Stefania Tenderini, Direttrice Generale di Avery Italia a “Sempre più in Forma Green”

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Durante la puntata di martedì 28 febbraio per RID 96.8 FM. ho avuto il piacere di intervistare Stefania Tenderini, Direttrice Generale di Avery Italia, il più grande produttore mondiale di etichette e soluzioni software.

Quale è il tuo lavoro? Che cosa fai in azienda?

Gestisco un’azienda di produzione di etichette autoadesive. Sono responsabile di tutto quello che avviene, dalla produzione al marketing, alle vendite, alla finance. Il punto è che coordino le mie persone al raggiungimento degli obiettivi che ci diamo”.

L’azienda è un gioiello di tecnologia e anche di artigianato, perché all’interno realizzate dei prodotti personalizzati…

Assolutamente sì, cerchiamo di seguire i trend di mercato attuali che sono quelli della massima personalizzazione del prodotto. Tutto si svolge online e noi siamo innamorati dei nostri consumatori e quindi cerchiamo di curarceli uno ad uno”.

Infatti avete un customer service molto pronto, attento e preparato…

Quotatissimo direi, è il nostro fiore all’occhiello. Per noi seguire le persone con un prodotto così semplice come l’etichetta autoadesiva ci dà grande soddisfazione. Tra l’altro i feedback che ci danno i consumatori sono quello che ci motiva di più ogni giorno, sia quando sono positivi, ma soprattutto quando sono negativi perché almeno ci stimolano. Infatti io sollecito le lamentele, non perché le voglia, ma perché sono quelle che ti aiutano a migliorare dove ti sei un attimo distratto”.

Siete inoltre fornitori di altre realtà che rivendono le vostre etichette….

Abbiamo la nostra rete di rivenditori e anche qui conta molto il servizio, l’etica commerciale e la coerenza. Noi abbiamo dei clienti che sono con noi da più di vent’anni e oramai sono più che dei clienti. Siamo diventati una famiglia molto allargata”.

Per quanto riguarda la sostenibilità, tu in azienda stai portando una trasformazione proprio green…

Abbiamo iniziato un po’ prima degli altri. Per noi non è una moda. Voglio usare il plurale perché non faccio questo da sola, anzi io ho un team che mi sta supportando al cento percento e con molto entusiasmo. Siamo partiti a pensare come potevamo trasformare il prodotto e dunque abbiamo realizzato una serie di accorgimenti sul prodotto come la confezione in cartoncino riciclabile e anche il film che l’avvolge è riciclabile, e adesso lo stiamo togliendo proprio, stiamo riducendo al massimo il packaging. Ho cercato poi di estendere la visione facendo degli interventi sullo stabilimento: abbiamo le luci a LED che consumano molto meno, abbiamo messo i pannelli solari e le auto aziendali sono tutte ibride o elettriche. Il must è ridurre, riciclare, riusare. Questo un po’ per la P di Planet della trilogia della sostenibilità: People, Planet and Profit. Per le People stiamo ragionando sia a livello interno, sia esterno, ossia interno significa che abbiamo abilitato dei corsi di formazione civica in cui raccontiamo alle nostre persone con dei testimonial come riciclare al meglio. Le nostre persone ci stanno facendo anche delle proposte, quindi abbiamo avuto dei rappresentanti di AIDO e avremo presto dei rappresentanti di AVIS che ci racconteranno perché è importante essere dei cittadini”.

Sei un Advocate del G20 Women Empowerment, il progetto del G20 che vuole accelerare l’empowerment femminile e sei anche Mentor per VALORE DI. Raccontaci meglio questo progetto…

VALORE DI è un’associazione italiana di aziende che vogliono proprio stimolare e facilitare quello che è la leadership femminile e l’accesso delle donne ai vertici delle aziende, perché ne hanno tutte le capacità e le potenzialità. Il fatto di fare da Mentor significa mettere a disposizione la mia esperienza, le mie frustrazioni, le mie fatiche, i miei raggiungimenti, condividerli con delle giovani donne e dire loro che tutto è possibile e che non bisogna mai cedere. Qualche porta chiusa non fa nulla, bisogna continuare ed essere forti e consapevole delle proprie capacità. Sempre con VALORE DI un’altra cosa che ho iniziato a fare e che mi emoziona molto è la Role Model nelle scuole per il progetto Inspiring Girls. Con questo progetto si vuole raccontare ai ragazzi e ragazze di terza media che possono fare la professione che vogliono indipendentemente dal loro genere. Se le ragazze vogliono diventare ingegneri aereonautici lo possono fare e se i ragazzi vogliono diventare maestri d’asilo lo possono fare”.

È molto importante questo percorso che stai facendo. Come ci sei arrivata a tutto questo?

Ci sono arrivata con la fatica. Sono nata in montagna, quindi sono anche abituata ad andare in salita, però è stata una strada molto ripida, ed è l’unico modo per crescere. Tuttavia, vorrei dare il mio contributo affinché le giovani donne possano avere almeno la stessa base di partenza dei giovani uomini. Piano piano ci si può riuscire, è un cambio culturale che può essere fatto”.

Sei l’unica General Manager donna in Europa dell’azienda e quindi volevo farti una domanda. Se un nostro ascoltatore o ascoltatrice volesse mettere in pratica una trasformazione green nella propria realtà, cosa potrebbe fare per incominciare sin da subito?

La prima cosa è avere la volontà di fare qualcosa ogni giorno, o ogni settimana, oppure ogni mese. È importante sicuramente studiare il proprio processo produttivo e il proprio prodotto, però il valore fondamentale è avere questa determinazione che potrebbe essere la diminuzione delle quantità che io metto nel prodotto, l’efficientamento energetico e le soluzioni sono tante, o anche guardare ai trasporti; li posso ridurre, posso mettere insieme le spedizioni, posso fare meno trasporti. Per esempio con un cliente molto importante siamo arrivati ad una soluzione: noi siamo vicini a Roma, lui è vicino a Piacenza, ci siamo messi d’accordo che lui parte da Piacenza, consegna ai suoi clienti a Roma, poi passa in azienda, carica e ritorna al suo magazzino. Un grande risparmio di trasporti e di CO2. Dunque si parte dalla volontà e anche dal fatto di creare un po’ di rete con i clienti, i fornitori e con i propri dipendenti. Poi proprio i collaboratori possono essere un tesoro di idee. Bisogna coinvolgerli anche nella fase di progettazione”.

 

Barbara Molinario