Di Barbara Molinario
FNM People – Intervista a Rudy Bandiera, il “Comunicattore” 3.0
“Guardare sempre a domani, non ad oggi, tantomeno a ieri.”
Ho conosciuto Rudy Bandiera durante una sua docenza ad un corso di aggiornamento per l’ordine dei giornalisti. Sono rimasta affascinata. Di nome lo conoscevo, ma non lo avevo mai sentito dal vivo. Interessante, coinvolgente, simpatico… e diceva pure cose intelligenti… Insomma, un’intervista per farlo conoscere meglio anche ai lettori di Fashion News Magazine era doverosa!
Chi è Rudy Bandiera?
“Sono un docente e un giornalista ma soprattutto amo essere un blogger: racconto storie in digitale, faccio quello che quelli bravi chiamano “storytelling” su ogni cosa che abbia un valore da raccontare. Ho tenuto lezioni e seminari a IED, Ca’ Foscari a Venezia, Alma Mater a Bologna, all’Università di Ferrara e ho insegnato “teorie e tecniche di digital public relation” all’Università IUSVE, a Venezia e Verona. Come relatore ho preso parte a decine di eventi di portata nazionali compresi il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati. Ho inoltre presentato eventi ufficiali Google in Italia come Going Google e decine di altri. Sono il socio fondatore di NetPropaganda, un’agenzia che si occupa di accompagnare aziende e privati a creare la propria identità nel mondo digitale e a fare business, ovviamente. Il mio blog RudyBandiera.com è considerato tra i 150 più influenti in Italia in senso assoluto e tra i primi 25 nel settore costume e società (fonte Teads Labs ottobre 2016).
Potendo contare su di un bacino social di quasi 100 mila follower sono stato indicato da Wired fra i 50 italiani da seguire su Twitter. A giugno 2014 è uscito il mio libro “Rischi e opportunità del Web 3.0”, che si è subito collocato ai primi posti di vendite su Amazon e nel maggio 2015 “Le 42 Leggi universali del digital carisma” in cui spiego la fusione tra la vita digitale e reale come forma di comunicazione del futuro.”
Poteva raccontarsi meglio? Adesso che conosciamo la sua biografia tocca a me raccontare l’uomo che si nasconde dietro allo schermo. 43 anni, vive a Ferrara con la compagna. Cognome Bandiera, Nome Rudy, e non è un nome d’arte…
Come mai i tuoi genitori ti hanno chiamato così?
“Perché erano ubriachi ahahah. È stata una bizzarria momentanea. Da piccolo volevo essere più omologato, avere un nome normale come gli altri bambini; oggi sono arrivato alla conclusione che il mio nome è un brand già forte di suo”.
Nome del tuo blog Rudy Bandiera è un brand iper riconoscibile.
“Sono ego riferito per molte cose. Molte persone non scrivono sui social perché dicono/ pensano “ma agli altri che glie ne importa di quello che dico io”, invece io penso di essere interessante ed ho molte cose da dire. Discorso folle? Egocentrico? Invece io credo sia solo questione di avere consapevolezza di se stessi”.
Di cosa parla il tuo blog?
“Ha fatto un percorso relativamente lungo dalla politica fino ad a parlare di social. Scrivo tantissimo in merito al comportamento da tenere sui social. Siamo in un mondo talmente nuovo che non esiste uno storico, non esiste un galateo. Osservo ed interpreto quello che sta succedendo”.
Non ti fa impressione avere così tante persone che ti seguono e leggono quello che scrivi?
“Forse fa più impressione da fuori. A volte sento la responsabilità, prima di pubblicare ci penso 100 volte. Però mi piace come responsabilità… mi terrorizzerebbe più guidare un pullman con 100 passeggeri”.
L’ultimo libro che hai letto?
“Lo sto ancora leggendo, un giallo “Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco” di Franco Matteucci che sconsiglio, non mi sta piacendo per niente. Consiglio invece “Singolarità” di Orban che parla del momento in cui le macchine si evolvono e sono ingestibili. Amo leggere su Kindle, odio leggere su carta, e non sto scherzando! Ho acquistato in carta una Biografia dei Metallica (che adoro) ed ho tribolato non poco per leggerlo”.
Sei appassionato di moda?
“Ho una passione insana per le borse da uomo e, non mi prendere in giro, da donna. Avrò 10 borse tracolla, due o tre zaini, la borsa per i viaggi, il trolley. Mi piace da morire Michael Kors, impazzisco davanti ad una sua vetrina con le borse da donna! Comunque non disdegno Prada e Mont Blank”.
Orologi?
“Non porto orologi da una vita. Ho una “collezione” di bracciali fitness che non uso tranne uno che utilizzo per andare a letto”.
Ti piace più cucinare o mangiare?
“Sono goloso, ma non di dolci, più di salato, in particolare i secondi: carne pesce, insalatone. In cucina faccio schifo però mi piace starci lo stesso. La carbonara mi viene bene”.
Lo sport?
“I videogiochi valgono come sport? Lo sport non mi piace, mi piace leggere e mi piace il mio lavoro che è una passione! Sono appassionato di videogiochi, in particolare gli “sparatutto”, faccio parte della categoria dei quarantenni che hanno per primo videogiocato. Mi sono anche tatuato Quake 3 arena… è un vecchio videogioco, ma un mito. In questo periodo sono preso da Doom e a TitanFall 2. La mia serata ideale? Birra e salame e videogioco”.
Sei un nerd?
“Io non mi sento nerd. C’è chi mi dice che sono un uomo di mondo, chi invece pensa sia nerd. Io sono molto poliedrico, leggo di tutto, ascolto ogni tipo di musica”.
Hai una meta preferita?
“Viaggio tanto per lavoro. Il viaggio più bello della mia vita è stato alle Maldive. La mia vacanza ideale? Leggere – mangiare – bere – dormire – in loop”.
Un posto dove non sei stato e vorresti andare?
“La costa ovest degli Stati Uniti, la California. Non ci sono stato per tempo, per lontananza. Lavoro tutti i giorni, spesso anche sabato e domenica”.
Una cosa che hai imparato dalla vita.
“Io ho lavorato in fabbrica per anni, in una fonderia di alluminio, non mi sono laureato e tutto è cambiato solo grazie alla mia volontà, al mio studio ed ad un insieme di congiunture astrali. Tutto scorre non c’è una stabilità in nulla è tutto in divenire. Guardare sempre a domani, non ad oggi tantomeno a ieri”.
Un consiglio.
“L’unica strada per essere felici è cercare di individuare le proprie passioni e costruire la propria vita attorno a quella cosa lì. Autoformazione, disciplina”.
Il tuo prossimo progetto?
“Dovrò diventare un po’ più imprenditore”.
Visto su FNM Magazine.











