Il robot da cucina: amico o nemico delle cucine?

Il robot da cucina è una gran buona idea che ha superato il centenario, ma occhio ai costi affinché il gioco valga la candela. 
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Riunisce il funzionamento di numerosi piccoli elettrodomestici da cucina come frullatore, sbattitore, tritacarne, bollitore, impastatrice etc etc. Per alcuni è diventato un insostituibile alleato per cucinare senza sprechi e con poco tempo. Ma i costi e i consumi?

Cos’è e cosa fa

Il robot da cucina è una gran buona idea che ha superato il centenario, ma occhio ai costi affinché il gioco valga la candela. 

Dai 200 ai 3300 euro, questi i limiti di prezzo dei robot attualmente venduti sul mercato italiano. Insomma i consumatori con una cifra irrisoria o con una spesa paragonabile a quella di uno scooter, possono acquisire la sopravvivenza in cucina.

Era il 1919( 102 anni fa), quando un ingegnere dell’Ohio, Herbert Johnston, vide un fornaio preparare l’impasto del pane con un cucchiaio di metallo. Si mise al tavolo da disegno e progettò un mixer meccanico che venne subito lanciato sul mercato come apparecchio professionale, riscuotendo un immediato successo.

Da allora siamo passati dalla tecnologia manuale a quella alimentata ad elettricità, ed oggi mediamente il consumo di un robot è paragonabile a quello di un forno elettrico.

Ma il robot non fa solo la cottura, è arrivato a svolgere almeno 6/7 funzioni chiave.

Un unico apparecchio, infatti, racchiude numerosissime funzioni: pesare, tritare, mescolare, montare, cuocere e impastare (più tutte le funzioni derivate).

Quanto consuma e come usarlo

La potenza massima del miglior robot sul mercato è di circa 1500w che equivale ad un consumo di 1,5 kWh, ma l’energia elettrica utilizzata cambia in base al tempo d’uso e alle funzioni impostate. Questo perché esistono specifiche preparazioni che hanno bisogno di lunghi tempi di cottura ed altre che necessitano di tempi decisamente più brevi.

Parallelamente ci sono preparazioni che richiedono una potenza e una velocità maggiore per un determinato tempo, per poi continuare la cottura a un livello di potenza basso e dunque a basso consumo. A titolo puramente esemplificativo, ricordiamo come la preparazione di un minestrone necessiti di portare l’acqua ad ebollizione per circa 10 minuti: tale operazione richiede all’inizio un assorbimento di energia di 1,5 kWh, successivamente la cottura continua per un’ora circa con un assorbimento energetico di 0,5 kWh.

In questi determinati casi si calcolano consumi pari a 0,50 kWh che, moltiplicati per 0,60 euro (il costo attuale), danno come risultato finale una spesa di 30 centesimi l’ora.

I consumi massimi dichiarati medi dei vari Robot sul mercato vanno dai 900 ai 1500 Watt.

La maggior parte riguarda il consumo della parte riscaldante mentre il resto quello del motore/frullatore. 

In base alle dichiarazioni dei produttori, generalmente il robot consuma il massimo quando riscalda, mentre quando vengono utilizzate le lame (la modalità frullatore/tritatore), alla potenza massima allora il consumo medio scende di molto.

In considerazione del fatto che raramente vengono utilizzare le lame allo sforzo massimo con la parte riscaldante al massimo, molto difficilmente tale circostanza si verifica, solitamente accade per qualche minuto alla volta. Alla luce di questo è possibile calcolare un costo energetico di c.a. 4,5 euro a settimana se si usa una volta al giorno tutti i giorni.

Ridurre lo spreco 

A mio avviso e sempre nel perimetro del consumerismo minimalista, il robot oltre ad agevolare il lavoro di casa, magari per chi non ha tempo di cucinare, o per chi vuole fare le cose in maniera veramente professionale ed appassionata, in tutti i casi deve contribuire alla riduzione dello spreco alimentare. 

Buttiamo via ⅓ del nostro frigorifero e della dispensa, perché facciamo marcire i prodotti, ne compriamo troppi o li dimentichiamo, oppure perché cuciniamo più del necessario(brutto vizio dell’opulenza post era contadina). Il robot da cucina con le sue molteplici funzioni e soprattutto i ricettari con il quantitativo a persona, ci aiutano di molto ad eliminare quello che per me è tra peggiori comportamenti dell’essere consumatore, ovvero quello di sprecare il cibo.

Invito quanti vorranno, a mandarmi la ricetta del consumatore minimalista. Alla prossima uscita verrà pubblicata con il relativo nome dell’autore. 

(Inviare a presidenza.consumerismo@gmail.com)

 

Luigi Gabriele 

Esperto di Consumi – presidente di Consumerismo No Profit