Moda, make-up e identità si incontrano a Roma International Estetica 2026 (7-9 febbraio), la manifestazione organizzata da Fiera Roma e dedicata all’estetica professionale e al benessere, nel progetto artistico curato da Pablo Gil Cagnè, make-up artist e Direttore Artistico della manifestazione, che per questa edizione costruisce un vero e proprio racconto visivo dedicato al tema “Identità Futura”.
All’interno di una manifestazione che fa della bellezza consapevole e inclusiva e della sua cura scientifica il proprio cuore culturale, le attività firmate da Pablo Gil Cagnè diventano uno dei momenti più attesi e rappresentativi del dialogo tra estetica, moda e contemporaneità.
Il percorso si apre sabato 7 febbraio alle ore 12 con uno shooting fotografico live, durante il quale il pubblico potrà assistere alla realizzazione del cartellone ADV 2027 di Roma International Estetica: un’esperienza immersiva che svela il dietro le quinte della creatività e restituisce l’idea di una bellezza che non costruisce modelli, ma rivela identità.
Domenica 8 febbraio alle ore 17.30, va in scena la sfilata collettiva “Eclectic Style – Il potere del colore”, con abiti realizzati da Maiani Accademia Moda e dagli stilisti emergenti Natalia Onofre, Sabrina Cavallone e Andrea Sbarrini, con la collaborazione dall’Hair Style dell’Accademia I Sargassi.
. In passerella anche Lucilla Nori, Miss Universo Italia 2025, in un racconto che celebra pluralità, forza espressiva e libertà stilistica, superando ogni canone imposto.
Il progetto prosegue lunedì 9 febbraio alle ore 12.30 con una masterclass di colorful make-up face dedicata agli studenti del secondo e terzo anno degli istituti professionali di estetica: un momento formativo ad alto contenuto creativo, pensato per raccontare come il futuro del make-up e della moda possa fondersi in visioni nuove, personali e consapevoli.
“Il concept curatoriale – commenta Pablo Gil Cagnè – mette al centro una bellezza umana, avanzata e plurale, in cui tecnologia, make-up e styling diventano strumenti per amplificare ciò che ciascuno è, non per omologare. Un’estetica pulita, evoluta, inclusiva, capace di parlare ai professionisti e al pubblico con un linguaggio internazionale e contemporaneo”.



