Un titolo provocatorio per un libro avvincente e originale edito da Rai Libri: “Le donne di Carlo”, con un sottotitolo che recita: “Le figure femminili più importanti per il sovrano del Regno Unito”. La giornalista Ilaria Grillini, volto noto della TV e della carta stampata, è considerata una delle maggiori esperte di case reali. Lontano da lei il gossip – accezione contemporanea per dire pettegolezzo -, affronta con dati alla mano e analisi dei fatti l’evolversi di qualcosa che è ben lungi dall’essere polveroso. Con Re Carlo, il vero protagonista del libro, l’autrice ha fatto due viaggi ufficiali in Italia e lo ha definito impeccabile.
Ilaria Grillini, da dove arriva la sua conoscenza della famiglia reale per antonomasia?
«Da quando ero ragazzina. Tutto è iniziato non tanto dalla famiglia reale inglese quanto dalle monarchie in generale. La mia passione sono proprio le storie delle dinastie e delle grandi famiglie».
Il punto di partenza?
«Ho cominciato a interessarmi del Principato di Monaco per un motivo molto semplice: avevo 15 anni e mi piaceva Alberto di Monaco. Appena ho iniziato a lavorare, ho colto la possibilità di seguire professionalmente un “Ballo della Rosa” di Montecarlo. Lavoravo per la redazione di Verissimo, avevo 22 anni, e questo genere di servizi è sempre visto come materiale di serie B. Mi proposi e da lì è partito tutto. Successivamente, con Alberto di Monaco ho fatto tantissime cose, compresa la sua prima diretta televisiva in Italia, e gli ho organizzato anche un pranzo ufficiale a Palermo».
Lei è amica del principe Emanuele Filiberto?
«Posso dire di sì… gli voglio bene. Anche lui l’ho conosciuto per lavoro quando era ancora in esilio. La prima intervista gliela feci durante un concerto di Zucchero a Londra. È una persona di rara gentilezza e da quel momento abbiamo iniziato un rapporto amicale».

“Le donne di Carlo” quante sono?
«Secondo me quelle determinanti sono sette. A differenza di tutti noi, che magari abbiamo avuto uomini e donne che hanno influito nella nostra formazione, lui ha avuto soprattutto le donne. E sono state tutte piuttosto ingombranti».
E il padre Filippo?
«Filippo di Edimburgo è stata una figura con cui lui non è mai andato molto d’accordo, perché avevano visioni differenti. Carlo III è un amante dell’arte e della natura: dipinge acquerelli, scrive poesie, è un riflessivo. Filippo lo mandò in un collegio durissimo (lo stesso frequentato da lui anni prima) dove Carlo ha sofferto le pene dell’inferno. In un certo senso ha avuto un padre e una madre che non erano davvero i suoi genitori».
In che senso?
«La madre è stata la nonna e il padre, forse, Lord Mountbatten, che era suo prozio».
Arriviamo a Diana?
«Sulla carta Diana Spencer era perfetta: più nobile di Carlo ed era vergine. Due cose che alla famiglia reale interessavano molto. Non aveva un passato e quindi non rischiavano che sui giornali uscisse qualcosa di scomodo».
A proposito di giornali, in questo momento la monarchia inglese è in grande difficoltà. Può avvenire qualcosa di repentino?
«Prima Harry, duca di Sussex e ora, ben più grave, le altre accuse ad Andrea, duca di York. Personalmente non credo che avverrà mai un’abdicazione, perché in quella famiglia l’eventualità è vista come il diavolo in persona. Morto un re, viva il re».
Tra Elisabetta II e Anna, sorella di re Carlo, chi butta giù dalla torre?
«La povera Anna anche se è una colonna della monarchia e una complice incredibile di Carlo. La regina le ha dato il titolo di Principessa Reale, che ha solo lei».
Tra Meghan e Catherine, chi butta giù?
«Mi manda a nozze: Meghan, duchessa di Sussex. È entrata in famiglia a gamba tesa, non rispettando regole basilari. Il senso del dovere è fondamentale».
Tra Catherine e la Regina Madre?
«Catherine, principessa del Galles rappresenta il futuro. Devo buttare giù la regina Madre non per mancanza di stima o simpatia, ma perché dobbiamo proiettarci verso il futuro».
Tra Catherine ed Elisabetta?
«Non staremmo parlando di una futura regina se non ci fosse stata prima Elisabetta II. Ma è inutile sostenere il passato. Kate resta su».
Tra Camilla e Kate?
«Devo proprio buttare giù qualcuno da questa torre infinita? Lo ribadisco: salvo Kate perché rappresenta il futuro della monarchia ed è la vera risorsa, la carta vincente. Lo aveva capito bene la regina Elisabetta, così come Carlo. Kate non è nobile ma è strutturata: esattamente il contrario di Diana, che era nobile ma non strutturata. E si è visto cosa è successo».
Grillini, perché ha scritto questo libro?
«Penso sia giusto dare attenzione all’attuale re, che è sempre stato sovrastato da donne che ne hanno offuscato l’immagine. Dopo aver letto il mio libro vorrei che le persone dicessero: “Però, non pensavo che Carlo fosse così”. Secondo me se lo merita».
A cura di Laura Pranzetti Lombardini






