Di Daniela Giannace
Calendario Beautiful Curvy 2016
Accettazione, valorizzazione e unicità del corpo femminile e quindi della donna sono i messaggi trasmessi negli scatti realizzati dal fotografo Stefano Bidini.
Lontano dagli stereotipi dei corpi delle modelle che sfilano in passerella, il Calendario Beautiful Curvy, alla sua quarta edizione, cerca di dar modo anche alle molteplici donne dalle taglie plus size di ritagliarsi uno spazio nella società. Un progetto fortemente voluto dalla redattrice e corrispondente moda di testate internazionali Barbara Christmann, che ha fatto sua questa causa aprendo il blog beautifulcurvy.com, per supportare e consigliare le donne, ma anche e soprattutto per sconfiggere, nel suo piccolo, un male della nostra società come l’anoressia.
Il Calendario Beautiful Curvy 2016 è un susseguirsi di pose frizzanti, divertenti, ironiche, di donne di età, provenienza e fisicità diverse, tutte italiane, per la prima volta accompagnate da uomini anch’essi di taglia plus size, che figurano come se fossero dei bodyguard. Da sempre sostenitore del progetto, il fotografo di moda Stefano Bidini immortala, con scatti in bianco e nero, le “modelle”, a cui ovviamente viene riservato un trattamento da vere e proprie dive, con tanto di trucco e parrucco: Make-up Artists di Aegyptia Milano Make-up e da Sebastiano Attardo, Hair Stylist di note Celebrities e fondatore dei Saloni Imago. Gli sponsor sono: Big & Tall per l’importazione dall’estero di taglie plus size, Bonprix, Christies per gli abiti Shapedress ed i costumi, Maxfort per gli outfit maschili, Impronte by Parah per il beachwear, Sophia Curvy, Sara Borghi per calze e collant, Kiabi ed infine Wonderfull per il bustino in copertina.

Oltre che per il calendario, le donne curvy si sono unite anche per il Curvy Pride, ideato tre anni fa da Marianna Lo Preiato. Un vero e proprio messaggio sociale per sottolineare, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che la bellezza femminile va al di là di canoni precostituiti, e che il processo per accettarsi e piacersi dipende più che altro dal fatto di stare in salute e bene con il proprio corpo. La diversità quindi va intesa non come vergogna ma come ricchezza e risorsa, che permette ad ogni donna di distinguersi dalle altre ed essere unica.







