Dalla tradizione alla passerella: è un percorso moda sostenibile quello della Moda Gran Chaco

Le vie del caraguatà
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Lo scorso 9 Giugno presso i giardini dell’IILA (Organizzazione Internazionale Italo Latinoamericana) si è tenuta un’edizione speciale dello show-room IILA.

Cinque designers italiani e sudamericani si sono cimentati in un progetto sperimentale che ha come protagonista l’utilizzo del caraguatà.

Con questo, sono state realizzate creazione di alta moda, mixando la fibra con altri tessuti. A presentare l’evento, il Segretario Generale dell’IILA Antonella Cavallari.

Destinazione Gran Chaco

Per raccontarvi questo evento, dobbiamo spostarci oltre l’oceano, fino al sudamerica, dove si estende la pianura del Gran Chaco.

Parliamo di una superficie di 1,3 milioni di chilometri quadrati: un serbatoio di biodiversità paragonabile all’Amazzonia che offre legni tropicali, erbe e frutti con proprietà mediche e nutritive, ecoturismo ed artigianato etnico.

Naturalmente, il Gran Chaco offre anche il sopracitato caraguatà, un arbusto della famiglia delle Bromelie da cui le donne indigene ricavano una fibra leggera e molto resistente che viene poi tinta con colori naturali. Queste donne, con impegno, sacrificio e dedizione, mantengono viva una lunga tradizione che, adesso, tramite il progetto presentato dall’IILA vuole essere valorizzata ed importata nel mercato italiano.

“Dietro questa sfilata c’è un concetto, ovvero quello di dimostrare la possibilità di utilizzare delle risorse in maniera compatibile con la protezione dell’ambiente. Questo è il nostro obiettivo” queste le parole di Antonella Cavallari che introducono il fashion show.

Daniela Gristina ha presentato una collezione dedicata alla foresta del Gran Chaco utilizzando garze di lino, seta ecologica, ortica, lino e canapa naturali fondendoli al caraguatà.

I designer Daniela Gristina e Marcelo Senra hanno utilizzato tessuti di caraguatà forniti dalla Cooperativa Mujeres Artesanas, tramite la Fundaciònn Gran Chaco. Anche gli accessori che accompagnano le creazioni sono prodotti dallo stesso Consorzio e commercializzati sotto il marchio Matriarca.

Il duo di stilisti paraguaiani Andrès Bàez e William Ramirez, hanno utilizzato la fibra di caraguatà al naturale per abiti da sera e wedding, servendosi di tecniche tradizionali paraguaiane per i ricami.

La Fundaciòn Princesa Diana, il cui direttore creativo è Marcela Abriola, ha realizzato per l’evento una speciale collezione di accessori moda realizzati in fibra del caraguatà.

Il nostro direttore Barbara Molinario con Fabiana Menna presidente della Fondazione Gran Chaco