Dall’Era del Bronzo ai millennials: parliamo di spille

Tutto ciò che vorresti sapere sulle spille: dall’antichità a come portarle oggi
0
112

Come spesso accade, un accessorio moda nasce da una necessità. In antichità, venivano realizzate con le spine e servivano per unire lembi di tessuto. Dobbiamo attendere l’Era del Bronzo per vederne di più simili a quelle contemporanee. Per gli antichi greci e romani, erano orpelli preziosi, in oro e argento, da portare sulla spalla per fermare la toga.

Molto diffuse erano anche fra i Celti, utilizzate da ambo i sessi per chiudere i mantelli. Ma è l’epoca bizantina quella che dove la spilla diventa un vero e proprio “accessorio di design”. I mosaici della Chiesa di San Vitale ci tramandano una piccola storia della gioielleria. In quel periodo (476 d.C. circa), l’arte orafa era quella il cui sviluppo tecnologico ebbe una crescita esponenziale. Venivano utilizzate tecniche come sbalzo, cesello e filigrana. La lamina sottile era privilegiata rispetto al materiale massiccio; mentre, le pietre, avevano un taglio cabochon. Dal punto di vista stilistico, vi erano due influenze maggiori, come fossero le tendenze contemporanee: da un lato, lo stile classico e formale ereditato dalla cultura greco-romana, dall’altro,  quello più astratto dell’Asia anteriore e del’Estremo Oriente. Si all’opulenza, ma entro certi limiti. Si, perché Giustiniano, aveva dettato leggi specifiche riguardo “lo styling” di abiti, ornamenti e gioielli nel Codex Iustinianus. Per esempio, i tessuti purpurei, all’epoca molto costosi, potevano essere indossati solo dall’Imperatore e dalla sua famiglia. La moglie, Teodora, abbelliva il colletto del suo abito con tre grandi spille in oro, smeraldi e rubini.

Il Rinascimento è l’epoca in cui il gusto per l’estetica e la ricercatezza diventano mezzi di espressione. L’eleganza è ormai necessità ed i gioielli entrano a far parte della vita quotidiana. Nel mondo femminile, subito dopo le collane, le spille erano i gioielli prediletti. Su queste, venivano intarsiate gemme, perle e pietre preziose. Più che sugli abiti, venivano utilizzate per acconciare i capelli o posizionate, spesso, al centro delle fronte.

Facciamo, adesso, un balzo temporale fino al 1840, proprio il giorno prima delle nozze fra la Regina Vittoria ed il Principe Alberto. Questi, le donò in regalo una favolosa spilla composta da un grande zaffiro oblungo circondato da dodici diamanti tondi. Vittoria, la appuntò sulla parte posteriore del suo abito da sposa ed ordinò che venisse inclusa fra i gioielli della Corona, gestiti da un trust ed a disposizione di tutte le future Regine della Gran Bretagna. Era anche la spilla favorita dalla Regina Madre e dopo la sua scomparsa è stata indossata più volte.

Dunque, “God Save The Queen”… stavolta, però, parliamo dei Sex Pistols, di Vivienne Westwood e delle spille da balia! Siamo nella seconda metà degli anni ’70 e ci siamo lasciati alle spalle il “Flower Power” a favore dei tartan scozzesi, delle calze a rete strappate, delle borchie e delle spille da balia. Fashion Queen di questo movimento è la designer inglese Vivienne Westwood, che ha letteralmente creato di suo pugno l’estetica di ribellione, rottura e trasgressione tipica di quegli anni.

Questa subcultura si diffonde a macchia d’olio, ispirando anche designers prestigiosi. Fra tutti, Gianni Versace che fa diventare Couture una poverissima spilla da balia. Il vestito nero realizzato per Elizabeth Hurley (1994) fa scalpore, diventando una delle opere più note dello stilista italiano. Realizzato in seta e lycra con grandi spille da balia in oro e scollatura profonda. Nel 2012 è stato indossato da Lady Gaga in occasione di una sua visita a Donatella Versace durante la tappa milanese del tour Born This Way Ball.

Oggi le spille tornano in vetta alla preferenze quanto ad accessori. Sono addirittura più gettonate dei bracciali, soprattutto per l’inverno. Infatti, ogni cappotto che si rispetti ne vuole una sul risvolto. Il logo in mostra è un must del momento, che sia quello di Chanel (ovvero il più ambito), la doppia G di Gucci o le iniziali di Yves Saint Laurent. Fra le preferenze dei millennials vi è anche la spilla a fiocco, da posizionare sul colletto della camicia, in ripresa dello stile Vittoriano. Dagli enormi fiocchi multicolor proposti da Gucci, fino a quelli più minimal, sottili ed in nero come quello in seta di Christopher Kane. Anche le safety pin tipiche del punk trovano il loro spazio, reinterpretate da brand quali Dior, Burberry, Alexander McQueen, Sonia Rykiel o Bottega Veneta. L’allure retro è sempre dietro l’angolo. Ed è così che torna di moda anche il vecchio cammeo, qui in metallo effetto anticato di Gucci. Simboli iconici quali la Medusa di Versace o il pianeta con orbita di Vivienne Westwood sono sempre ben accolti!

Spilla con logo CC in metallo e perle in pasta di vetro Chanel € 460.00; spilla da balia “Dio(r)evolution” in metallo anticato finitura dorata Dior € 290.00; spilla in argento a forma di scarabeo con cristalli Rochas € 303.00; spilla con cammeo in metallo con finiture anticate Gucci € 490.00; spilla con trassero in seta e piccola tazzina da the Christopher Kane € 262.00; spilla “Medusa” in metallo e resina Versace € 690.00; spilla in ottone pink gold con cristalli Swarovski Vivienne Westwood € 150.00.