Salvatore Impollino: in passerella la sua “Sicilia”

Una collezione che omaggia la perla del mediterraneo con pizzi, uncinetti e macramè.
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Rewind sulla sfilata Haute Couture SS18 di Salvatore Impollino. Sicilia. Piedi nudi, vesti candide e tamburelli suggellano un defilé che omaggia la perla del mediterraneo, madre dello stilista stesso e terra ricca di stimoli. Uncinetto, chiffon, pizzo e macramè sposano i ricami e le pietre; la donna diventa elegantissima, indossa il velo tipico delle Madonne che sfilano durante le processioni, ed è di una compostezza assoluta, carnale, imponente, divina.

La palette cromatica spazia tra il blu mare, il bianco sabbia e il nero lava; chiaro richiamo alleIsole Eolie. Arte viscerale e reminiscenze siciliane ci portano nel cuore della collezione, interamente disegnata e realizzata da Salvatore Impollino. Lo abbiamo intervistato e abbiamo scoperto uno spirito ordinato, ma mai troppo.

– Chi è Salvatore Impollino?

Un patriottico con la Sicilia nel cuore. Da tanti anni studio e lavoro a Milano per nomi importanti come Dolce&Gabbana, Peter Langner, Versace, oggi avevo tanta, troppa, voglia di tornare nella mia terra; è qui che sono adesso ed è qui che ho aperto il primo Atelier firmato Salvatore Impollino, dove posso esprimere la mia arte a 360°. E’ questo che sono, un siciliano.

– C’è un capo da te realizzato che più di tutti ti rappresenta?

Ogni singola creazione parla di me. Ma se proprio dovessi scegliere opterei per un tessuto, il pizzo, perché si lega alla Sicilia e ad un discorso sartoriale. I miei sono infatti abiti scultura, dove importante non è solo la forma, ma anche e soprattutto la lavorazione.

– I tuoi abiti trasmettono una faziosa eleganza. Se dovessi pensare ad uno stravolgimento, ad un dettaglio che permetta di osare, cosa proporresti?

Si è vero, adoro le linee pulite, ma mi spingo oltre utilizzando dettagli importanti, come pietre e accessori esagerati. Nella collezione “Sicilia” ad esempio ho puntato sui foulard stampati, portati in testa o sulle spalle, e sui fiori, importanti, indossati tra i capelli, lì per richiamare i profumi e le atmosfere di una calda serata di Luglio.

– Parlami del tuo processo creativo. Come giungi al prodotto finale.

Parto dal tessuto, lo scompongo per farlo diventare altro. Non mi fermo a ciò che ho davanti, ci gioco e lo immagino; poi passo al colore e solo infine al modello.

– Hai vestito varie attrici italiane, ma c’è un personaggio dello star system a cui vorresti assolutamente far indossare uno dei tuoi abiti?

Si, non è molto nello stile degli abiti che faccio, però sceglierei Lady Gaga, perché ha un animo ribelle e sovrabbondante. Saprei creare per lei qualcosa di unico.

– Una frase o una parola che descrive il tuo lavoro.

Sartorialità.

E se di sartorialità, di Sicilia e di bellezza vogliamo parlare, la collezione SS18 firmata Salvatore Impollino non lascia dubbi.