Di Rosaria Mastroianni
Doppio suicidio d’amore.
Roma ospita una delle maggiori arti performative della cultura giapponese.
Una prima assoluta italiana, uno spettacolo che coniuga la tradizione e la contemporaneità. Al Teatro Argentina di Roma sarà presentato il 4 e il 5 Ottobre il dramma di Chikamatsu Monzaemon: «Doppio suicidio d’amore a Sonezaki con pellegrinaggio ai luoghi sacri di kannon»: un classico del teatro bunraku, la forma più raffinata e illustre del teatro di figura giapponese.
Lo spettacolo è presentato nella Capitale in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione dell’Istituto Giapponese di Cultura e ha come regista e direttore artistico Sugimoto Hiroshi, artista internazionale oltre che fotografo.
La storia del dramma (in lingua originale Sonezaki shinju tsuketari Kannon meguri) è quella dei due amanti suicidi Ohatsu e Tokubei – lui negoziante e lei cortigiana – i quali, ostacolati dalle ferree regole sociali del tempo, commettono un doppio suicidio nella foresta di Tenjin, a Sonezaki.
Se il tema del dramma, l’amore, può risultare alquanto “ordinario” per noi occidentali, a renderlo accattivante è la modalità della rappresentazione: l’interpretazione è affidata a due burattini accompagnati sulla scena da una voce narrante e dall’incantevole suono dello shamisen, uno strumento a tre corde.
La rappresentazione del dramma è in lingua originale ma è prevista la traduzione simultanea in cuffia in lingua italiana.
Per chi volesse partecipare alla messa in scena di quest’opera, designata dall’Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, l’appuntamento è al Teatro Argentina di Roma Venerdì, 4 Ottobre, alle ore 21.00 e Sabato, 5 Ottobre, alle ore 19:00.







