Addio a Papa Francesco, il Papa del Popolo

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Ci sono momenti nella vita che rimangono impressi per sempre, come ferite dolci che il tempo non cancella. Uno di questi per me è legato a Papa Francesco. Quando mia figlia Cecilia era ancora piccolissima, non camminava ancora, ebbe la straordinaria opportunità di incontrare il Santo Padre in Piazza San Pietro. Lui si chinò, le diede una carezza e un bacio sulla fronte. In quel gesto c’era tutta la tenerezza, la semplicità e la grandezza spirituale di un uomo che ha saputo guidare la Chiesa con l’umiltà di chi non si è mai sentito superiore, ma sempre al servizio degli ultimi.

Cecilia, forse, non conserva memoria diretta di quel momento. Ma le foto che conserviamo gelosamente in casa, nel nostro soggiorno, ce lo ricordano ogni giorno. Quelle immagini sono diventate parte della nostra storia familiare, e ogni volta che le guardiamo, sentiamo viva la benedizione di quell’incontro. Un incontro che non fu solo un istante fugace, ma un dono che ha lasciato un segno profondo nel cuore e nell’anima.

Oggi piangiamo la scomparsa di Papa Francesco. Era anziano, stanco, malato, eppure non ha mai smesso di essere presente, fino al suo ultimo giorno su questa Terra. Anche a Pasqua è apparso affacciato in una Piazza San Pietro gremita, testimone di una fede incrollabile e di un amore infinito per l’umanità. Fino all’ultimo istante ha voluto donare qualcosa di sé, lasciando parole, gesti e presenze che hanno fatto la differenza nella vita di milioni di persone.

 

In questi giorni, i leader di tutto il mondo lo stanno ricordando con parole toccanti e sentite. L’ultimo capo di Stato ad aver avuto l’onore di incontrarlo è stato il vicepresidente degli Stati Uniti d’America, Vans, un segno ulteriore della sua rilevanza anche nei contesti politici e istituzionali più complessi.

Ognuno conserva un proprio ricordo del Papa: un abbraccio, una frase, una benedizione, anche un rimprovero dolce, perché lui sapeva parlare ai cuori, sapeva guidare con fermezza ma anche con infinita dolcezza. Anche io, oggi, desidero condividere con i lettori di Fashion News Magazine questo ricordo che riguarda la mia vita privata, la mia famiglia, e che porterò con me per sempre.

Papa Francesco ha lasciato un’eredità immensa. Ha aperto le porte della Chiesa a chi si era sentito escluso, ha scelto la povertà come stile di vita, ha denunciato le ingiustizie, ha chiesto perdono a nome della Chiesa, ha parlato ai giovani, ai migranti, alle donne, a chiunque avesse bisogno di essere visto, ascoltato, amato. È stato il Papa dell’inclusione, del dialogo, della pace. Un faro che ha illuminato un’epoca difficile, riuscendo a farci sentire tutti meno soli.

Ora che ci ha lasciato, ci resta il suo esempio. Un’eredità spirituale, culturale e sociale che continuerà ad ispirarci. E, per chi ha avuto la fortuna di incrociare anche solo per un attimo il suo sguardo, resta il privilegio di averlo conosciuto. E l’impegno, ogni giorno, di portare avanti un pezzetto del suo messaggio d’amore.

 
Barbara Molinario