Panico genitale

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Di Alba De Biase
Panico Genitale
Questa settimana su Red Lips: “Panico Genitale”, un’opera dell’artista e performer  viennese Valie Export, in mostra alla Richard Saltoun Gallery di Londra fino al 23 maggio.

 

Valie Export, attivista viennese, famosa per le sue opere irriverenti e estrose, mette in atto la sua performance: “Panico Genitale”, del 1968, in un cinema a Monaco di Baviera, seduta su una sedia, ferma, immobile, completamente vestita, a gambe divaricate, mostra sua la vagina attraverso uno squarcio sui pantaloni di pelle nera, impugnando un fucile. Annunciando al pubblico che i suoi genitali sono a disposizione, l’artista percorre una fila dopo l’altra, con la pistola puntata e il pube scoperto. La reazione è soprattutto di paura, come testimonia la Export: “Mentre mi spostavo da una fila all’altra, ogni fila piena di gente silenziosamente, si alzava e lasciava la sala.”
Da sempre, eroina della lotta femminista, Valie Export, agisce con un solo obbiettivo, contrastare la visione maschilista stereotipata  della donna intesa come bambolina erotica e mero oggetto del desiderio.
Fortemente criticata, Valie Export, il cui vero nome è Waltraud Lehner, sceglie questo pseudonimo per contrastare la mercificazione dell’arte e degli artisti, che si trasformano in un marchio da esportare e anche per affermare ancora di più la sua indipendenza di donna, rinunciando al cognome del padre (Lehner) prima e del marito (Hollinger) poi.
Tra le sue opere, sempre volte a contrastare gli stereotipi che avvolgono la figura femminile:
-Tap and touch cinema: performance nella quale l’artista chiude in una scatola la parte superiore del suo corpo e permette ai passanti di palaparle il seno.
-Portfolio della caninità: in cui passeggia per le strade di Vienna, tenendo al guinsaglio il suo collega Peter Weibel.
-Body sign in action: in cui l’artista si fa tatuare sulla coscia sinistra una gerrettiera, simbolo della seduzione femminile.
-Valie Export, smart export: in cui si fa ritrarre con un pacchetto di sigarette che ha una sua foto stampata sopra, per denunciare la moda dell’ artista inteso come marchio.
-Aspettativa: è un fotomontaggio in cui l’artista si immortala con un’aspirapolvere tra le braccia, sostituendosi alla Vergine Maria della celebre “Madonna della Melagrana” di Sandro Botticelli.
Valie Export si batteva per l’emancipazione femminile, in un mondo ancora chiuso alle novità culturali: “Nella nostra cultura e società c’è ancora uno squilibrio . E anche la storia della forza delle donne continua a non essere ancora presente e a non venire accettata nel suo valore.”
Le opere di Valie Export, che trattano tematiche ancora molto attuali, saranno in mostra dal 9 aprile al 23 maggio presso la Richard Saltoun Gallery insieme alle opere si un’altra grande performer femminista d’avanguardia Friedl Kubelka, celebre per i suoi Jahreportraits.

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