Il grande valzer dei direttori creativi: tutti i cambi al vertice delle maison di lusso tra 2025 e 2026

Da Versace a Fendi, da Gucci a Balenciaga, la nuova mappa del potere creativo nella moda globale

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Tra il 2025 e il 2026 il sistema della moda di lusso ha attraversato una delle fasi di trasformazione più intense degli ultimi decenni. Abbiamo avuto direzioni creative lampo, colpi di scena e grandi ritorni. Mai come in questo biennio il fashion world è stato scosso dalle Breaking News!

I brand storici del lusso stanno lasciando il timone a nuovi designer capaci di reinterpretare codici storici in chiave contemporanea. Questi cambiamenti riflettono nuove strategie industriali, l’evoluzione del mercato globale e la necessità di dialogare con una generazione di consumatori sempre più attenta all’identità, alla sostenibilità e alla coerenza narrativa dei marchi. Affezionati, si, ma anche esigenti ed un po’ “criticoni”.

È stato un addio sofferto quello a Donatella Versace

Il caso Versace rappresenta uno dei passaggi più simbolici di questo periodo. Dopo l’uscita di scena di Donatella Versace dalla direzione creativa (rimanendo come Chief Brand Ambassador), la maison ha avviato una fase di transizione con Dario Vitale, designer italiano proveniente da Miu Miu, nominato nel 2025 per reinterpretare l’estetica Versace pur rimanendo fedele al suo patrimonio glamour e audace. La sua esperienza, durata una stagione, ha cercato di mediare tra codici storici e un linguaggio più contemporaneo, aprendo una fase di sperimentazione per la maison. Nel 2026 il gruppo ha confermato una nomina di rilievo internazionale affidando la direzione creativa a Pieter Mulier, già conosciuto per il suo lavoro in Alaïa e per ruoli chiave in Dior, Jil Sander e Calvin Klein. Mulier debutterà con la collezione Spring Summer 2027, che verrà presentata durante l’edizione di settembre 2026 di Milano Fashion Week.

Gucci nell’Era di Demna

La notizia del nuovo direttore creativo di Gucci è stata fra le più chiacchierate del 2025. Dopo l’uscita di Alessandro Michele nel 2022 e il periodo di transizione guidato da Sabato De Sarno, il brand ha continuato nel 2025 e 2026 a consolidare una nuova identità più minimalista e orientata al lusso silenzioso. De Sarno, proveniente da Valentino, ha lavorato su una progressiva semplificazione del linguaggio visivo, privilegiando materiali, tagli sartoriali e una palette più sobria. Le sue collezioni hanno segnato il tentativo di riportare Gucci verso un posizionamento più classico e stabile sul mercato globale. Ricorderemo con nostalgia il “Rosso Ancora” di De Sarno, ma dalla scorsa stagione siamo entrati in piena Era Demna che ha portato in Gucci una visione audace e concettuale, caratterizzata da un mix di eleganza destrutturata e riferimenti alla cultura digitale e alla realtà urbana. La sua prima collezione per Gucci, presentata per la stagione Autunno/Inverno 2026, ha ampliato l’idea di lusso enfatizzando contrasti tra sartorialità e detriti streetwear, tra heritage italiano e segni di contemporaneità radicale.

Maria Grazia Chiuri lascia Dior e ritorna da Fendi

Anche Dior ha affrontato una fase di profondo rinnovamento creativo con il passaggio di testimone tra Maria Grazia Chiuri e Jonathan Anderson. Dopo quasi un decennio alla guida della linea femminile, durante il quale Chiuri ha rafforzato l’identità femminista e romantica della maison, portando al centro del racconto temi legati all’empowerment e all’artigianalità, nel 2025 Dior ha scelto di affidare la direzione creativa ad Anderson, già affermato per il suo lavoro in Loewe. Designer nordirlandese noto per il suo approccio sperimentale e intellettuale, Anderson ha costruito negli anni un linguaggio che unisce cultura contemporanea, arte e innovazione formale. Il suo debutto per Dior con la collezione Spring Summer 2026 ha segnato una svolta verso un’estetica più concettuale e sofisticata, capace di reinterpretare i codici storici della maison attraverso volumi inediti, materiali ricercati e un nuovo equilibrio tra classicismo e avanguardia.

Per Maria Grazia Chiuri ci sarà un vero ritorno a casa, in particolare casa Fendi

Fra poche settimane, nel corso dell’edizione di febbraio di Milano Fashion Week, debutterà in passerella la prima collezione di Maria Grazia Chiuri per Fendi, quella Autunno/Inverno 2026-2027. “È con onore e gioia che oggi torno in Fendi, dove ho avuto il privilegio di formarmi sotto la guida delle fondatrici, le cinque sorelle. Questo luogo è stato una fucina di talenti e il punto di partenza per molti creativi, grazie alla straordinaria capacità di queste cinque donne di nutrire generazioni di visioni e competenze. Ringrazio il signor Arnault per la fiducia accordatami nell’affidarmi il compito di contribuire a scrivere un nuovo capitolo della storia di questa straordinaria azienda al femminile”, aveva commentato la designer lo scorso ottobre. E noi siamo davvero curiosi di vedere da vicino la sua collezione!

La rinascita di Balenciaga

Il passaggio di testimone in Balenciaga tra Demna e Pierpaolo Piccioli rappresenta uno dei cambi più significativi del biennio 2025–2026. Dopo quasi dieci anni alla guida della maison, durante i quali Demna ha trasformato Balenciaga in un fenomeno culturale globale grazie a un linguaggio provocatorio, ironico (delle volte perfino troppo) e profondamente legato alla cultura digitale, nel 2026 il gruppo ha scelto di affidare la direzione creativa a Pierpaolo Piccioli. Ex direttore creativo di Valentino, Piccioli è noto per la sua visione poetica del lusso, per l’attenzione alla couture e per un’estetica fondata sull’emozione, sul colore e sull’inclusività. La sua nomina ha segnato un netto cambio di rotta rispetto al passato recente, puntando su una reinterpretazione più umana, elegante e artigianale dell’eredità di Cristóbal Balenciaga.

Coco Chanel veglia sempre sul suo brand

Da Chanel il passaggio generazionale è stato particolarmente delicato. Dopo l’uscita di scena di Virginie Viard nel 2024, che aveva guidato la maison dal 2019 raccogliendo l’eredità di Karl Lagerfeld, il gruppo ha affidato la direzione creativa a Matthieu Blazy. Designer francobelga formatosi tra Raf Simons, Maison Margiela e Calvin Klein, Blazy si era affermato come direttore creativo di Bottega Veneta dal 2021, dove aveva riportato centralità alla qualità artigianale e alla ricerca sui materiali. Il suo arrivo in Chanel segna una nuova fase, basata su un ritorno alla couture come linguaggio identitario e su una rilettura sofisticata dei codici storici della maison. Il suo debutto ufficiale è avvenuto con la collezione Spring Summer 2026, caratterizzata da una visione elegante, tecnologica e al tempo stesso profondamente legata allo spirito di Gabrielle Chanel. L’identità è troppo forte e va preservata.

Celine ha cambiato registro

Da Celine, il 2025 ha segnato la fine dell’era di Hedi Slimane, che dal 2018 aveva costruito un’estetica riconoscibile fatta di rock attitude, silhouette anni Settanta e un forte ampliamento delle categorie merceologiche. Al suo posto è arrivato Michael Rider, già collaboratore di Phoebe Philo e successivamente direttore creativo di Polo Ralph Lauren. La sua nomina rappresenta un ritorno a una sensibilità più intima e borghese, con una visione che unisce minimalismo francese e influenze americane. Il debutto di Rider con la collezione Spring Summer 2026 ha mostrato una Celine più morbida, raffinata e orientata alla costruzione di un guardaroba senza tempo.

 

Elettra Nicotra