Circolarità, trasparenza e tracciabilità: la maison francese Chloè lancia il progetto Chloè Vertical

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Abbiamo già parlato di Gabriela Hearst e di quanto la designer abbia lavorato per offrire ai suoi clienti un prodotto sostenibile, etico e di alta qualità. L’head designer di Chloè, insieme al CEO Riccardo Bellini, stanno adesso per compiere un altro step nel sentiero della moda green: Chloè Vertical.

Cos’è Chloè Vertical?

Il progetto verrà ufficialmente lanciato con la collezione PE 2023. Ma di cosa si tratta? Dalla prossima primavera, tutti i capi Chloè saranno dotati di un’etichetta speciale che fungerà da vero e proprio passaporto digitale del capo. Attraverso la scansione con lo smartphone, gli utenti potranno consultare tutte le informazioni riguardanti la tracciabilità del capo, il certificato di garanzia ed informazioni su come prendersi cura del capo, come ripararlo e perfino rivenderlo. 

I dettagli sul prodotto

Tramite il passaporto digitale Chloè Vertical, quindi, potremmo conoscere nel dettaglio la provenienza dei tessuti. Per esempio, il lino utilizzando dal brand per le collezioni ready to wear, proviene dalla Normandia ed è coltivato con processi agricoli a basso impatto. Successivamente, viene filato e tessuto in Francia. Un altro esempio è quello ella seta, certificata dal Global Organic Textile Standard (GOTS); o la lana, che proviene dalla fattoria della famiglia di Gabriela Hearst in Uruguay, per poi essere filata e tessuta in Italia. 

Riparare i capi

Quando un capo o un accessorio si rompe… è sempre meglio provare prima a ripararlo, piuttosto che gettarlo via. Non solo per il portafoglio, ma anche per l’ambiente. Tramite Chloè Vertical sarà possibile consultare il Customer service del brand e la piattaforma dedicata alle riparazioni che fornisce informazioni dettagliate sulla manutenzione dei capi e la loro riparazione.

Re-selling

Se decidiamo, invece, di separarci da uno dei nostri capi o accessori Chloè sarà possibile rivenderlo attraverso Vestiaire Collective, una delle più famose ed affidabili piattaforme di moda second hand. E qui il passaporto digitale torna ancora utile: grazie al codice sarà più semplice determinare l’autenticità del prodotto. Ma la svolta di Chloè Vertical nel settore del pre-loved è un’altra: il venditore, infatti, riceverà immediatamente un voucher da utilizzare su Vestiaire Collective o presso Chloè ancor prima di aver venduto il capo. In alternativa, si può decidere di donare il ricavato all’UNICEF. 

Elettra Nicotra