Di Maria neve Riemma
E’ tempo di castagne.
Cosa c’è di più gustoso delle castagne?
Un profumo particolare e irresistibile che subito ci fa pensare al Natale. Un frutto che ci viene regalato, nella stagione più romantica che è quella dell’autunno. . .
Le più famose sono le “castagne del prete” sono riconosciute come prodotto tipico nella regione Campania, esattamente nel comune di Montella, in provincia di Avellino, dove questo frutto dalla forma particolare è distinto con marchio DOC e IGP.
Un frutto consumato tipicamente nel periodo natalizio nella tradizione Napoletana.
Marziale scrisse che gli abitanti di Napoli erano i più abili nell’arrostirle, mentre Plinio il Vecchio nel “Naturalis Historia” le chiama ghiande di Giove e ne classifica più di 8 tipologie diverse.
Inoltre questo frutto, che ha radici antichissime, abbondante in natura anche in territori non adatti alle coltivazioni, è stato definito “pane dei poveri” ed ha rappresentato per anni, soprattutto per le popolazioni montane, un alimento essenziale poiché ricco, come i cereali, di carboidrati complessi.
Frutto molto nutriente si presta ad essere preparato in mille modi. Caldarroste, lesse, marron glacè, crema di castagne, castagnaccio e frittelle. A voi la scelta! Non c’è che l’imbarazzo della preferenza.
E ancora: le castagne sono perfette anche per decorazioni di qualsiasi genere. La loro forma tonda e buffa le rende particolarmente adatte per creare facilmente piccoli lavoretti per bambini o per qualche idea originale, come centri tavola per il Natale o fantasiosi segna posto di bosco.
Riccio pungente che nasconde un frutto buonissimo…
La castagna è la reginetta dell’autunno.
Una volta assaporata non se ne può più fare a meno.
Ma c’è ancora di più.
La tradizione europea vuole, che ogni primo novembre, terminato il pranzo o la cena, alcune castagne venissero lasciate sul tavolo per servire da nutrimento alle anime dei defunti.
Unica pietanza con qualità sovrannaturali.
24 Ottobre 2012







