Met Gala 2024: celebrazione magica della poetica dell’eleganza

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Il red carpet del Met Gala ci regala ogni anno dei look memorabili e spettacolari che da sempre celebrano lo spirito audace e avanguardistico dell’evento.

Il dress code è stato, “The Garden of Time”, ispirato all’omonimo racconto di J.G. Ballard del 1962, che ha permesso agli invitati di fornirci la loro personale interpretazione del libro. Io personalmente mi aspettavo qualcosa di più, ma ci sono stati look degni di nota, scopriamo insieme quali.

Trionfo al Met Gala 

Come possiamo non iniziare da Zendaya in un abito haute couture di Maison Margiela Artisanal creato appositamente per lei da John Galliano. Un abito in lamé color salvia bruciata e organza, bande metalliche dipinte a mano, drappeggio e fiocco laterali e posteriori stratificati in alluminio e organza iridescente e corsetto di raso dipinto a mano. Chiari i riferimenti a Dionisio Dio greco della vite, del vino e del delirio mistico. Per completare il look,un velo con piume creato da Stephen Jones per Maison Margiela, con un colibrì che scende sul collo.

Maison Margiela Artisanal creato appositamente per lei da John Galliano

Anche il secondo abito in qualche modo è riuscito a stupirci. Una creazione di John Galliano per la sua prima collezione, la couture primavera estate 1996, di Givenchy intitolata The Princess and The Pea. Completa il look con un altro capo d’archivio: un copricapo estroso disegnato da Philip Tracey per Alexander McQueen.

Abito John Galliano per Givenchy

I Fiori del Met Gala

Tantissimi i look floreali, come quello di Gigi Hadid in Thom Browne, che ha richiesto un team di 20 artigiani e circa 5.000 ore per ricamare a mano 2,8 milioni microperline sull’abito. Un giardino di rose gialle prendono forma sulla modella. Un abito bianco con corsetto off-the-shoulder e silhouette esagerata lungo i fianchi, che ha sovrapposto a un cappotto bianco in seta moiré con manto in raso duchesse impreziosito dalle rose gialle 3D.

Gigi Hadid in Thom Browne

I fiori si trasformano in una corazza di metallo argentata e frammenti di specchi, sull’abito di Kim Kardashian disegnato da John Galliano per Maison Margiela. Un look haute couture composto da un cardigan in cashmere bollito color grigio pallido, un corsetto in broccato d’argento antico e una gonna in metallo argentato lavorato.  Una chiara evocazione a pizzo, fiori, foglie e rametti interconnessi tra loro e tagliati da frammenti di specchi, ciondoli di cristallo e perle.

Kim Kardashian, John Galliano per Maison Margiela

Ancora argento, per l’abito di Reye Makes firmato Fendi Haute Couture. Si tratta di un abito con bustier in seta argento e una gonna a cascata in organza ricamata con pistilli di fiori 3D. L’abito evoca le icone della vecchia Hollywood come Eartha Kitt e Marilyn Monroe.

Reye Makes, Fendi Haute Couture

È una scultura floreale l’abito di Marni per Nicky Minaj. Un mini abito a clessidra realizzato in un materiale di seta duchesse dorata dipinta a mano e ricoperto di fiori metallici tridimensionali dalle tonalità vivaci. Un vero e proprio ecosistema nell’abito firmato da Jun Takahashi, per il primo red carpet del Met Gala di Amelia Gray. Una sorta di abito terrario con rose e farfalle, romantico e sensoriale, una vera e propria opera d’arte. 

Nicki Minaj in Marni e Amelia Gray in Jun Takahashi

I Fiori di Loewe

A tema floreale anche l’abito di Ayo Edebiri in Loewe. Con scollo all’americana interamente ricoperto da un pizzo floreale ricamato e dipinto a mano e fiori 3D. Sempre di  Loewe, l’abito indossato da Greta Lee Makes. Ispirato ai top sagomati in jersey della collezione prêt-à-porter da donna Primavera/Estate 2023 di Loewe, l’abito è stato realizzato in pregiato pizzo di seta chantilly bianco. Interamente ricamato con fiori 3D, presentava una drammatica scollatura alta che si estendeva intorno alle sue spalle.

Ayo Edebiri e Greta Lee Makes in Loewe

The power of Nature

Emma Chamberlain in Jean Paul Gaultier da un un tocco dark al tema della natura. l team di Gaultier ha preso spunto da diversi riferimenti, in particolare dal corsetto di pizzo color moka che Suzanne von Aichinger ha indossato nella sfilata couture della primavera 2003, intitolata Morphing. È servito come punto di partenza per un abito che ondeggia intorno al corpo. Un abito in pizzo Chantilly tinto di marrone che allude ai rovi di un giardino apocalittico si arrampica sul corpo, avvolgendone la spalla e il collo.

Emma Chamberlain in Jean Paul Gaultier

Lana Del Rey in Alexander McQueen, un mix tra dark e fiabesco, un abito custom di Alexander McQueen ispirato alle sculture di Alberto Giacometti. Proprio come queste sculture, l’abito richiama figure filiformi sottilissime e incredibilmente fragili. L’abito è un chiaro richiamo a La bella addormentata nel bosco, Sleeping Beauty, a partire dal tulle che la circondava quasi come una culla, fino ai grovigli di rovi alla corona di spine, fino alla rosa rosa nella mano. 

Lana Del Rey in Alexander McQueen

Cynthia Erivo in Thom Browne ha optato invece per uno smoking destrutturato ricoperto di petali di fiori rosa e mini insetti. È quasi come se avessi corso attraverso un giardino e le cose mi fossero cadute addosso“, commenta l’attrice.

Cynthia Erivo in Thom Browne

Taylor Russell in Loewe opta per un bellissimo abito con scultura in legno. Si tratta di un corsetto a collo alto progettato per assomigliare a un intarsio di legno, modellato in 3D per adattarsi perfettamente al suo corpo, e poi stampato utilizzando una tecnica chiamata idro sublimazione. Infine, una gonna a ruota in crêpe marocain di seta, caratterizzata da uno spacco e da un drappeggio in vita.

Taylor Russell in Loewe

Balmain, la natura in scultura

Elle Fanning dà una svolta un po’ glaciale al tema del Met Gala 2024 indossando un abito Balmain che sembra interamente fatto di ghiaccio con uccelli scolpiti sulle maniche. Una silhouette a sirena caratterizzata da una gonna in tulle iridescente e un corsetto fasciante. Un chiaro riferimento ad un vaso di fiori di cristallo menzionato nel racconto di J.G. Ballard.

Elle Fanning in Balmain

Tyla in Balmain, è stato uno dei look che ho più apprezzato in questa edizione del Met Gala. Si tratta di un abito di sabbia che Balmain le ha scolpito sul corpo e in mano una clessidra per sottolineare l’idea del tempo che fugge. Un abito senza spalline a sirena caratterizzato da un lungo strascico impreziosito da piccoli dettagli in cristallo. Una tecnica di esecuzione unica, in cui la sabbia, in tre toni diversi, e delle micro borchie di cristallo sono state pressate direttamente sul tessuto modellato da un calco in gesso del busto della cantante.

Tyla in Balmain

Eterei

L’eleganza assoluta fa da padrona sul red carpet del Met Gala. Tessuti impalpabili ed eterei, delicati ricami, dettagli preziosi e suggestioni floreali. Le ospiti, come dee, hanno celebrato la poesia e la magia dell’eleganza.

Come Ophelia resuscita dalle acque, Rebecca Hall indossa un abito firmato Danielle Frankel. In organza di seta riccamente decorata dove il tessuto è stampato con un effetto acquerello e poi dipinto a mano. Dove Cameron sceglie un nude look fiabesco firmato da Glenn Martens per Diesel.  Un look elegante ma naturale, un abito in chiffon con stampa floreale composto da 60 metri di tulle e 60 metri di chiffon e un corsetto fatto a mano.

Rebecca Hall in Danielle Frankel e Dove Cameron in Diesel

Ariana Grande sceglie un abito bianco senza spalline e dettagli sottili ma sorprendenti, firmato Loewe. Uno scintillante corsetto realizzato in madreperla e un fiocco posteriore abbinato e per completare il look, delicate farfalle che adornano i lati dei suoi occhi. Anche Sydney Sweeney sembra appena uscita da una fiaba, con il suo abito da ballo Miu Miu celeste, con un’ampia gonna in tulle e con delicati fiori ricamati sopra. La drammaticità del look è stata accentuata non solo dal beauty look firmato da Melissa Hernandez per Armani Beauty, ma anche dal grandioso strascico e dai guanti da opera neri.

Ariana Grande in Loewe e Sydney Sweeney in Miu Miu

Jennifer Lopez, co-conduttrice del Met Gala, opta per un abito Schiaparelli Haute Couture dall’effetto nude e scintillante. Un abito dal lungo strascico dall’effetto argentato e tempestato di paillettes. Kendall Jenner opta per un Givenchy Vintage disegnato da Alexander McQueen nel 1999. Realizzato in tulle nero e nudo, l’abito è ricoperto da oltre 100.000 perline e paillettes nere e ottone, ricamate a mano per oltre 500 ore. Infine i ritagli in vita, il colletto e le spalle regali e scultorei lo rendono una vera e propria opera d’arte.

Jennifer Lopez in Schiaparelli Haute Couture e Kendall Jenner in Vintage Givenchy Alexander McQueen

 

 

Ph. credits: Instagram

Maria Ciani