Intervista ad Isabel Russinova

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Fashion News Magazine- Isabel Russinova

di Denise Ubbriaco

Intervista ad Isabel Russinova

Isabel Russinova racconta “Il Popolo di re Heruka!”

 

In occasione della settima edizione della rassegna gratuita CineCampus, l’Università eCampus ha ideato un evento molto speciale che si terrà lunedì 11 maggio (ore 20.30),  presso i locali dell’Ateneo in Via Matera 18 (Metro Re di Roma, Complesso S. Dorotea – IV piano). Una serata intensa, volta ad approfondire la conoscenza e la comprensione del popolo nomade, della sua cultura e delle molteplici tradizioni fatte di musica, danze e magiche storie tramandate nel corso dei secoli. Il pubblico potrà assistere alla proiezione del docufilm di Rodolfo Martinelli CarraresiIl Popolo di re Heruka! – Storia del popolo di re Heruka, un popolo antico che amava l’acqua e sfidava il vento”, scritto da Isabel Russinova. L’iniziativa si propone come un concreto invito alla riflessione ed all’integrazione. L’evento è  stato realizzato in collaborazione con Amnesty International Italia ed è parte del fitto calendario del Rome Independet Film Fest (RIFF), appuntamento ormai consolidato, giunto alla XIV edizione e dedicato al cinema indipendente di qualità. Per saperne di più, ho avuto il piacere di intervistare Isabel Russinova.

Isabel, è sempre molto attenta alle tematiche sociali. Vorrei sapere da Lei, cosa le viene in mente pensando al popolo Rom?

Penso ad un popolo antico con una storia intensa e complicata, come il suo presente. Un popolo che è stato perseguitato, discriminato, continuamente offeso  e maltrattato. La discriminazione parte dall’ignoranza. La storia ci mostra come il più forte e potente ha cercato sempre di soggiogare le minoranze ed i più deboli, o addirittura  di sterminarli, cosa che sistematicamente è accaduta a rom e sinti. In un passato non lontano, basti pensare alle deportazioni di massa nei campi di sterminio nazisti, per fare un esempio. Dovremmo anche ricordarci che il popolo Rom, tra i popoli d’Europa, è quello che non ha mai fatto guerre a nessun altro popolo.

Cosa l’ha spinta a realizzare questo progetto?

L’urgenza di conoscere di più le origini, la storia e le tradizioni di un popolo così contestato e discriminato, ma soprattutto sconosciuto.”

Da dove sono state tratte le immagini di questa pellicola?

Sono state girate nei campi, tra la popolazione, in teatro, sul palcoscenico, ma anche per le strade, che da sempre accolgono “il popolo in cammino”, così come si fanno chiamare i Rom. Il film si articola su diversi livelli: il teatro che, come nelle antiche ballate popolari, traccia il racconto, il documentario, attraverso immagini ed interviste realizzate nei campi e tra le popolazioni che raccontano il presente. Poi ci sono la musica e la danza,  che sono essenziali nella cultura e tradizione Rom, e raccolgono simbolicamente la memoria di questo antico popolo, dalle origini ad oggi. Lo spettatore è condotto per mano da una coppia di viaggiatori: da me (narratrice) e dal Maestro fisarmonicista Marco Lorusso, così teniamo il filo del racconto.”

Fashion News Magazine - Isabel Russinova, Cinecampus

In che modo il docufilm unisce teatralità a musica dal vivo?

Amo molto la contaminazione di generi, penso che sia molto interessante utilizzare la fascinazione e la forza di tutte le arti, quando il progetto lo permette naturalmente, come in questo caso, per dare delle emozioni e stimolare la riflessione.”

Com’è nata la collaborazione con Amnesty International Italia?

Da tempo il mio impegno di attrice, autrice e produttrice, è volto a valorizzare, far conoscere e sviluppare storie, personaggi, episodi in cui la donna ed il mondo femminile sono protagonisti. Non a caso, la collaborazione con Amnesty,  come Testimonial ufficiale, è iniziata fattivamente con la messa in scena del testo cult di Simone de Beauvoir:  “Una donna spezzata”, simbolo della liberazione della donna, della lotta per la conquista dei diritti per l’uguaglianza, contro la violenza e la discriminazione nel pubblico e nel privato. Tematiche che  ricorrono nei miei progetti e sono parte del mio impegno. Ho da poco portato in scena: “Agatha”, dedicato ad Agatha Barbara, primo Presidente della Repubblica, donna, a Malta, nell’ Europa del ‘900. Una personalità interessante, forte, enigmatica, capace di dedicare e sacrificare tutta la vita per ottenere e difendere  i diritti della donna, dei più deboli, dei giovani che sono il futuro dell’Umanità.

Quest’iniziativa si propone di offrire numerosi spunti di riflessione. Qual è l’argomento su cui occorre soffermarsi maggiormente?

Il popolo di re Heruka  è una proposta che mira a far conoscere  un popolo ed una realtà contemporanea sconosciuta ai più e vuole a stimolare la curiosità per saperne di più e capire meglio. Il messaggio è: prima di giudicare il diverso da te lo devi conoscere, solo allora puoi capire, dialogare o, comunque, cercare di trovare delle soluzioni per raggiungere l’armonia, l’incontro senza pregiudizi. Da sempre, si sa, ignoranza, malafede, avidità di potere, interessi economici, continuano ad  inquinare molte verità e realtà. La conoscenza è una medicina, forse l’unica.  

A suo parere, in che modo si potrebbero superare i preconcetti, sfatando i miti secondo cui si ritiene che Rom corrisponderebbe ad un’accezione negativa?

Cercando innanzitutto di conoscere. Sapere per capire una cultura diversa dalla nostra, ma pur sempre una cultura ricca di antiche tradizioni che, come tale, va rispettata. La conoscenza è l’arma più adatta a sconfiggere qualunque pregiudizio.

Ringrazio Isabel Russinova per la sua disponibilità.

10/05/2015