Giorgio Armani Operations accusata di Caporalato

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Giorgio Armani Operations, nei giorni scorsi, è stata posta in amministrazione giudiziaria per presunto sfruttamento del lavoro.

Giorgio Armani Operations

La società si occupa di progettazione e produzione di abbigliamento e accessori nell’ambito del gruppo Armani.

Questa, secondo l’indagine, avrebbe subappaltato indirettamente la produzione a società cinesi che sfruttavano i lavoratori.

Durante il sopralluogo, effettuato dalle forze dell’ordine, presso i capannoni in cui l’attività aveva luogo, sono stati ritrovati macchinari senza alcun dispositivo di sicurezza, materiali chimici e infiammabili lasciati incustoditi, dormitori e cucina in condizioni di precarietà, degradati e igienicamente invivibili.

I lavoratori avrebbero passato le loro giornate in quell’ambiente per molto tempo e il costo della loro manodopera sembrerebbe di appena 2€.

Il meccanismo di lavoro appaltato a opificio cinesi consentiva, secondo gli atti dell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e dei pm Paolo Storari e Luisa Baima Bollone, di poter vendere all’intermediario-fornitore una borsa, finita a poco più di 90 euro, col marchio Armani a 1.800 euro. 

Secondo quanto riportato dalle agenzie, non si tratterebbe di “fatti episodici”, ma di un “sistema di produzione generalizzato e consolidato” che riguarda diverse categorie di beni, come borse e cinture, e che si ripete, quantomeno dal 2017 sino ai più recenti accertamenti dello scorso febbraio.

A queste accuse la GA Operations ha dichiarato di aver sempre messo in atto misure di controllo e di prevenzione atte a minimizzare abusi nella catena di fornitura e che collaborerà con la massima trasparenza con gli organi competenti per chiarire la propria posizione rispetto alla vicenda.

È stata disposta l’amministrazione controllata di un anno che, come riporta l’agenzia Ansa,  avverrà “senza impossessamento degli organi amministrativi, consentendo quindi alla società la piena operatività sul piano imprenditoriale”

Il Lato Nascosto del Fashion System

Proprio lo scorso 9 Aprile  aveva avuto luogo, sempre a Milano, l’udienza per un caso molto simile ma con protagonista Alviero Martini spa a cui è stato contestato il mancato controllo della filiera.

Ciò porta a galla sfaccettature non proprio “romantiche” del sistema più articolato e affascinante che abbia mai solleticato le nostre menti.

Quando ci si ritrova davanti un colpevole così “maestoso” e rispettato del fashion system , il mito del Made in Italy subisce un urto così brusco che è difficile ripensare ad esso con la stessa ammirazione e quel che ne resta sarà solo una grande menzogna.

Emanuela D'Alessio