Gianfranco Ferrè: la camicia bianca secondo me

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Di Isabella Tamponi

La camicia bianca secondo me

Gianfranco Ferré.

Prato – al Museo del tessuto è stata da poco inaugurata, il 1 febbraio 2014, una mostra, visitabile fino al 15 giugno 2014, che racconta la creatività e il genio stilistico di un grande “artista del tessuto”, qual è Gianfranco Ferré, attraverso un unico capo: la camicia bianca.

La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Gianfranco Ferré, intitolata “La camicia bianca secondo me” è un omaggio al lavoro e al talento dello stilista, che fin dagli esordi si fece portavoce di un dialogo continuo tra architettura e moda.

“Nel lessico contemporaneo dell’eleganza mi piace pensare
che la mia camicia bianca sia un termine di uso universale.
Che però ognuno pronuncia come vuole”. [Gianfranco Ferré]

Best seller delle sue passerelle, in quanto segno distintivo del suo stile e icona di eleganza, la camicia bianca mostra in tutta la sua “semplicità” il genio progettuale e allo stesso tempo poetico dello stilista. Obiettivo della mostra è, dunque, quello di mostrare ed evidenziare gli elementi progettuali più innovativi e le infinite e affascinanti interpretazioni della camicia bianca elaborate dallo stilista attraverso un continuo dialogo tra architettura e moda.

Le 27 camicie in mostra, selezionate tra le più straordinarie create in oltre venti anni di attività, insieme a disegni, illustrazioni e filmati permettono di entrare in contatto con la poetica sartoriale di Ferré.

La selezione ha privilegiato questo piccolo e candido esercito, andando a scegliere non tanto le bluse composte di materiali o ricami particolarmente preziosi, ma soprattutto quelle che avessero alla base un progetto. Lo stesso che mio cugino portava avanti di pari passo con la sua inesauribile creatività”. [Rita Airaghi, cugina dello stilista e direttore della Fondazione Gianfranco Ferrè]

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