Addio a Virna Lisi, icona del cinema italiano

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Morta Virna Lisi, icona del cinema italiano

Di Daniela Giannace

Addio a Virna Lisi, icona del cinema italiano

L’attrice pluripremiata recitò anche con Totò e Alberto Sordi, e lavorò ad Hollywood per un breve periodo.

Carattere schietto e deciso, un grande talento, interpretazioni sempre intense e profonde, un fascino delicato: Virna Lisi rimarrà nei ricordi dei cinefili e non solo. Si è spenta tranquillamente nel sonno, nella sua casa romana, come si apprende dal figlio Corrado. Aveva 78 anni e da un mese le era stata diagnosticata una malattia incurabile. Secondo amici di famiglia, non aveva mai accettato la morte di Franco Pesci, suo marito per ben 53 anni e padre di Corrado, venuto a mancare nel 2013.
Nata ad Ancona l’8 novembre del 1936, all’anagrafe Virna Pieralisi, nella sua carriera aveva ricevuto sei Nastri d’argento, un premio per la migliore interpretazione femminile a Cannes, quattro David di Donatello, di cui due alla carriera, era Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Firmò il primo contratto all’età di 14 anni con il produttore cinematografico Antonio Ferrigno, conosciuto grazie all’amico di famiglia Giacomo Rondinella, cantante e attore. Recita in pellicole melodrammatiche diretta da registi come Carlo Borghesio, Giorgio Pastina e Luigi Capuano, interpreta anche film partenopei: “E Napoli canta”, “Desiderio ’e sole” e “Luna nuova”. Prende parte a “Le diciottenni” di Mario Mattoli; recita al fianco di Alberto Sordi nel film “Lo scapolo” di Antonio Pietrangeli. Ne “La donna del giorno”, di Francesco Maselli, interpreta una ragazza che arriva al successo grazie alla pubblicità. Anche nel caso di Virna Lisi, grazie ad una pubblicità arriva la grande popolarità: il dentifricio Chlorodont la scelse infatti per interpretare i propri sketch all’interno della storica rubrica televisiva Carosello, con il celebre slogan Con quella bocca può dire ciò che vuole.

Nel 1958 lavora con Totò e Peppino De Filippo in “Totò, Peppino e le fanatiche”. Viene diretta da grandi registi dell’epoca, come Dino Risi, Mario Monicelli, Nanni Loy. In quel periodo diventa Elizabeth Bennet nello sceneggiato Rai “Orgoglio e pregiudizio”, ispirato all’omonimo romanzo di Jane Austen. Giorgio Strehler la chiama a teatro per vestire i panni da protagonista ne “I Giacobini” di Federico Zardi; lavora anche con Michelangelo Antonioni e Luigi Squarzina. Nel 1965 arriva l’esordio hollywoodiano con Come uccidere vostra moglie, insieme a Jack Lemmon per la regia di Richard Quine. Prende parte a “U 112 – assalto al Queen Mary” insieme a Frank Sinatra. La sua carriera statunitense è breve, l’attrice non vuole sottomettersi alle regole di un ambiente che la vorrebbe bella, svampita e nuda sul set, così chiude il contratto con la Paramount, rifiutando il ruolo nel film “Barbarella” di Roger Vadim. Tornata in Italia, si dedica a film impegnati, ne sono esempio “Al di là del bene e del male” di Liliana Cavani e “La cicala” di Alberto Lattuada. Con “Zanna Bianca” di Lucio Fulci tornò a fare film più leggeri, per poi recitare nelle prime commedie di successo di Carlo Vanzina, datate primi anni Ottanta, tra cui “Sapore di mare”. Grazie al ruolo di Caterina dei Medici in La regina Margot di Patrice Chéreau ebbe vari riconoscimenti.

Negli ultimi anni Virna Lisi preferisce la tv al cinema, interpretando fiction e miniserie sia per Rai sia per Mediaset. Per citarne alcune: “Le ali della vita” (2000 e 2001), “Piccolo mondo antico” (2001), “A casa di Anna” (2004), “Il bello delle donne” (2001-2003), “Caterina e le sue figlie” (2005-2010), “L’onore e il rispetto” (2006), Madre, aiutami (2014), che costituisce il suo ultimo lavoro. In una recente intervista racconta: “Non mi piaccio, non sono stata una di quelle attrici che appena dato lo stop corrono al monitor a controllare il risultato, però ero brava, imparavo la parte senza incertezze e quando le amichette dei produttori, certe belvette che non avete idea, non si accaparravano la parte in anticipo, venivo anche assoldata. Ero concreta, senza fronzoli”. In ciò si racchiude il suo essere e il motivo dei suoi tanti estimatori.

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