi confronti, e cioè che spesso venivano giù non senza bellezza. Scrooge mai…

Ma nell’imminenza della notte di Natale

preceduti dall’apparizione dello spettro del suo defunto socio d’affari, tre spiriti – ad incarnar l’ombra del Natale passato, di quello presente e di quello futuro, si materializzeranno nella stanza da letto d’un atterrito Scrooge, obbligandolo a ripercorrere la sua vita trascorsa con errori e tragiche mancanze, ed a vedere profeticamente quello che sarebbe stato il suo inevitabile destino se avesse continuato a vivere senza ravvedimenti, e senza la luce del Natale ormai prossimo.

Ad uno Scrooge ormai redento, che saprà trasformare drasticamente la sua esistenza, si ispirerà Walt Disney, dando al suo nuovo personaggio, un vecchio papero avaro che idolatra i suoi dollari, la sdrucita marsina e le antiquate ghette del protagonista di Charles Dickens , e che apparirà per la prima volta in un racconto del 1947 in compagnia d’un amato-odiato nipote e dei suoi figlioli, inaugurando un filone di straordinario successo dove l’anziano patriarca appare, di volta in volta, come dispotico taccagno e sorprendente benefattore.

Ma la mitologia inaugurata da Charles Dickens non s’esaurisce in una pur fortunata serie di cartoon: nel 1946 l’oriundo palermitano Frank Capra gira La Vita è una Cosa Meravigliosa che ispirandosi esplicitamente ai personaggi dello scrittore inglese evoca, senza melensaggini e senza sentimentalismi, drammi ed attese d’ogni Natale, ricreando con commovente intensità la liturgia, e l’eterna malìa di riscatto ideale, del periodo più sacro dell’Anno.