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Addio a Giorgio Armani: Il Re dello stile italiano si spegne a 91 anni

La moda perde un’icona visionaria, il cui genio ha ridefinito l’eleganza globale con raffinatezza senza tempo 

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Il fashion world piange la scomparsa di Giorgio Armani, l’iconico stilista italiano che ha rivoluzionato il prêt-à-porter e il concetto stesso di eleganza. Il designer ci ha lasciati oggi, 4 settembre 2025, all’età di 91 anni, nella sua casa di Milano. La Giorgio Armani S.p.A. ha annunciato la notizia mediante un comunicato stampa:

Con infinito cordoglio, il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore. Il signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni”.

La causa del decesso non è stata specificata, ma fonti vicine al marchio hanno indicato che Armani era in condizioni di salute fragili da tempo, tanto da non poter partecipare alle sfilate di Milano e Parigi dello scorso giugno, un’assenza senza precedenti nella sua carriera.

Giorgio Armani fondò la sua maison nel 1975 insieme al compagno e socio in affari Sergio Galeotti.

Fun fact: il capitale iniziale era stato raccolto mediante la vendita della loro auto, una Volkswagen. Ed è proprio a partire dalla metà degli anni ’70 che Giorgio Armani ridefinisce il lusso, rendendolo accessibile e creando lo stile casual chic. Sua l’idea della giacca destrutturata, un capo che libera da ogni scomoda rigidità a favore delle linee fluide che hanno reso famoso il brand. La giacca è un vero bestseller e ben presto diventa un emblema dello stile italiano.

Giorgio Armani – Primavera Estate 1990. Ph. Credits Archivio Armani

Inconfondibile la palette Giorgio Armani, dominata dall’iconico blu-Armani fino al grigio ed al beige. Il tailleur adattato alle silhouette femminili diventa simbolo di un’eleganza androgina. È il tipo di look che ogni donna in carriera vuole indossare. Il suo essere pioniere si estende anche al mondo digitale: nel 2017 fu il primo designer a trasmettere una sfilata in diretta su internet, in grosso anticipo con gli streaming odierni.

Giorgio Armani Primavera Estate 1998. Photo Credits Archivio Armani

Giorgio Armani è stato anche un pioniere in termini di etica.

Nel 2006, bandì modelle con un indice di massa corporea inferiore a 18, subito dopo la tragica morte della modella Ana Carolina Reston per anoressia. Nel 2020, durante la pandemia, convertì i suoi stabilimenti italiani per produrre camici monouso per il personale sanitario, dimostrando il suo impegno sociale.

La sua tenacia nel mantenere l’indipendenza come azienda è di grande ispirazione. A differenza di grandi marchi come Gucci o Versace, Armani ha sempre rifiutato offerte da gruppi come LVMH o Kering. Nel 2016 ha creato la Fondazione Giorgio Armani per garantire la continuità del suo marchio, con un piano di successione che coinvolge la sorella Rosanna, le nipoti Silvana e Roberta, il nipote Andrea e il collaboratore di lunga data Leo Dell’Orco. 

“Il successo nella moda viene dal guardare le persone e i loro bisogni. Tutto inizia dal creare abiti belli” – Giorgio Armani.

Il suo stile rimarrà eterno: il blu-Armani, le linee pulite, l’eleganza rilassata.

Milano ospiterà una camera ardente il 6 e 7 settembre, seguita da un funerale privato, mentre il mondo della moda si prepara a celebrare il suo lascito durante la prossima Fashion Week prevista per la fine di settembre.

Elettra Nicotra