Di Iolanda Pomposelli
“Avrò cura di te” di Chiara Gamberale e Massimo Gramellini
Autore: Chiara Gamberale e Massimo Gramellini
Editore: Longanesi
Prezzo: € 16,00
Un libro scorrevole ed intenso quello scritto a quattro mani da Chiara Gamberale e Massimo Gramellini.
I due autori toccano i cuori dei lettori con un racconto delicato ed emozionante che suscita riflessioni, mentre ci fanno calare in un’atmosfera di serenità come quella che aleggia nelle fiabe e che, a volte, non disdegna di far capolino nella realtà di tutti i giorni… che non sempre è fiabesca.
Gioconda, detta Giò, ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un’anima inquieta per vocazione – o forse per necessità – e un unico, grande amore: Leonardo… che però l’ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto. Una notte, quella di San Valentino, Giò trova un biglietto che la nonna aveva scritto all’angelo custode per ringraziarlo.
Con lo sconforto, ma anche il coraggio, di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo, che, incredibilmente, le risponde! L’angelo, di nome Filemone, le fa una promessa: avrò cura di te. Filemone ha la capacità di comprendere Giò come lei stessa non si è mai compresa, di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Il rapporto tra Giò e Filemone è come quello di un discepolo che segue il proprio maestro, ricco di luce che illumina il cammino, quel lungo viaggio che durerà un anno esatto e che parte proprio dal 14 febbraio, data simbolica, come di simboli si deve nutrire il cuore dell’uomo, guardando dentro di sé senza smarrire quanto gli sta attorno e senza ignorare quanti gli vivono accanto e che continuano (anche se apparentemente muti e silenti) a trasmettere parole di conforto e atti d’amore.
Filemone, solo con le parole e i gesti – che toccano le giuste corde del cuore affranto di Giò – l’aiuta a ritrovare sé stessa, senza rivoluzioni, senza traumi, ma semplicemente con il bene di cui è capace e il coraggio di trasmetterlo, imparando, così, ad avere cura di sé. Nasce così uno scambio intenso, divertente, divertito e commovente che coinvolge anche le persone che circondano Giò; uno scambio che indaga non solo le mancate ragioni di Giò, ma le mancate ragioni di ognuno di questi personaggi. Infatti, ognuno di loro, grazie a Filemone (voce dell’interiorità prima che dell’aldilà), capisce come sia possibile silenziare la testa e l’istinto, per ascoltare il cuore, anche – e soprattutto – quando è chiamato a rispondere a prove complicate, proprio come quella che verrà messa, dal suo fedele Filemone, davanti a Giò, in un finale che sembrerà confondere tutto… ma a tutto darà un senso.





