Stefano Grasso racconta Botai, il brand che produce papillon in legno con materiali di recupero

Intervista a Stefano Grasso, vincitore del contest #roadtogreen 2020 e fondatore di Botai
0
326

Il papillon inteso come simbolo di eleganza per eccellenza, sinonimo di stile, racchiude al suo interno la sintesi perfetta del concetto alla base di Botai, dal quale trae origine il nome stesso dell’azienda.

Intervista a Stefano Grasso, fondatore di Botai

Parlaci di te, dove vivi, la tua formazione e di cosa ti occupi?

Vivo ad Ariano Irpino, città alla quale sono molto legato e che mi consente di stare a stretto contatto con la natura. Ho una formazione economica, ma è proprio dalla natura che ha preso forma la mia attività attuale con Botai. Si tratta di un progetto che utilizza materiali di recupero per creare arte e accessori di moda.

Un’idea unica nel suo genere, un’intuizione che ha portato alla nascita di un brand esclusivo Botai che produce papillon in legno e materiali di recupero. Quando e da chi è nata l’idea?

Gli embrioni di questa idea erano in giro già nel 2010, quando ho iniziato a fare arte utilizzando gli stencil. Da lì si è poi evoluta prima con accessori in vari materiali e poi concretizzata nel progetto Botai, scegliendo di utilizzare esclusivamente materiali di recupero soprattutto legno, stoffa e vinili.

Qual è stato il momento preciso in cui hai deciso di voler avviare una start-up? Raccontaci tutti gli sviluppi.

Botai ha avuto una crescita molto organica. Non ho mai forzato i tempi, anche perché essendo l’unica persona attiva in questo progetto ho potuto assicurarmi che crescesse con i miei ritmi, che poi sono quelli della natura. Ho poi avuto il privilegio di partecipare a vari eventi nel settore Green e Fashion, tra cui il contest di Road to Green 2020 che mi ha consentito di fare un vero e proprio salto di qualità sotto tutti i punti di vista, incluso quello legato alla visibilità dei miei prodotti e del mio marchio a livello nazionale.

La tua è un’attività di produzione a sostegno ambientale, uno dei focus principali è incentrato sul riutilizzo di materie di recupero, quali sono i materiali che usi per i tuoi papillon?

Uso principalmente legno, varie qualità e forme che recupero da diverse fonti. Un altro elemento fondamentale sono i vinili e le resine epossidiche e quindi totalmente eco-friendly.

Perché proprio il papillon? Avevi bisogno di un oggetto che caratterizzasse il tuo brand?

Il papillon è il simbolo di eleganza per eccellenza. Se pensiamo alla cravatta, pensiamo a qualcosa maggiormente legato al mondo del lavoro, alla professionalità. Il papillon ha invece come unica associazione quella dello stile. Ho trovato molto stimolante coniugare un accessorio per sua natura così esclusivo con materiali alla portata di tutti, proveniente dagli scarti. Anche per questo, credo che il papillon sia la sintesi perfetta del concetto alla base di Botai, e dal quale origina anche il nome stesso dell’azienda.

Linee, forme, colori, da cosa prendi ispirazione? C’è un disegno o bozzetti specifici che ti guidano nella seguente realizzazione oppure ti lasci ispirare all’istante da ciò che hai tra le mani?

Ho tante idee che fermentano continuamente nella mente. Di solito mi chiudo in laboratorio per ore e sperimento, faccio prove su prove finché quelle idee non si concretizzano in un prodotto che mi fa dire “wow”. In questo processo è fondamentale, oltre alle idee, avere un progetto da seguire e una conoscenza approfondita dei materiali.

Quanto lavoro c’è dietro la creazione di ogni singolo prodotto? Raccontaci come si svolge l’iter, dal reperimento del materiale, passando per la realizzazione fino ad arrivare alla vendita.

Recupero il materiale da varie fonti. Principalmente si tratta di scarti di falegnameria che lavoro personalmente a mano attraverso tutto il ciclo: dalla levigatura fino al taglio e alla composizione con altri materiali. Una volta terminato, metto in vendita l’articolo sui miei canali social Instagram e Facebook. Si tratta di pezzi unici e anche chi li acquista ha per me un valore di unicità, per cui mi piace seguire il cliente nel tempo e mantenere un rapporto che va oltre la semplice vendita.

Non solo papillon, nella pagina Instagram @BotaiArt esponi vari lavori artistici. Progetti futuri?

Ho sempre più idee in fermentazione, non solo per i papillon ma anche per altri prodotti di design. Il principio guida è sempre sostenibilità e stile.