La passion predominante: ecologia, minimalismo e liberta’ per la moda femminile dei nuovi tempi

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Secondo lo schema – inevitabile e peculiare – nel suo succedere ad epoche, o piuttosto a ricorrenti cortocircuiti temporali di sofferenza e di naufragi nella civiltà occidentale e nel sentire comune, la Moda, specchio dei tempi e della Società, sembra oscillare – come dopo il tragico periodo appena trascorso – fra ricerca d’un minimalismo sempre più ecologico ed ecosostenibile – in altri tempi si sarebbe detto d’ascesi e purificazione – e ricerca d’un nuovo lusso fatto anche di materiali innovativi e texture hitech, secondo uno schema ormai inevitabile nell’età del trionfo tecnologico e del web imperante.

Tra minimalismo e lusso

Tutto ciò che si richiama a tematiche di rispetto del mondo naturale e della fisiologia della nostro bistrattato Pianeta, assieme alla ricerca pressoché francescana d’un nuovo, paritario rapporto con la Sorella Terra sembra esser ormai un imperativo categorico – anche in considerazione della rinnovata attenzione trasmessa con coraggio da Papa Francesco nei riguardi d’una realtà terrestre che non può più esser campo d’azione spregiudicata di pochi potentati economici che violentano a loro piacere risorse e realtà non più rinnovabili – ed è proprio questa nuova disposizione dell’opinione comune ad orientare – fatalmente – anche il campo, solo in apparenza impermeabile a sollecitazioni ideali, della Moda.

In paradossale – ma solo apparente – contrasto con questo salvifico minimalismo, la frenetica ambizione d’un lusso nuovo, d’una rinnovata opulenza che segni il distacco dalle privazioni e dalle reclusioni del recentissimo passato, anche se d’un segno nuovo rispetto all’edonismo degli anni Ottanta o Novanta, per fare un esempio: una libertà anche d’abbigliamento che guardi con consapevolezza all’accettazione sempre più condivisa di nuove identità sessuali e comportamentali, d’una sorprendente e inevitabile fluidità che permette contaminazioni e assimilazioni non più solo provocatorie ma segno d’una libertà che non sia superficiale tendenza ma autentica riconquista dell’infinità varietà del mondo e dell’Essere.

Ed ancora una volta – se mai ve ne fosse bisogno – la più rovente novità dei nostri tempi si specchia direttamente nella più icastica delle affermazioni del Passato ellenistico-romano.

Per dirla con le parole dell’indimenticato drammaturgo romano Terenzio:

Sono un essere umano, e nulla di ciò che è umano ritengo possa esser estraneo a me…

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Vittorio Maria De Bonis