L’ora legale permanente

Anche quest’anno nonostante 265.000 firme raccolte per “l’ora legale permanente”, gli orologi vengono di nuovo spostati, perdendo gli indubbi vantaggi dell’ora in più.
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Una dura battaglia quella condotta dalle associazioni SIMA e CONSUMERISMO per il mantenimento dell’Ora Legale Permanente, anche quest’anno gli italiani saranno costretti a mettere un’ora in avanti l’orologio il 30 ottobre. 

Sono 265.000 le firme raccolte in poche settimane con la petizione per il mantenimento dell’ora legale. 

I presidenti delle due associazioni adesso chiedono alla premier, Giorgia Meloni, “di trovare il modo di congelare per un mese il passaggio all’ora solare, previsto per il 30 ottobre, dando così modo al gestore della rete elettrica di verificare sul campo il reale risparmio ottenibile in termini economici e ambientali”. 

Quanto ci costa non passare all’ora legale permanente?

Sima e Consumerismo No Profit “hanno dato voce agli italiani, fornendo elementi scientifici per una completa valutazione dell’impatto di questa misura – peraltro già attuata durante i periodi bellici e di crisi energetica – che risulta semplice, a costo zero e in grado di contribuire al superamento del difficile momento economico che il Paese si appresta ad attraversare”. Oltre al risparmio energetico, “che col crescere dei prezzi del gas è passato da stime di 500 milioni l’anno basati sui dati Terna a oltre 2 miliardi e mezzo di euro per il solo 2023”.

Il beneficio economico, ha spiegato Terna in una nota, “è calcolato considerando che quest’anno, nel periodo di ora legale cominciato domenica 27 marzo e che si concluderà domenica 30 ottobre con il ritorno all’ora solare (alle 3:00 di notte bisognerà spostare le lancette indietro di sessanta minuti), il costo del kilowattora medio per il ‘cliente domestico tipo in tutela’ (secondo i dati dell’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) è stato di circa 45 centesimi di euro al lordo delle imposte. Dal 2004 al 2022, secondo l’analisi della società, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 10,9 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2 miliardi di euro.

L’impatto positivo sulla salute e l’ambiente

I critici dell’ora legale permanente, sostengono che durante il periodo di passaggio aumentino i rischi cardiaci, ma omettono di dire che ogni anno è così, quindi il passaggio  all’ora legale permanente, per l’ultima volta ridurrebbe questo rischio, oltre agli indubbi vantaggi che si avrebbero nell’avere un’ora di luce in più per fare attività fisica all’aria aperta. Molti sostenitori inoltre manifestano un atteggiamento molto più positivo, avendo un’ora di luce in più.

A questo, non bisogna dimenticare che si aggiungerebbe un taglio di emissioni climalteranti pari a 200.000 tonnellate di Co2, equivalenti a quella assorbita piantando 2 milioni di nuovi alberi, con benefici per la salute umana e planetaria”. 

Ci riproveranno il prossimo anno con un referendum

 Con le firme raccolte, i promotori, hanno numeri da proposte di Referendum Popolare. A questo punto non escludono di percorrere formalmente questa strada, dato che è stata appena varata la piattaforma digitale per la sottoscrizione dei Referendum abrogativi.

Anche questa proposta, nella sua semplicità, rientra appieno in quelle del Minimalismo Consumerista.

 

Luigi Gabriele 

Esperto di Consumi – presidente di Consumerismo No Profit