Dalla tragedia alla rinascita. Con Coco Chanel nel segno dell’alta moda, alla conquista della felicità

Un saggio del Prof. Vittorio Maria De Bonis
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Coco Chanel
Dalla tragedia alla rinascita. Con Coco Chanel nel segno dell’alta moda, alla conquista della felicità

“Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche. Invece io avevo ormai una clientela di donne attive. Una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. E bisogna potersi rimboccare le maniche…” – Coco Chanel.

Dal 21 febbraio al 19 dicembre del 1916 a Verdun – una sonnolenta cittadina francese posta in un’ansa del fiume Mosa, ed eccezionalmente fortificata in vista d’una sempre paventata invasione germanica – un’intera generazione di giovani francesi viene letteralmente annientata.

Si susseguono, infatti, una serie di disumani, quanto inutili, scontri suicidi contro le soverchianti truppe tedesche del feldmaresciallo Erich von Falkenhayn.

Von Falkenhayn era deciso a spazzar via una volta per tutte l’esecrato rivale francese.

La società francese del post guerra

Senza minimamente ottenere alcun risultato apprezzabile in fatto d’obiettivi tattici o di consolidamento strategico, l’insensata serie di battaglie aprì una folle voragine demografica.

Un buco di oltre 542.000 fra morti, feriti, mutilati e dispersi nella società francese di allora.

Furono le giovani donne e i ragazzi a sostenere il peso della stremata economia del periodo di guerra e degli anni postbellici.

In questa nazione annichilita dalle perdite umane e inorgoglita dalla vittoria finale, sono le donne, anzi le ragazze a lavorare con tenacia nelle fabbriche di munizioni come negli ospedali da campo.

Nelle rotative dei giornali, come nella catena di distribuzione alimentare o nelle officine tessili.

I capelli lunghi – vanto delle aristocratiche ed emulati dalle donne del popolo – rischiano d’impigliarsi nelle macchine operatrici. Richiedono, inoltre, troppe cure superflue.

Con eroica noncuranza le giovani li tagliano in una foggia che ricorda le chiome degli operai e lanciano una moda che farà epoca.

Tra queste, si trovava una ragazza d’umilissime origini, orfana di madre e affidata alle Suore della congregazione del Sacro Cuore, in un piccolo paese dell’Aquitania.

La nascita di Coco Chanel

Gabrielle Bonheur Chaneldetta Cocò Chanel, rinnoverà con genialità assoluta il piccolo universo stantio della moda imperante all’alba del Novecento.

Ancora capricciosamente sontuosa e pressoché barocca.

Più attenta all’effetto d’insieme e al fasto scenografico, che non alla prosaica praticità, introdurrà abiti semplici e minimalisti.

Il nero, mutuato dal ricordo delle vesti monacali, si fonde con colletti e polsini bianchi, esattamente come nelle divise delle educande dei collegi o del personale di servizio.

Inaugura così un modulo drasticamente innovativo, che utilizzerà poi, spregiudicatamente, stoffe e disegni sportivi. Un esempio? Il tweed delle giubbe dei fantini o il bleu dei maglioni dei marinai.

Una sorprendente reinterpretazione della moda della gente comune. Il suo segreto? Quello di introdurre di prepotenza nel regno asettico dell’Haute Couture quella che oggi definiremmo la Street Fashion.

Il suo stile inimitabile

La brutalità del primo conflitto mondiale annienta e cancella d’un colpo ogni superstite residuo d’inutile sontuosità nella moda femminile. Qui Coco Chanel saprà – con assoluta genialità – rubar abiti maschili dal guardaroba e dar loro una piega femminile.

Dai pantaloni all’utilizzo del jersey e del tweed, tessuti da sempre associati alla moda e al mondo degli uomini. Fino ad arrivare a creare una fragranza realmente rivoluzionaria perché completamente opposta al cauto aroma di tuberose, in uso fino agli albori del Novecento.

Perché… “una donna deve profumare di Donna e non di rosa”.

Praticità e minimalismo, colori essenziali e sapiente sovversione dei canoni.

Cocò saprà utilizzare la struttura trapunta, tipica delle giacche indossate dagli stallieri all’ippodromo, per modellare l’iconica borsetta matelasséUn accessorio al quale aggiungere catenella e cinturini per esser portato a tracolla.

Mai come con Coco Chanel, la forma si è trasformata in autentica sostanza.

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