Le proposte dei film da vedere l’8 marzo

1

La Festa della Donna rappresenta una ricorrenza in memoria delle conquiste sociali, politiche, economiche da parte delle donne, nonché della loro lotta contro le discriminazioni e le violenze ancor oggi subite in varie parti del mondo. Le celebrazioni hanno origine da alcune esponenti del movimento internazionale socialista delle donne, in particolare da Clara Zetkin e Rosa Luxemburg, che nel 1907 decisero di organizzare la prima conferenza internazionale della donna. La scelta della data dell’8 marzo fu successiva a questi avvenimenti, e nacque in seguito alla rivoluzione femminile dell’8 marzo 1917 a San Pietroburgo, con la richiesta del pane per i bambini e della pace, quindi del ritorno degli uomini dal fronte di guerra.

Sono tanti i modi per festeggiare questo giorno speciale, uno di questi potrebbe essere la visione di alcuni film che vedono le donne come protagoniste. Sono storie che trattano di emancipazione femminile, ribellione da parte delle donne, o donne di grande coraggio. Tracks è un film di John Curran del 2013, incentrato sul viaggio-impresa che la scrittrice Robyn Davidson compì nel 1977 attraversando a piedi ben 2700 km all’interno del deserto australiano, accompagnata da quattro cammelli addomesticati e dal suo cane. La realizzazione di un sogno che avviene con la sfida verso se stessa, la natura e gli uomini.

A battersi contro il conformismo e la repressione in un collegio universitario è la rivoluzionaria Katherine Watson, un’insegnate di Storia dell’arte protagonista in Mona Lisa Smile del 2003 per la regia di Mike Newell. La professoressa farà vacillare il modo di pensare e di comportarsi delle donne degli anni Cinquanta, insegnando loro che la vita non ruota soltanto intorno ai ruoli di madre e di moglie, costituendo così un esempio di emancipazione. Suffragette del 2015 diretto da Sarah Gavron narra la storia del primo movimento femminista londinese, impegnato nella lotta per il riconoscimento del diritto di voto.

La ribellione alle regole precostituite è il tema della pellicola del 2012 della regista Haifaa al Mansour dal titolo La bicicletta verde. La protagonista, una bambina di 10 anni, viola le regole dell’Arabia Saudita che impongono alle donne di accettare la poligamia dei mariti, e non consentono loro la libertà di usare la bicicletta. Questo oggetto diventa appunto il simbolo della rivolta a favore dell’indipendenza, dal momento che Wadjda cerca di realizzare il suo sogno di poterlo possedere.

Daniela Giannace

Comments are closed.