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Double-face. 7 Vizi per 7 Virtù

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INVITO MARGUTTA DOUBLE-FACE

Di Ivano Rocco Montrone

Double-face. 7 Vizi per 7 Virtù

Inaugura oggi al Il Margutta RistorArte di Roma la mostra curata da Francesca Barbi Marinetti.

Sarà inaugurata oggi, giovedì 18 dicembre alle ore 19:00, presso gli spazi espositivi de Il Margutta RistorArte, in via Margutta 118 a Roma, la mostra collettiva Double-face. 7 Vizi per 7 Virtù” a cura di Francesca Barbi Marinetti e organizzata da Tina Vannini. Saranno quaranta gli artisti invitati ad esprimersi su quel confine instabile che passa tra Vizi e Virtù. La mostra sarà visitabile sino al 15 gennaio, ingresso libero.

Sulla differenza che corre tra consapevolezza etica e falso moralismo ci si interroga da che l’Uomo pensa. Per raccontarne lo stato attuale, l’arte di Andrea Ambrogio, Alessandra Amici, Giampaolo Atzeni, Francesco Bancheri, Lisa Barbera, Alessandro Baronio, Marina Bellini, Giorgio Bisanti, Alessio Bolognesi, Vito Bongiorno, Erica Briani, Brivido Pop, Alessandra Carloni, Daniele Carnovale, Cristiano Cascelli, Marco Colletti, Ferdinando Colloca, Daniele Contavalli, Gianpaolo Conti, Antonio Del Donno, Paola Delfino, Laura Della Gatta, Roberto di Costanzo, Fernando Di Nucci, Olympia Dotti, Marisa Falbo, Ornella Flora Curatolo, Ivan Fornari, Paola Grizi, Flavia Mantovan, Viviana Mauriello, Kristina Milakovic, Simone Mina, Stefano Mingione, Carlo Montesi, Pierino Pastore, Pietro Pierbò, Roberto Pinetta, Luca Sacchetti, Gerry Turano.

Neanche i sette vizi capitali sono più quelli di una volta. Una riflessione, e una provocazione, colta attraverso sensibilità e stili diversi con un vivace confronto e autoanalisi, connotato spesso da forti punte di ironia, su come i fondamenti storici della moralità si adeguino ai cambiamenti storici e di costume. È un invito a risvegliare il sentimento di Natale dai finti buonismi con una scossa di consapevolezza.

Tentazioni e corruzione non sono solo sui titoli dei giornali. Ognuno nel proprio angolo di vita può scegliere se essere nel bene o nel mene, se essere onesto o semplicemente vestire l’abito dell’apparentemente giusto. L’arte sa esprimere l’indicibile, sa svelare ciò che gli occhi insistono a non voler vedere” afferma la curatrice Francesca Barbi Marinetti.

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