Roma Jewelry Week 2025: Monica Cecchini racconta il gaudium del gioiello contemporaneo

Un’edizione che celebra la gioia e il dialogo tra tradizione, innovazione e impegno sociale

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Monica Cecchini, direttrice di Roma Jewelry Week, ci guida nella quinta edizione dell’evento che dal 19 settembre al 26 ottobre 2025 trasforma Roma in un palcoscenico globale per il gioiello contemporaneo. Con il tema Gaudium, in sintonia con il Giubileo, la manifestazione unisce arte, design e impegno sociale, come racconta in questa intervista esclusiva, svelando i momenti salienti e la visione di un’edizione che intreccia storia, creatività e culture internazionali.
 

Monica, siamo arrivati alla quinta edizione della Roma Jewelry Week: un traguardo importante. Come descriverebbe in poche parole lo spirito di questa edizione 2025?

La Roma Jewelry Week è diventata ormai un organismo vivo, un ecosistema culturale che cresce e si rigenera ogni anno. Per il 2025 abbiamo scelto come tema Gaudium, la gioia, in tutte le sue sfumature: spirituale, artistica, filosofica, sociale. Volevamo trasmettere un senso di rinascita e di bellezza condivisa, in sintonia con l’anno del Giubileo. È un invito a scoprire il gioiello non solo come ornamento, ma come linguaggio emozionale e simbolico.

Cosa rappresenta oggi, secondo lei, la Roma Jewelry Week per la città di Roma e per il mondo del gioiello contemporaneo?

La Roma Jewelry Week rappresenta, a mio avviso, un momento di condivisione e valorizzazione della cultura del gioiello, intesa come espressione di eccellenza tecnica, creatività e progettualità, con uno sguardo volto al futuro e radicato nel passato. L’obiettivo è raccontare ciò che si cela dietro questo mondo: l’eccellenza del “saper fare”, la cultura del progetto, il design e la sperimentazione. In questo senso, l’iniziativa si propone anche come piattaforma di visibilità e connessione per artisti, designer e scuole di tutto il mondo, favorendo il dialogo tra tradizione e innovazione.

Arnaldo Pomodoro

Quest’anno il programma è particolarmente ricco. Quali sono, a suo avviso, i momenti imperdibili di questa edizione?

Sicuramente la giornata del 16 Ottobre presso la WeGIL, con il convegno “Lo stato dell’Arte nel mondo del gioiello” e il vernissage alla Galleria Incinque Open Art Monti, che unisce artisti affermati, jewelry designers, maestri orafi e giovani talenti. Dal 24 al 26 Ottobre le Corsie Sistine ospiteranno un’esposizione unica, con sezioni che spaziano dal gioiello contemporaneo all’alta gioielleria passando per il gioiello d’artista, con la spilla di Arnaldo Pomodoro,  e di rilievo storico, quali il calice del Valadier, in un luogo di grande valore artistico e architettonico.

 “Aurea Roma” è una delle sezioni più attese. Ce ne parla?

AUREA ROMA si propone come un’esperienza immersiva che trasforma il visitatore in un testimone consapevole di come l’eccellenza, il patrimonio e l’innovazione convivano nell’opera delle mani sapienti degli orafi di Roma, scrivendo il nuovo capitolo di una storia millenaria. È un dialogo tra storia e modernità, che si svolge attraverso la creatività degli artisti e artigiani di oggi e il patrimonio storico di opere del passato

Noëlle von Eugen

Invece il Premio Incinque Jewels è ormai un cuore pulsante della manifestazione. Cosa rappresenta per lei?

Il Premio Incinque Jewels mi sta particolarmente a cuore poiché la Roma Jewelry Week nasce proprio da questo Contest.  Il Premio ha l’obiettivo di valorizzare il talento, la ricerca e la libertà espressiva degli artisti del gioiello contemporaneo. Quest’anno ospitiamo 115 artisti da tutto il mondo: è un mosaico di culture, idee e materiali, oltre ad essere un’occasione di confronto, di dialogo e di condivisione.

Tra le iniziative più forti di quest’anno c’è anche “Jewels for Freedom”, dedicata al tema della lotta alla violenza di genere. Come nasce questo progetto?

“Jewels for Freedom” è un progetto dedicato al gioiello contemporaneo che unisce arte, design e impegno sociale, con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema della violenza contro le donne e di genere. Il gioiello diventa, in questo modo, strumento di condivisione e sensibilizzazione, con il coinvolgimento di designer, artisti, brand e maestri orafi. Collaborazione fondamentale, quella con l’artista Elina Chauvet, ideatrice dell’installazione zapatos rojos, diventato simbolo universalmente riconosciuto della lotta alla violenza di genere. Il progetto di Elina Chauvet è stato realizzato da Paolo Mangano e Matteo Vitali in collaborazione con Alessia Crivelli. Anche il designer internazionale Alessio Boschi ha contribuito con un’opera al progetto, che sarà in mostra alle Corsie Sistine.

Percossi Papi

Roma Jewelry Week è anche un ponte internazionale, con la partecipazione di scuole e istituzioni da tutto il mondo. Quanto conta questa dimensione globale?

È fondamentale. Quest’anno abbiamo collaborazioni con la Cina, la Corea, la Thailandia, l’Armenia, il Messico, la Romania… ognuno porta una visione diversa del gioiello, ma tutte dialogano con Roma in modo naturale. La città diventa un crocevia di talenti, una mappa viva di culture e tradizioni che si intrecciano. È questo che rende l’evento internazionale, pur mantenendo un legame profondo con il territorio di Roma.

Un’ultima domanda: se dovesse racchiudere il messaggio della Roma Jewelry Week 2025 in un gioiello immaginario, come sarebbe?

Sarebbe un gioiello di luce e materia, capace di rappresentare chi lo crea e chi lo indossa. Un gioiello che porta con sé l’emozione del racconto di una storia, autobiografica, legata ad un impegno sociale  o al concetto di Gaudium, cui abbiamo dedicato la quinta edizione della RJW.

Barbara Molinario