Intervista a Chiara Accardi: esordio musicale per la giovane cantautrice siciliana

0
32

Classe 2002, siciliana doc e cantautrice pop indipendente, Chiara Accardi entra a far parte della scena musicale con una canzone d’esordio: “Stanca di Correre”. Un nuovo viaggio che la giovane artista ha deciso di intraprendere per aprire nuovi orizzonti e raggiungere grandi obiettivi.

Il significato profondo che racchiude il testo racconta l’amore di Chiara per la musica, quel porto sicuro, quella zona di comfort in cui rifugiarsi per scappare dalla frenetica corsa della vita. Tra le righe del brano si evince anche quella voglia di ricercare una ragione, un senso nella nostra esistenza per tenere il passo, resistendo e combattendo contro le difficoltà che la vita ci pone davanti.

Il brano è inoltre accompagnato da chitarre ambient e voci sincopate, che conferiscono colore e ritmo ad una home-production dalle sfumature lo-fi. Una musica che conserva la convivialità del genere popolare, mantenendo allo stesso tempo lo sguardo rivolto verso atmosfere contemporanee con sonorità elettro-pop che permettono all’artista di arrivare al suo pubblico al massimo della sua espressività emotiva.

Chiara non è una semplice cantante e neanche una semplice cantautrice, la sua spiccata sensibilità le permette di esplorare tanti universi musicali raccontando e raccontandosi con maestria, garbo ed eleganza.

FashionNewsMagazine è riuscita ad intervistarla per scoprire qualcosa in più sulla sua vita e su questo nuovo percorso musicale.

“Stanca di Correre” è il tuo primo singolo. Che emozioni hai provato dopo l’uscita della tua canzone?

Sinceramente non so ben definire cosa io abbia provato dopo l’uscita del brano. In generale è stato strano: era strano che una canzone che ha risuonato per mesi nelle mie cuffiette fosse adesso nelle cuffie degli altri ed è stato strano (e anche estremamente tenero) ascoltare la gente che canticchiava il testo, a volte sbagliando un po’ le parole, proprio come succede con le canzoni che ascolti per caso in radio e ti rimangono nella testa. È un’emozione diversa dalle altre perché è come regalare qualcosa di estremamente tuo agli altri e, sebbene mettersi a nudo in questo modo possa forse fare paura, in realtà ti fa vivere davvero cosa significhi aprire il proprio mondo agli altri”.

Un trend che ultimamente sta spopolando tra gli artisti è quello di darsi un nome d’arte. Una curiosità, come mai hai deciso di chiamarti con il tuo nome e cognome?

Non c’è un motivo specifico per cui ho deciso di mantenere il mio nome e cognome come nome d’arte: sinceramente a volte ho riflettuto su possibili soluzioni diverse da questa, ma non mi sono mai rivista in nessun altro nome. Poi, in generale, mi piace l’idea che non vi sia nessun distacco fra la mia persona e la mia figura artistica: non voglio essere un personaggio, voglio essere Chiara, e mi piace l’idea di esserlo sempre, in ogni circostanza”.

“Stanca di Correre” parla proprio del tuo amore per la musica. Che cosa significa per te la musica?

So che potrebbe risultare forse generalista e risentito, però se devo descrivere cosa sia per me la musica, la primissima cosa che mi viene da dire è che per me la musica è un rifugio: mi ha aiutata a dare voce a paure e sentimenti che nemmeno credevo di provare, mi ha aiutata e mi aiuta a superare i periodi bui, facendomi comprendere cosa voglio davvero, ma soprattutto, giorno dopo giorno, mi fa scoprire nuove parti di me, ed è questa la cosa per cui le sono più grata”.

Al giorno d’oggi partecipare ad un talent show facilita agli artisti l’entrata nel mondo musicale e soprattutto permette loro di acquisire più visibilità. Hai mai pensato di provarci?

Ho valutato più volte l’idea di partecipare ad un talent, ma ogni volta arrivo più o meno alla stessa conclusione: non voglio farlo, o almeno non adesso. Penso infatti che i talent siano una vetrina importante, tanto bella quanto pericolosa: vorrei prima, come si suol dire, farmi le ossa ovvero vorrei acquisire una maggiore consapevolezza artistica, e credo che questa si raggiunga soltanto attraverso una grande gavetta. Quindi sì, sono esperienze importantissime ma, al momento, voglio sentirmi libera di poter sperimentare e di scoprirmi un live dopo l’altro”.

Con i social che rapporto hai? Trovi riscontri positivi nel far conoscere la tua musica in questo modo?

I social sono un mondo controverso: possono sia agevolarti che buttarti giù, a seconda del peso che dai a certe cose. Personalmente ho sempre avuto un rapporto sano con i social media perché li ho sempre visti non solo come un valido strumento di comunicazione, ma anche come un modo di mostrare tante parti di me a gente che non mi conosce. La cosa che forse però non amo particolarmente, anche se personalmente ho imparato a non badare a queste cose, sono i numeri perché comprendo quanto facile possa essere divenirne schiavi. I social infatti sono un valido strumento per farci conoscere dagli altri, ma mai per ricevere la loro approvazione”.

“Stanca di Correre”, un inno di speranza, coraggio e determinazione, perché solo così si possono raggiungere i grandi traguardi e solo così si può fare il grande passo.

 

Alessandra Rosci