Osservando attentamente un tessuto Shibori si rischia quasi di impazzire… ma per la bellezza.
Si ha la stessa sensazione di uno scienziato in laboratorio davanti al suo microscopio, le cui visioni dei magnifici disegni caleidoscopici sono infinite. Lo Shibori è un’antica arte giapponese di tingere e decorare i tessuti ed è proprio la perfetta geometria, nella sua più assoluta casualità, a renderli unici ed irripetibili. Specifica dell’epoca Edo, lo Shibori veniva eseguito prevalentemente con il color indaco e, in seguito, in rosso e viola. L’indaco era il colore per eccellenza, per questo i numerosi tessuti di quell’epoca, come quelli eseguiti dopo con la tecnica Tsutsugake, sono svariati ed esclusivi, ma ognuno con una sfumatura di blu che ipnotizza chi li osserva, rilassandolo al tempo stesso come un mandala monocromo.

Tante le modalità per eseguirlo:
Il Kanoko-shibori consiste nel legare alcune parti della stoffa per ottenere lo schema desiderato. Se effettuato stringendo le sezioni senza un criterio preciso, si otterrà una fantasia a cerchi posti casualmente; se la stoffa viene piegata prima di essere legata, i cerchi risulteranno disposti in base alla pieghe effettuate.
Il Miura-shibori prevede una rilegatura ad anello ed il disegno che ne verrà fuori richiamerà le forme dell’acqua che scorre.
Il Kumo-Shibori è la tecnica nella quale convergono piegatura e legatura, dove la fantasia risultante ricorderà le sagome del ragno.
Il Nui Shibori, che comprende lo Shibori a punto, nella realizzazione finale garantisce una maggiore prevedibilità della fantasia del disegno e una più ampia varietà dei motivi.
Lo Arashi-shibori, chiamato anche Shibori in diagonale, garantisce un risultato sempre geometricamente in questa forma e, come suggerisce la parola Arashi, tempesta i disegni che ne verranno fuori sembrando figure geometriche spinte da una violenta pioggia.
L’Itajime-Shibori ha la peculiarità della resistenza delle superfici in cui il tessuto viene pressato e tenuto fermo da una corda, evitando che il colore penetri nella stoffa da esse ricoperta.
Qualsiasi sia la tecnica usata, quello che meraviglia sempre guardando questa preziosa arte è l’immensità cromatica di quel blu indaco, diventato famoso in tutto il mondo per la sua intensità e le sue sfumature uniche, tanto da rendere la tecnica Shibori un vero e proprio capolavoro.
Visto su FNM Magazine.






