Intervista ai Rossonoha: la band di ragazzi romani uniti insieme dall’amore per la musica

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Hanno in comune un’unica passione, la musica e sono tutti romani doc. Stiamo parlando ovviamente dei Rossonoha, una band composta da quattro elementi: il cantante Massimiliano Renzi, il batterista Andrea D’Elia, il chitarrista Marco Melfa e il bassista Fabrizio Proietti. Cresciuti con melodie British ascoltando i Beatles e sonorità elettroniche, la carriera dei ragazzi esplode grazie all’incontro con Flavio Ferri, produttore e cofondatore della famosa band Delta V, segnando una pagina importante per l’evoluzione del gruppo. “Il nostro non è un gruppo vero e proprio. È un progetto fatto di persone con una meravigliosa produzione dietro, quella di Flavio Ferri. Insieme si cresce, si sogna, si piange. Il bello è creare”, ha dichiarato la band.

Tra studio, scrittura e ricerca, questi giovani musicisti non si fermano mai animando la scena musicale romana e presentando nei vari club il loro progetto. Anche se la città non viene nominata direttamente nei loro pezzi, è inevitabile che ci sia e che sia la loro continua ambientazione. “Le nostre canzoni sono tratte da situazioni vissute internamente. Inevitabilmente il tutto è riflesso come una pallina che sbatte sul muro e ritorna tra la città e noi”, ha dichiarato la band.

La loro non è una semplice voglia di fare musica, ma il focus principale è quello di voler lanciare un messaggio ben preciso al pubblico. Sarà per questo motivo che non si definiscono una vera e propria band con un genere musicale specifico. Durante il loro percorso hanno avuto la possibilità di sperimentare proponendo brani elettro-rock, ma anche qualcosa legato al pop e all’house, ma ad oggi, non riescono a descrivere il tipo di musica che fanno poiché, così come raccontano: “la musica è fatta di tante cose”.

La loro missione comunicativa e il loro talento naturale nell’entrare in empatia con il pubblico, ha permesso ai Rossohona di vivere numerose emozioni ed esperienze: un Tour nelle periferie romane tra i palazzi e i parchi delle realtà popolari, l’apertura di un concerto di Marlene Kuntz e la partecipazione alle finali di Arezzo Wave nel 2022.  

Anticonformismo allo stato puro. Fortemente influenzati da fattori sociali e dalla loro città, le sonorità elettroniche sono spesso parte della loro identità musicale. Visti come non convenzionali riescono a fornire da un lato un senso di appartenenza ad una comunità e dall’altro rifiutano gli ideali tradizionali. Dinamica, feel, passione, cuore ed emozioni, la loro musica non ha bisogno di troppe sovrastrutture perché è il suono che parla al loro posto.

FashionNewsMagazine ha intervistato i Rossonoha per scoprire qualcosa in più sulla loro vita e carriera musicale.

Vi va di spiegarci perché avete scelto Rossonoha come nome della vostra band? Ha un significato particolare?

Uno dei nostri nonni aveva un vigneto, era sempre lì. Durante il dopoguerra, rimasero molti americani in Italia, uno di questi si chiamava Noha, con la H prima della A. Strinsero un’amicizia molto forte tale da sembrare qualcosa di più. I racconti di questa amicizia presero parte nelle nostre vite tanto da rimanerci incollati. Da qui Rossonoha”. 

Quali sono le sensazioni che volete suscitare nel vostro pubblico quando vi esibite? 

La musica riesce a fermare le vite delle persone in quegli attimi in cui ci si rimane avvolti e riesce in quel momento esatto ad accendere le riflessioni più nascoste. A volte riesce anche a cancellare le preoccupazioni che ci pervadono e ci regala un momento che riteniamo importante ed eterno”.

Quale è la cosa che più di tutte vi porta a suonare? Quella che vi spinge ad uscire dalle vostre case e salire sul palco?

Quello che ci porta a fare tutto questo nasce da un’esigenza, questa è la nostra e non è dettata dal fatto di esserci o portare a casa un risultato, ma più semplicemente è il modo che abbiamo per prendere tutti quei momenti dove il buio persiste e portarli alla luce”.

Realizzare una canzone è un processo lungo, quale è il lavoro tecnico ed emotivo che c’è dietro la vostra musica?

È soprattutto emotivo, la parte tecnica è un automatismo che arriva di conseguenza. Tutte le nostre canzoni nascono e sono nate da momenti realmente accaduti, da situazioni che ci hanno colpito forte e che avevamo bisogno di elaborare”.

Innovazione, passione, ricerca e conoscenza sono i quattro pilastri necessari per fare buona musica e i Rossonoha hanno tutte le carte in regola per raggiungere i loro obiettivi e realizzare i loro sogni. Non ci resta che augurargli una meravigliosa avventura sempre in continua evoluzione.

Alessandra Rosci