Si è tenuto a Roma l’8 settembre, presso l’Istituto Polacco, lo showroom di East Bound. Roma, che ha aperto la tre giorni dedicata alla moda polacca contemporanea. Quindici brand hanno raccontato la forza del design polacco, unendo tradizione artigiana e ricerca di nuove forme di sostenibilità.
Tra questi, Valium Hats ha incantato con la sua proposta di copricapi unici e fatti a mano. Il marchio è stato fondato nel 2014 a Minsk da Valentina Plytkievich, che ha scelto di trasferirsi a Varsavia dopo le tensioni politiche in Bielorussia. Fin dall’inizio ha seguito una filosofia chiara: creare cappelli fuori dagli schemi, lontani dalle tendenze passeggere, realizzati con materiali naturali e secondo tecniche tradizionali.
Le prime collezioni, basate sul feltro, hanno esaltato la struttura e la materia, per poi aprirsi anche alla paglia e ad altre fibre naturali. I modelli spaziano dai tocchi ai fascinator, dai fedora ai panama, dagli eleganti cappelli da cerimonia a quelli da tutti i giorni, sempre pensati per donne e uomini che desiderano un accessorio personale e durevole. Ogni pezzo è prodotto in serie limitate o come pezzo unico, in risposta al consumismo e alla perdita di valore culturale degli oggetti.

Nello showroom romano i cappelli di Valium Hats hanno trovato un terreno ideale. Roma, città che ha fatto della moda e dell’artigianato un linguaggio universale, ha dato voce alla loro doppia natura: accessori leggeri e comodi, ma anche dichiarazioni di stile e di identità. Lontani dall’essere semplici complementi, sono diventati il cuore di un outfit, capaci di raccontare la personalità di chi li indossa.
Lo stile di Valentina Plytkievich è sobrio e deciso, radicato nella manualità ma aperto alla sperimentazione. A Roma i suoi cappelli hanno mostrato come la lentezza della creazione artigiana possa generare oggetti che non si consumano nel tempo, ma acquisiscono valore, diventando parte di una storia personale.
Accanto a Valium Hats, nello showroom hanno esposto anche Atomy, Balagan, by Wróblewska, CACKO, Fryga, Kołnierz w Serduszko, Lallu Chic, Melancholia, ORSKA, Sandra Skórka, TSUDA, Vanda Novak, Yana Bezdushna e Ania Kuczyńska, offrendo al pubblico romano un panorama ricco e diversificato.
La manifestazione è stata organizzata dal Creative Industries Institute in collaborazione con la Fondazione Kraina, l’Associazione Interculturale Sinergia e l’Istituto Polacco di Roma. Il progetto è stato realizzato nell’ambito del Programma “Cultura ispirante 2025-2026” (Kultura inspirująca 2025-2026), con la curatela di Karolina Sulej, la regia di Waldek Szymkowiak, la produzione di Magdalena Christofi e la comunicazione visiva della Fondazione Kraina.






