La 36ª edizione di Romics, Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games, si è conclusa con numeri importanti e un’energia che conferma il ruolo centrale della manifestazione nel panorama culturale italiano e internazionale. Dal 9 al 12 aprile, negli oltre 70.000 metri quadrati della Fiera di Roma, più di 450 espositori e migliaia di visitatori hanno animato cinque padiglioni trasformati in un vero e proprio hub dell’immaginario contemporaneo. Un evento che non è più solo fiera, ma piattaforma creativa dove linguaggi diversi dialogano e si contaminano, intercettando anche il mondo della moda e delle tendenze.
Pop culture e moda, un dialogo sempre più stretto
Romics si conferma uno spazio in cui la pop culture diventa estetica condivisa e influenza concreta dello stile contemporaneo. Non è un caso che il cosplay continui a essere uno dei protagonisti assoluti, con il Romics Cosplay Award che ha selezionato Laura Muscedere per la finale mondiale di Londra. Tra armature, costumi sartoriali e reinterpretazioni di icone pop, emerge una nuova forma di creatività che dialoga direttamente con il fashion system. Oggi il cosplay non è più solo performance, ma linguaggio visivo che anticipa trend, silhouette e contaminazioni stilistiche sempre più presenti anche nelle passerelle.
Le icone dell’immaginario tra nostalgia e contemporaneità
L’edizione 2026 ha puntato su due simboli forti della cultura visiva globale, Spider Man Miles Morales e Space Jam, celebrato nel trentennale. Due universi apparentemente distanti ma uniti dalla capacità di attraversare generazioni e linguaggi, influenzando non solo il cinema e l’animazione ma anche la moda, che sempre più spesso attinge a questi codici per costruire capsule collection e storytelling visivi. Le mostre dedicate e le collaborazioni con Warner Bros. Discovery hanno trasformato queste icone in esperienze immersive, confermando il potere della nostalgia come leva creativa.

Grandi nomi e nuove voci, il valore della narrazione
Tra i momenti più rilevanti, i Romics d’Oro assegnati a figure di primo piano come Lorenzo Mattotti, Sara Pichelli e Rhianna Pratchett hanno ribadito l’importanza dello storytelling come cuore pulsante dell’industria creativa. Accanto a loro, spazio anche ai nuovi talenti e alla scena indipendente, con l’Artist Alley e la Self Area che hanno ospitato oltre 120 tra artisti e collettivi. Una dimensione fondamentale, perché è proprio qui che si sviluppano le nuove estetiche, spesso destinate a influenzare anche il linguaggio visivo della moda e della comunicazione contemporanea.
Eventi, contaminazioni e cultura pop dal vivo
Oltre 300 eventi hanno scandito i quattro giorni della manifestazione, tra incontri, anteprime e performance. Dall’intervista a Zerocalcare al live di Giorgio Vanni, passando per le celebrazioni di Stranger Things e Studio Ghibli, Romics ha costruito un racconto corale che unisce generazioni diverse. Il successo del K Pop Contest Italia e la partecipazione di creator e influencer confermano un dato chiaro, la moda oggi nasce anche da questi spazi, dove musica, estetica e community si fondono dando vita a nuove forme di espressione.
Gaming, nuove estetiche e futuro dell’intrattenimento
Sempre più centrale anche l’area gaming, con eSport, free play e eventi ufficiali come King of the Pitch. Il mondo dei videogiochi non è più solo intrattenimento, ma uno dei principali generatori di immaginario visivo. Dalle texture digitali alle palette cromatiche, fino alle costruzioni dei personaggi, il gaming influenza direttamente anche il design moda, contribuendo a definire nuove estetiche ibride tra reale e virtuale.
Romics, una piattaforma culturale in evoluzione
Con il supporto delle istituzioni e una rete consolidata di partner internazionali, Romics si conferma un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni della cultura visiva contemporanea. Un evento capace di unire intrattenimento e contenuto, industria e creatività, business e sperimentazione. L’appuntamento è già fissato per la 37ª edizione, dal 1 al 4 ottobre 2026, ma il segnale è chiaro già da ora, il futuro della moda e delle tendenze passa sempre di più da qui, dove le storie prendono forma e diventano immaginario condiviso.






