Tra i Miglior Film: The Danish Girl

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scena the danish girl

Di Isabella Bellitto

La storia dell’uomo che visse nel corpo sbagliato

Toccante, struggente e attuale, questi sono i primi tre aggettivi che possono essere attribuiti al film The Danish Girl, uscito nelle sale il 18 febbario.

Interpretato da Eddie Redmayne e Alicia Vikander, vincitrice del Premio Oscar come miglior attrice non protagonista, il film parla di  Einar Wegener, noto pittore nella Danimarca del ‘900, che vive con la moglie Gerda anch’essa pittrice. La storia  nasce dalla richiesta da parte di quest’ultima  di posare per lei vestito da donna; circostanza che diventa poi un gioco pericoloso, a tal punto da farlo diventare costante e trasformare  Einer in Lili Elbe. L’artista sempre più convinto di essere una donna intrappolata nel corpo di un uomo, segue la moglie a Parigi dove incontra il suo amico di infanzia e l’uomo che potrebbe cambiare la sua vita, il dottor Warnekros, che da tempo progetta un intervento di rassegnazione sessuale.Tra la sofferenza, la paura e il dubbio, Gerda decide di aiutare il marito a diventare quello che sente  di essere e quello che la sua anima vuole tirar fuori, consapevole che tutto questo la porterà a rimanere sola.

the danish girl eddi e gerda

Il dramma di una moglie, il desiderio di un marito, un’anima che vuole trovare il suo spazio nel mondo e un argomento attuale, l’omosessualità. Un film pulito, delicato e moderno, una riflessione sul sacrificio che si è disposti a fare per poter essere quello che siamo ad ogni costo, disposti a rischiare di abbandonare quello che per anni si costruisce. Una storia che si divide tra l’amore intenso e quello passionale, tra la complicità e quella misteriosa divisione che inspiegabilmente, decide di annullare un’anima che amato per fare spazio ad una che non ha esistenza se non nella mente. Lodevole interpretazione quella di Alicia Vikander che ha saputo rappresentare perfettamente il dramma di una moglie che sa amare, una donna che per amore ha accettato di aiutare un’anima a ritrovare il suo corpo. In contemporanea al film diretto da Tom Hooper, la storia del primo transgender è raccontata anche sul libro di David Ebershoff.

L’argomento trattato può rendere questo film non adatto a tutti, ma non perché ci siano scene forti bensì perché solo i cuori aperti e gli animi incompleti potranno vivere il dramma di non saper accettare ciò che si è.