Moda e ambiente: il caso virtuoso di Prada

Il regalo di Prada alle future generazioni: una moda che sia in armonia con la natura
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Nel 2022 non è sufficiente proporre una moda d’avanguardia, creativa e di ottima fattura. I colossi del fashion System sentono il peso della loro responsabilità circa l’impatto ambientale. Del resto, per quanto ciascun individuo abbia i suoi doveri nei confronti dell’ambiente, la più grande responsabilità rimane quella dell’industria. Negli ultimi cinque anni, bene o male, tutte le grandi aziende hanno rivisto i loro sistemi produttivi, cercando, chi più o chi meno, di ridurre l’impatto sull’ambiente. Il pianeta non è nostro, siamo solo di passaggio ed abbiamo il compito di preservarlo e rispettarlo per garantire una vita sana a tutta la popolazione ed alle future generazioni.

È un bel pensiero utopico che si fa largo fra gli statement di tante grandi compagnie… eppure, la strada è ancora molto lunga e tortuosa. Non possiamo ancora dire di respirare un’aria pura e libera da sostanze chimiche o metalli nelle nostre città, sopratutto nelle metropoli. Siamo ancora legati a plastica e petrolio, due capi saldi del globalismo. Di quello stesso globalismo che porta avanti crociate per l’ambiente, ma che vuole eliminare le piccole imprese. Globalismo ed ambiente non andranno mai d’accordo, per questo certe dichiarazioni pro-ambiente ci sembrano, in fondo, una presa in giro.

Il caso di Prada è però singolare. Stiamo parlando di uno dei pochissimi (davvero pochissimi) brand italiani a non aver venduto all’estero. Ricordiamo che i principali gruppi che possiedono pressoché tutti i brand sono LVMH e Kering. L’eredità di Miuccia, passerà al figlio Patrizio Bertelli, che ha dichiarato: “Non ho intenzione di vendere. Io non ho mai venduto niente in vita mia”. 

La visione green di Prada

Prada sente una forte responsabilità sociale nei confronti dell’ambiente. Il brand di Miuccia si impegna ad assumere e promuovere comportamenti virtuosi dal punto di vista ambientale. Parliamo di rispetto dei luoghi, riduzione del consumo di suolo, efficientemento dei consumi energetici, utilizzo di energie rinnovabili, riduzione degli sprechi,  recupero e riqualificazione. Dichiara Lorenzo Bertelli: “La sostenibilità è da sempre parte centrale della nostra strategia e abbiamo scelto di concentrarci su tre principali aree di azione, ovvero Persone, Ambiente e Cultura. La nostra intenzione è di continuare a portare avanti con coerenza rispetto ai nostri valori progetti in ciascuno di questi tre ambiti. Sul fronte della sostenibilità ambientale, ad esempio, abbiamo presentato di recente la nostra strategia climatica, con un impegno concreto per ridurre la nostra carbon footprint”. L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni del 42% entro il 2029, un obiettivo approvato dal Science-Base Targets Initiative in linea con l’Accordo di Parigi il cui obiettivo è quello di raggiungere il Net-Zero entro il 2050. 

Materiali: Re-Nylon come tendenza e rivoluzione

Qualsiasi strategia di sostenibilità nel campo della moda deve partire dai materiali anzitutto. Ed è qui che si colloca la linea Re-Nylon di Prada, una delle più iconiche associate al brand che comprende abbigliamento, accessori e calzature. Questi modelli iconici che hanno caratterizzato lo stile dei primi anni 2000, adesso vengono plasmati unicamente con nylon rigeranato, ottenuto da rifiuti di plastica o perfino recuperato dai fondali marini. Si tratta di un materiale riciclabile all’infinito. Prada Re-Nylon è un progetto in collaborazione con Aquafil, un’azienda italiana specializzata nella produzione di fibre sintetiche che trasforma gli scarti in nuovi tessuti.

Sea Beyond

Non solo produzione consapevole, ma anche educazione ambientale. In collaborazione con l’Unesco, Prada ha lanciato nel 2022 un ciclo di webinair indirizzati agli studenti delle scuole secondarie che approfondiscono le dieci sfide del Decennio del mare per lo sviluppo sostenibile. “Il progetto Sea Beyond mi sta particolarmente a cuore, coniuga ambiente e sociale ed è radicato nella nostra identità familiare. Non vuole essere un progetto spot ma un percorso continuativo verso le generazioni future, di cui speriamo di raccogliere i frutti tra 10 anni, al crescere dei giovani coinvolti” ha commentato Lorenzo Bertelli.