“Web e nuovo lusso. Comunicare attraverso gli influencer”

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La tavola rotonda tenutasi presso la sede Accademia del Lusso a Roma ha messo al centro i blogger e gli influencer, portavoce dei consumatori del terzo millennio, che hanno affrontato il tema: “Web e nuovo lusso. Comunicare attraverso gli influencer”.

Dalla tavola rotonda sono emersi interessanti spunti di riflessione e un documento firmato dagli influencer partecipanti, presentato il 25 maggio durante l’evento “Luxury: Just Evolution” presso Accademia del Lusso di via Matera 18.

Questo incontro, voluto fortemente dalla Direttrice di Accademia del Lusso di Roma, Laura Gramigna, è stato organizzato da Barbara Molinario e Accademia del Lusso in collaborazione con FNM Events e The Top Influencer, la piattaforma italiana che unisce, racconta e mette in comunicazione gli influencer con le aziende.

A raccontare la figura dell’influencer e fare il punto della situazione come relatore, proprio sulla connessione tra influencer e i luxury brand, Matteo Pogliani, noto digital strategist, consulente di comunicazione e blogger, autore del libro “Influencer marketing: valorizza le relazioni e dai voce al tuo brand”.

Mirata, interessante e densa di spunti, la tavola rotonda, moderata dal direttore di Fashion News Magazine Barbara Molinario e introdotta da Ida Galati e Martina Valerio fondatrici di The Top Influencer, ha delineato importanti spunti per proseguire l’attività insieme all’esigenza da parte dei “comunicatori” di fare rete. Tanti hanno offerto le proprie interessanti opinioni, raccontando specifiche esperienze. Gli influencer che hanno preso parte alla Tavola Rotonda sono: Eleonora Della Guardia, Roberta Costantino, Esmeralda Evangelista, Tiziana Cosso Olivetti, Giulia Palombini, Federica Orlandi, Federico Barengo, Lucrezia Candelori, Fiamma Andrioli, Nayla Carvalho, Riccardo China, Tamara D’Andria, Diana De Lorenzi, Martina D’Ermo, Debora Fulli, Giulia Galetti Beer, Nadia La Bella, Alessia La Scala, Elena Monova, Monica Nardella, Eleonora Tani.

Questi i 10 punti cardine emersi dalla Tavola Rotonda “Web e nuovo lusso. Comunicare attraverso gli influencer. Luxury: Just Evolution”

Ideata e moderata dal direttore di Fashion News Magazine Barbara Molinario, introdotta da Ida Galati e Martina Valerio fondatrici di The Top Influencer, tenutasi presso Accademia del Lusso Roma.

1) L’influencer deve tenere a mente il proprio target e rispettare i propri followers.

2) L’influencer deve mantenere la propria cifra stilistica anche al variare dei contenuti.

3) L’influencer si fa portavoce di un settore con professionalità, ma il suo focus si può allargare perché cresce, si evolve e cambia interessi.

4) Gli influencer possono essere classificati in due grandi contenuti: i profili “POP”, caratterizzati da grandi numeri e seguito ampio, e quelli “DI CONTENUTO”, caratterizzati da una nicchia ristretta di pubblico, tuttavia molto fedele e dedito.

5) L’influencer ha la “responsabilità” di poter influenzare i suoi follower; deve pertanto essere consapevole di questo “potere”, usarlo in modo coerente e ponderato.

6) La coerenza dell’influencer genera la validità del suo target di riferimento

7) Il problema del saper rifiutare, e come farl, collaborazioni che non sono in linea con il proprio profilo e il proprio stile

8) Criteri di Valutazione: come si valuta un influencer? L’importanza e la differenza tra criteri quantitativi e qualitativi

9) Il valore di aver creato una Comunità, qualsiasi siano le sue dimensioni, e l’affezione dei fan verso gli influencer

10) Educazione al fenomeno e alla gestione delle collaborazioni, sia da parte degli influencer che delle aziende

Si ringraziano i partner dell’evento: Levi’s, lo storico brand di Jeans; Vini Casale del GiglioMusa Luxury SPA, un nuovo concetto di benessere ideato dall’imprenditrice Daniela Chioccia; VESTOPAZZO, brand italiano con la collezione accessori realizzati in alluminio riciclato 100%; Franco e Cristiano Russo ParrucchieriL’Oreal Professionnel Paris; What If Store moderni sigilli che impreziosiscono collane, bracciali e portachiavi unisex; Naturica, prodotti naturali che rispettano l’ambiente; Kinsale, l’Irish Pub più grande d’Europa; Divissima Bikini; Albo Hostess, il primo albo di hostess e stuart italiano; FNM Events; La Maison Blanche.

Barbara Molinario, Editore e Direttore di Fashion News Magazine, Public Relations Manager, che ha fatto delle “Pubbliche Relazioni” un modello per organizzare eventi di condivisione, promozione, discussione, incontro. L’idea della Tavola Rotonda è stata dettata dalla volontà di mettere ordine, capire i diversi punti di vista dei protagonisti e delineare il percorso della comunicazione digitale oggi. L’incontro tra blogger e influencer è stato un evento unico nel suo genere, un momento di condivisione di esperienze e di apertura verso una nuova forma di comunicazione: l’influencer marketing. Chi sono davvero gli influencer? Come comunicano? Quando sono efficaci e perché. A raccontare e spiegare direttamente i protagonisti. Il tema centrale della tavola rotonda ha affrontato i temi del futuro del lusso tra digital strategy e nuovi consumatori, l’evoluzione della comunicazione tra retail fisico e new media.

Saper essere presenti sul web scegliendo al meglio strade e interlocutori per veicolare il proprio messaggio vuol dire connettersi con gli utenti finali, interagire, ascoltare, condividere con loro contenuti di qualità mirati in grado di emozionare e informare.

Ida Galati, founder di The Top Influencer, forte delle sue esperienze come blogger prima e docente della materia dopo, ha aperto la discussione raccontando la propria esperienza personale e sottolineando quanto potesse essere utile la testimonianza di chi questo mestiere riesce davvero a svolgerlo a dispetto di chi, provocatoriamente, afferma che l’influencer sia una “bolla” destinata a scomparire presto. La realtà si tocca con mano ed evolve continuamente: non più solo blogger, ma comunicatori che nell’era del web hanno saputo rendersi riconoscibili attraverso una bella immagine, la presenza costante sui social network e, soprattutto, la proposta di un contenuto originale e sempre interessante per il pubblico.

Martina Valerio, digital pr e founder di The Top Influencer, ha voluto ricordare l’impegno continuo necessario “per chi sta dall’altra parte della barricata” a spiegare alle aziende quanto non sia, spesso e volentieri, solo una questione di numeri. Racconta la fatica e l’impegno necessario a far comprendere alle aziende la reale utilità di collaborare con gli influencer e, soprattutto, con quelli giusti. Top Influencer nasce soprattutto per questo: creare un punto di incontro per gli Influencer Italiani dove si possa legiferare e mettere ordine nel caos di quella che è una vera e propria professione emergente. Non è facile saper riconoscere un blogger, uno youtubber o un instagramer davvero valido. Tantissimi i dati, numeri in primis, che possono essere facilmente manipolati: ecco perché è necessario uno studio capillare su ciascuna figura italiana per poter “consegnare” il messaggero, il comunicatore, giusto all’azienda giusta. Nadia La Bella, splendida blogger cinquantenne, dà man forte alla Valerio sottolineando la differenza tra vip e influencer e osservando come paradossalmente spesso la scelta delle aziende cada ancora su un vip che però non è assolutamente in target con la vision dell’azienda e per osservare questo è sufficiente ormai leggere i commenti sotto una foto promozionale pubblicata dal vip in questione. Spesso pochissima conversione.

Tiziana Cosso Olivetti che ha iniziato l’attività di blogger di lifestyle a 42 anni, sottolinea infatti quanti tutti possano influenzare attraverso il caro vecchio passaparola, ma più si diventa conosciuti e più la questione, rispetto a credibilità e autorevolezza, si complica.

Riccardo China, instagramer, ha parlato di espressione attraverso le sole immagini. Si è confrontato con chi scrive e tiene d’occhio la SEO di Google; ha sollevato una questione rispetto al fatto che il pubblico sui social sia disattento e legga troppo poco.

Monica Nardella, travel blogger da 6 anni e presidente e fondatrice dell’Associazione Italiana Travel Blogger, ha raccontato l’esigenza che ha sentito di dover regolamentare la professione travel, munendosi di codice etico da far sottoscrivere a tutti gli associati per non svendersi o sposare cause che non appartengono loro. Ha poi dato la sua definizione di influencer: “in questi anni ho capito che per diventare Influencer bisogna essere dei consumatori propensi alla sperimentazione e intuitivi, altrimenti non si ha nulla da raccontare sul prodotto, non si possono creare contenuti efficaci, perché poi diventino riutilizzabili”. Fondamentale per lei avere dei contenuti aggiornati e freschi per dare a chi la segue un’idea di continuità. Gli Influencer veri, per lei, sono quelli esperti in un determinato settore, niente tuttologi, con una nicchia di riferimento. Un vero influencer, aggiunge, utilizza i suoi followers non come audience, ma come interlocutore, non sta su un piedistallo, è amichevole, interagisce, ascolta le critiche e le utilizza costantemente per migliorare la comunicazione. Gli influencer sono storyteller, raccontano storie. Non si vende più un prodotto ma un’esperienza, un’emozione. I contenuti sono fondamentali, a dispetto dell’utilizzo esclusivo dei social, se l’intenzione è quella di suscitare un’emozione che resti nel tempo. Infine accenna all’importanza dell’etica personale e alla responsabilità che l’influencer ha ogni volta che accetta di parlare di un prodotto che non lo rappresenta danneggiando, così, il bene più prezioso: i propri followers.

Elena Monova: giovanissima revisore dei conti russa che da Instagram ha sentito l’esigenza di costruire un seguito anche attraverso un blog, ha sottolineato il ruolo della figura dell’influencer nei mercati globali, ricordando i fattori che hanno favorito la nascita di questa nuova figura della comunicazione. Da un lato la globalizzazione dei mercati, dall’altro la nascita dei nuovi mass media: è qui che l’influencer ha dato il via a una nuova era della comunicazione. Figura che nasce dal basso, sottolinea Elena, e che permette a tutti di avere suggerimenti e ispirazioni da chi sembra “uno di noi”. Vince chi ha gusto, racconta e fa cose belle, fa ordine nel disordine creato dai social network.

Eleonora della Guardia, blogger di Neo vecchio stile, sposta la discussione su un tema scottante: l’etichetta di influencer proprio non le piace, la ritiene una parola eccessiva e, soprattutto, ritiene importante non autodefinirsi tale, semmai, lasciarlo dire agli altri. Ha sottolineato, altresì, l’importanza della COMPETENZA in quanto comunicatore: aldilà dei temi che affronti, se pur disparati, caratteristica fondamentale è quella di avere una cifra stilistica riconoscibile nel rispetto dei propri followers.

Giulia Palombini, giovanissima, che ha un canale Instagram molto seguito, si sente “influencer” e afferma che sia giusto autodefinirsi tale perché lavora, con professionalità e dedizione, proprio a tale scopo. Perché è grazie alla sua identità che viene seguita, al suo gusto nello scegliere le cose. Invita, dunque, a non aver paura a utilizzare o identificarsi con questa definizione.

Anche la youtubber Eleonora Tani afferma come non ci sia niente di male a sentirsi e definirsi influencer, specie perché la consapevolezza di esserlo aiuta a comunicare in un certo modo, a riconoscere il ruolo che ricopri nei confronti di chi ti segue e di considera al pari di un amico con cui confidarsi.

La youtubber Debora Fulli racconta quanta importanza e tempo di qualità riservi al proprio pubblico, senza darlo mai per scontato. “Da quando ho aperto il mio canale sono cresciuta, cambiata tanto, pur rimanendo me stessa, ed anche il mio pubblico è cambiato con me.”

Federica Orlandi, fashion blogger di Le freaks, ricorda come ci fosse la stessa diatriba sull’etichetta di “fashion blogger” che le protagoniste stesse tendevano a non voler utilizzare per paura di essere sottoposte a pregiudizi di diversa natura. Sottolinea, oggi come allora, la confusione che regna tra chi deve ingaggiare figure come la sua. Condivide il tema della cifra stilistica, ma aggiunge quanto una blogger possa crescere e quindi cambiare, anche spostando il focus da un settore all’altro. Federica, per esempio, nasce come fashion blogger, ma a oggi è in Italia una delle blogger più seguite nel settore del Fitness a seguito di un suo vissuto personale condiviso con i lettori.

Roberta Costantino, blogger e web editor con un passato da insider nelle agenzie di comunicazione, esprime la sua personale visione dell’influencer: per lei esistono profili che definisce “POP”, di massa, peraltro sempre con il solito stile di fotografia, e profili più di nicchia che, però, influenzano un numero maggiore di persone. I numeri mastodontici, dunque, non sempre contano. Peccato che, a volte, anche se le agenzie studiano i profili di nicchia e li propongano con cognizione di causa, le aziende li rifiutino optando per i famosi profili POP.

Nayla Carvalho, con un blog da quattro anni su beauty e moda, sposta il focus sull’importanza e la cura della scrittura: si raggiungono grandi numeri, al pari di un magazine, se si studia e si approfondiscono le regole SEO conciliandole, poi, con la propria creatività e la naturalezza che un testo deve sempre continuare ad avere. I blogger studiano dunque. E tanto. Ma sono davvero tutti etici a questa tavola? Come si concilia il “bisogno” di guadagnare con il desiderio di rifiutare sponsorizzazione non in linea con il proprio stile? Questa la provocazione lanciata dalla digital pr Fiamma Andrioli.

Tiziana Cosso Olivetti racconta come spesso chi tenta questo “mestiere” lo fa per passione mantenendo, dunque, un altro lavoro. Se poi diventa un lavoro, si deve imparare a dire di NO, senza cedere alla tentazione di arraffare: “chi ti segue non è stupido, hai un target e va seguito”.

Fiamma Andrioli continua esternando le sue difficoltà quando si trova ad avere a che fare con fiumi giornalieri di mail di sedicenti influencer che si propongono per “collaborazioni” senza neanche presentarsi, curare la grammatica, dimostrare di conoscere e apprezzare davvero l’interlocutore o pretendendo una forma di pagamento se pur “giovane” dal punto di vista professionale. Questo fa sì che la categoria sia vista con occhio guardingo, racconta, specie perché un brand, deve davvero valutare tantissime cose: qualità delle foto che propone, tipologia di follower, ritorno ipotetico, ecc. E visto che a molti fa gola ricevere un prodotto o un bene gratis, non sempre è facile capire chi si propone perché davvero interessato e in linea con il prodotto.

Martina Valerio, in qualità di digital pr conferma e spiega come gli influencer vadano testati perché, per quanto si possa studiare, le variabili sono talmente complesse che una legge esatta non esiste. Le è capitato di scegliere influencer con cui collaborare senza ricevere i frutti sperati. E poi fa un appello ai presenti in sala “spesso e volentieri ci richiedete professionalità e budget, trincerandovi dietro a uno schermo. Non pensate che tutte le volte che vi viene fatta una proposta sia un’offesa nei vostri confronti, siate bravi anche voi a educare le aziende. Quando contatto una persona che non conosco mi pongo sempre in modo educato e gentile, delle volte devo fare proposte che non sono quelle che voglio fare io. Magari ho avuto sei ore di discussione con l’azienda spiegando che la Fashion Blogger non è una stupida che si fa le foto. Arrivo da voi e vi faccio una proposta, voi mi rispondete che non accettate regali e fate solo collaborazioni a pagamento. Io vi ringrazio e saluto. Raramente mi capita che qualcuno approfondisca l’intento dell’azienda, si innamori del prodotto perché proprio in linea con il proprio stile e cerchi un dialogo”.

Barbara Molinario e la Direttrice di Accademia del Lusso Laura Gramigna concludono chiedendo a ciascuna una definizione di Lusso.

Giulia Galletti Beer: “Lusso è poter esprimere la propria opinione con libertà ed etica, nel blog come nella vita.”

Diana de Lorenzi: “Il lusso è sinonimo di qualità a 360°.”

Federico Barengo: “Continua ad essere l’esclusività di pochi”

Debora Fulli: “Prendersi cura di sé”

Giulia Palombini: “È la possibilità di fare quello che ci rende felici e poter sempre scegliere”

Fiamma Andrioli: “Avere tempo di qualità”

Alessia la Scala: “Rispetto dell’ambiente, dell’etica, della qualità della vita”

Monica Nardella: “Oscar Wilde se nascesse oggi sarebbe un Influencer perfetto, con poche parole riusciva a dire molto come: DATEMI IL LUSSO E FARO’ A MENO DEL NECESSARIO.”

Eleonora Tani: “Potersi permettere un tenore di vita elevato”

Tiziana Cosso Olivetti: “Fare qualcosa che ci piace, ed essere pagati per farlo.”

Riccardo China: “Uno stile di vita molto alto, non per tutti.”

Nadia La Bella: “Avere tempo libero, fare un lavoro che si ama ed infine poter accostare accessori costosi con capi low cost. Un Lusso contaminato.”

Eleonora della Guardia: “Classe, eleganza e qualità a 360 Gradi.”

Elena Monova: “Non solo possedere cose inaccessibili a tutti, ma anche avere gusto personale nelle scelte di vita.”

Federica Orlandi: “Il lusso è uno stile di vita.”

Esmeralda Evangelista: “Il lusso è unicità. Per me lusso è scovare piccole realtà artigianali italiane e sfoggiare le loro creazioni.”

Tamara D’andria: “Poter scrivere ed esprimere il mio pensiero è un lusso. Lusso è anche il Made in Italy.”

Nayla Carvalho: “Il lusso è legato ad una scelta di materie prime di prestigio.”

Martina D’Ermo:“Scrivere di moda è il mio Lusso. In senso assoluto il lusso è legato ad un concetto di eleganza e qualità, il bello anche se costoso.”

Alessia la Scala: “Il lusso materiale come l’ultima borsa, non è più il vero lusso. C’è un Lusso oggettivo che resterà sempre tale. Poi c’è il lusso nel rispetto dell’ambiente, dell’etica, della qualità.”