Stanca di Instagram, è rinata con TikTok. A tu per tu con Ida Galati

Ida Galati, aka Le stanze della moda, parla oggi alla Generazione Z, cercando un linguaggio più autentico e veritiero
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Ida Galati, conosciuta sui social anche come Le stanze della moda (qui i suoi profili Instagram e TikTok ed il suo blog Le stanze della moda), è tra i volti italiani più noti ed apprezzati sui social media, e tra le italiane più influenti nel settore della moda.

Un passato da psicoterapeuta, a 30 anni ha deciso di cambiare completamente vita per inseguire il sogno di diventare giornalista di moda. Quindi, il trasferimento a Londra, gli studi al London College of Fashion e l’opportunità di raccontare come inviata la London Fashion Week.

Ida Galati inizia così, nella sua seconda vita, un lungo percorso nell’industria del fashion, al quale da sempre ha affiancato un’altra passione, quella per la comunicazione digitale.

“Penso che a 18 anni sia spesso troppo presto per capire quale sia la direzione giusta da prendere. Io, per esempio, posso dire di aver sbagliato e di essermi trovata, come tanti, all’interno di un percorso di studi che dopo poco aveva smesso di appassionarmi, ma che ho continuato a seguire perché ‘ormai’ andava completato” ha commentato Ida Galati.

Ida Galati: come è nato Le stanze della moda

Mentre studiava giornalismo di moda a Londra, le viene subito detto che il futuro sono i blog e che sarebbe stato più lungimirante aprire un blog di moda ed essere il direttore di sè stessa, piuttosto che aspirare a scrivere per qualcun altro. Così ci prova e da sola apre il blog Le stanze della moda, un vero e proprio magazine online dove inizia a scrivere di moda, intercettando ogni tendenza.

I blog hanno lasciato poi il posto a Instagram, un mondo fotografico e patinato dove le parole non erano troppo richieste.

“Con le foto sentivo di non riuscire a dire più niente, a parlare per me erano le immagini ma io amavo la parola. Mi ero disinnamorata di tutto. – Prosegue Ida Galati – Poi, a 39 anni, con l’avvento di TikTok, ho temuto potesse essere un’evoluzione peggiorativa e invece, dopo un lungo momento di scoramento, in quarantena ho studiato il mio modo personalissimo di esserci con il mio background, le mie passioni e il mio modo di comunicare e mi sono buttata”.

Con grande gioia Ida scopre che le sue flash fashion news di 59 secondi piacciono e che i giovanissimi hanno voglia di sapere di più sulle scuole di moda da poter frequentare, sui libri e le notizie che gravitano attorno a questo mondo.

Abbiamo incontrato Ida Galati, per parlare di lei e del mondo dei social, della differenza tra Instagram e TikTok e dei nuovi modi di comunicare.

Intervista a Ida Galati: TikTok, Instagram, e la passione per la moda

 

Più di 80 mila followers su Instagram e oltre 180 mila su TikTok. Cosa credi che apprezzino maggiormente di te?

 
Durante l’ultima fashion week chi mi ha incontrato me l’ha detto chiaramente: “tu parli”!
Mi fa ridere se ci penso, ma so effettivamente che gli influencer che raccontano qualcosa non sono molti: a me viene naturale condividere quello che leggo, scopro, imparo e quello che ho studiato negli anni.
Mi metto a disposizione della community e cerco di regalare loro più informazioni possibili, mi metto al loro servizio. Il notiziario sulla moda mattutino (un format che ho chiamato Fashion Flash) richiede un grande lavoro quotidiano di ricerca delle notizie, di scrittura, di riprese e montaggio.
Esce tutte le mattine alle 7:30 cascasse il mondo, lo ascoltasse solo una persona che so svegliarsi e fare colazione con me, sento il dovere e il grande piacere di non deludere e di non mancare mai all’appuntamento, nonostante non ci sia nessuno che mi dica di doverlo fare, ma sono da tanti anni ormai il capo di me stessa e sono molto severa.  
 
 

In che modo e in che misura la tua formazione da psicoterapeuta influenza la tua visione dei social?

 
Leggo i risvolti psicologici della moda, dell’immagine troppo patinata, della dipendenza dal social, l’ansia e l’insicurezza dei più giovani. Vedo quello che capita a me, ci lavoro e per questo non parlo mai solo di moda a caso: misuro sempre i toni e quando posso cerco di passare messaggi importanti perché sento una grande responsabilità.
Il mio pubblico è spesso giovanissimo e si affida alle mie parole. Per questo quello che ho studiato mi è tanto utile.
 
 

Tik tok, inizialmente visto come il social dei giovanissimi, oggi si sta diffondendo sempre di più, anche tra utenti più grandi. Possiamo parlare di un bisogno di maggiore autenticità, che su Instagram si stava perdendo?

 
Assolutamente sì. Prima dell’avvento delle stories, Instagram aveva perso tanto del suo potere: gli utenti non erano più così tanti attratti da foto sempre più finte e quindi svuotate del loro significato e soprattutto poco spontanee. Si faceva a gara a creare un magazine patinato personale dove mostrare il meglio di sé. Questa cosa non faceva altro che far stare male chi fingeva di avere una vita perfetta e chi guardava, ci credeva e piangeva per la sua. 
Tiktok è divertente, spontaneo, immediato, la cosa meno patinata che (ancora) possa esistere, oltre ad essersi speso con battaglie e challenge per accettare le imperfezioni invitando a mostrare ciascuno le proprie. E sì, è proprio quello di cui abbiamo bisogno.
 
 

Secondo te, quali sono le principali differenze tra Instagram e Tik Tok?

 
Tiktok è innanzitutto solo video. Instagram nasce come un social fotografico, i reels sono nati proprio per cercare di replicare il format vincente di Tiktok.
Ad oggi possiamo dire che Instagram mantiene il multi-formato tra foto, video brevi (l’IGTV non è stato un esperimento finito bene) e stories che spariscono dopo 24 ore. Riuscire a emergere e farsi notare è molto più difficile per chi parte oggi da zero rispetto a quanto sia ancora democratico e meritocratico l’algoritmo di Tiktok: su questa piattaforma hai la possibilità – se crei format video divertenti e ne comprendi la logica – di crearti il tuo spazio con grande soddisfazione.