Dura lex, anal sex.

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Di Alba De Biase

Dura lex, anal sex.

Questa settimana su Red Lips: argomento scottante, il sesso anale, praticato da molti, sulla bocca di pochi.

 

Non se ne parla molto, almeno apertamente, perchè il sesso anale rappresenta ancora oggi un tabù, vuoi per reticenze di natura psicologica, religiosa o semplicemente per riserbo.

I film porno lo illustrano con una certa facilità, ma d’altronde i film porno non sono poi, lo specchio fedele della nostra realtà sessuale.

Rappresenta l’espressione della propria sessualità negli omosessuali, ma è sicuramente molto amato anche dagli eterosessuali, senza dubbio, in maniera maggiore dalla comunità maschile.

La ragione per cui questa pratica è molto amata dagli uomini è senza dubbio il desiderio di dominazione innato, ma anche la sensazione di maggiore piacere, dal momento che si tratta di una cavità più stretta e dunque, fonte di un piacere più intenso.

Dal punto di vista femminile, invece, tale pratica non è sempre accolta con grande entusiasmo, per paura, o perchè considerata avvilente dal punto di vista emotivo.

D’altra parte molte donne la considerano un’attività appagante e la praticano senza riserve e con soddisfazione.

Esistono forme di perversione legate a questa pratica come: il fisting e il rosebud.

Il fisting (dall’inglese fist, “pugno”) è una pratica che prevede l’introduzione di un’intera mano nell’ano, mentre il rosebud, (letteralmente “bocciolo di rosa”) è una pratica più complessa che prevede la fuoriuscita dei muscoli anali all’esterno.

Che dire: La risposta giusta al dilemma se sperimentare o meno questa pratica, è sempre ascoltare il proprio corpo, seguire le proprie curiosità e soprattutto usare un buon lubrificante.