Riuso, riciclo e innovazione. Questi i concetti alla base dell’economia circolare, quel sistema economico in grado di “rigenerarsi da solo”. Un approccio che vuole salvaguardare le risorse, naturali ed economiche, cercando di generare benessere diffuso. Di questo si è parlato a Ecomondo, la fiera della green e circular economy, nell’ambito del convegno “Perché è meglio prevenire?“, organizzato da E.R.I.C.A. soc. coop.
Un interrogativo provocatorio, che pone l’accento su come sarebbe diverso il mondo se tutti noi adottassimo comportamenti sostenibili, ad esempio, se tutti noi cercassimo di non produrre rifiuti, non ci sarebbe poi bisogno di trovare delle soluzioni per il loro smaltimento. L’incontro, moderato da Roberto Cavallo, Vicepresidente Comitato Scientifico per l’attuazione del Piano di Riduzione e A.D. E.R.I.C.A. soc. coop e Mario Grosso, Membro Comitato Scientifico per l’attuazione del Piano di Riduzione e Politecnico di Milano, è stata l’occasione per presentare piccole e grandi iniziative virtuose.

Andrea Vero, di Ant Revolution, ha presentato Restart, un progetto contro la filosofia usa-e-getta, che punta anche a contrastare l’obsolescenza programmata dei device. Il team di Restart, infatti, non dona solo nuova vita a dispositivi elettronici aggiustandoli, ma organizza anche dei Restart Party, nei quali insegna ai suoi utenti a riparare i componenti elettronici danneggiati e a ripensare, in primo luogo, a come si usufruisce di questi strumenti.
Alessio Ciacci, Presidente di Acsel Spa, invece, ha presentato un Protocollo di Intesa che è già stato sottoscritto da ristoratori e strutture ricettive, con il quale i gestori si impegnano a realizzare alcune azioni di riduzione dei rifiuti.

Di sostenibilità nel mondo della moda ha parlato, invece, il nostro Direttore Barbara Molinario, raccontando come l’industria del fashion negli ultimi anni abbia mostrato un’attenzione sempre maggiore nei confronti dell’ambiente. Dai tessuti prodotti dagli scarti degli agrumi, a quelli realizzati con plastica recuperata dai mari, e poi convertita in capi di abbigliamento, senza dimenticare i filati ottenuti da prodotti naturali, come ananas, ortica, canapa e crostacei, la moda diventa oggi anche un’occasione per dare nuova vita ai rifiuti prodotti da altri settori, in un’ottica di economia circolare.
Infine, Emanuela Rosio, Direttore di Erica, ha illustrato una lodevole iniziativa realizzata presso una comunità montana italiana. Un territorio che, per conformazione geografica, tende ad essere una vera e propria realtà a sé, dove può essere difficoltosa la raccolta dei rifiuti, soprattutto in inverno quando cade molta neve. In un simile contesto, dunque, la condivisione e il riuso assumono un ruolo molto importante, con la creazione di vere e proprie piattaforme di scambio e riciclo. Ciò che a noi non serve più, non deve essere gettato nella spazzatura, poichè potrebbe essere ciò di cui ha bisogno qualcun altro.






