Nel blu dipinto di blu: tra cielo e terra alla scoperta del colore del cielo

Un saggio del Prof. Vittorio Maria De Bonis
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Figlio della notte e dei suoi incanti onirici, propizio alla meditazione ed alla melanconia, il Blu ha incarnato – molto prima dell’avvento della psicanalisi – quelle idealità e quelle inquietudini appena accennate nella grande produzione artistica del Rinascimento e del Barocco.

Blu: veleno delle tinte

Seccamente definito da Caravaggio Veleno delle Tinte, proprio per l’abuso che dell’azzurro in tutte le sue sfumature veniva fatto nella magniloquente pittura sacra d’età Controriformista,  pronta a sedurre il fedele con effetti pressoché  scenografici di cieli gonfi di nuvole e di mistiche apparizioni, il colore viene riconsegnato alla sua inquieta valenza ed alle sue sfumature d’ossessività dalle tele visionarie e geniali di Vincent Van Gogh, come Notte Stellata Notte Stellata sul Rodano, dove gli astri dalle luci concentriche e ipnotiche che si riflettono sulle acque cupe del fiume, o che sembrano ruotare in un vortice inarrestabile nel firmamento, evocano la forza primigenia e cosmica d’una Natura in apparenza inaccessibile, ma prepotentemente animata da un afflato divino mistico e umanissimo insieme.

Notte stellata- Van Gogh

Ma sarà proprio Pablo Picasso a restituire idealmente al colore del cielo il suo carattere intensamente vibrante  e drammatico: quando il suo migliore amico e compagno d’avventure Carlos Casagemas si suicida, a Parigi, per un amore non corrisposto, dove i due artisti si erano trasferiti in cerca d’ispirazione e poesia, Picasso abbandona le tinte acide e squillanti, ispirate alle opere dell’adorato Toulouse-Lautrec e vira verso le cromie gelide d’un azzurro cupo: Ho cominciato a dipingere in blu pensando a Casagemas, confesserà più tardi, ritraendo per oltre quattro anni il mondo desolato e dolente di girovaghi e mendicanti, e riconquistando solo tardivamente, e quasi a stento, con le tinte del Rosa, l’esitante interesse alla Vita.

Gli amanti in blu- Chagall

Il definitivo riscatto poetico del Blu si avrà però – definitivamente – con le folgoranti creazioni oniriche di Marc Chagall, dove il dilagare della tinta notturna, assume, con lirica perentorietà, il senso d’un sortilegio arcano e sospeso come liberazione dalle pastoie del quotidiano in nome del Fantastico e del potere sovversivo dell’amore, che genialmente Domenico Modugno, ispirandosi ad una riproduzione della celeberrima tela le Coq Rouge dans la Nuit del pittore russo, ammirata in casa dell’amico e paroliere Franco Migliacci, eternerà nei versi della canzone-simbolo della più sfrenata libertà del cuore e del sentimento, destinata ad entrare – stabilmente – nella leggenda.

E non solo della Musica.