DADA GRAM! #DADADATA

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DADA_GRAM

Di Isabella Tamponi

DADA GRAM: un collage digitale di dimensione mondiale.

Siamo in Europa, nei primi mesi del nuovo anno 2016 e, in occasione di un importante centenario, nasce sul web un movimento artistico-culturale che vuole scardinare i canoni estetici attuali per divenire la parodia del mondo che si fa i selfie. Dal 1916 al 2016, la parola d’ordine è Dada!

Ma, cos’è Dada?

«Dada non significa nulla. È solo un suono prodotto dalla bocca». (Tristan Tzara, Manifesto Dada 1918). Il Dadaismo è « la rivolta totale contro tutte le abitudini, tutte le credenze e tutti i privilegi» (Raoul Hausmann). I dadaisti, a loro tempo, lasciarono seccare i loro tubetti di colore e facendo uso dei mezzi d’informazione del tempo, i quotidiani e le riviste, muniti di forbici sezionarono la rappresentazione del presente lì riprodotta e diedero vita a incredibili collage. I collage Dada, infatti, sono specchi deformanti della realtà. In queste opere, la realtà, con tutti i suoi rifiuti, è deformata fino a diventare riconoscibile.

Così come allora, oggi DADA significa scardinamento, critica, dubbio e piacere di ridere. Cento anni più tardi, tutto è cambiato al punto di ritornare allo stesso punto.

Dunque, cos’è DADA?

DADA adotta e critica allo stesso tempo l’accoppiata culturale, oggi trionfante, dei media e la macchina. « Diventiamo la parodia del mondo che si fa i selfie » (Anita Hugi e David Dufrsene, gli ideatori). Il nuovo strumento comunicativo DADA è il fotomontaggio. Il fotomontaggio è una forma d’ipertesto, una « rete potenzialmente infinita di connessioni » secondo quanto dice il suo teorico Ted Nelson (1965). Il fotomontaggio carpisce tutto e coglie il nulla delle epoche. È mix e remix, è furtivo e aleatorio, è Snapchat e Instagram, in guerra e in libertà, mass-media e mass-murder della società.

DADA-GRAM è un collage digitale mondiale sviluppato su Instagram al quale tutti possono accedere e partecipare, ed è prodotto da RSI, RTS, SRF e Arte.

 

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