Il pianeta “Re-4” e i suoi Alieni sfilano per Reconstruct

New York Men's SS 19 #Day2.
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Nonappena iniziata la New York Fashion Week, si sente subito la mancanza di grandi nomi come quelli di Tom Ford e di Raf Simmons. Il calendario, per questa stagione, si trova totalmente privo di nomi di spicco e la Grande Mela da quindi spazio, fino all’11 Luglio, alle presentazioni, appuntamenti in showroom e a tanti nuovi designer.

Feng Chen Wang: la designer, per questa fashion week, porta in passerella capi street, over e futuristici. Una collezione che nasce dal desiderio di “esplorare le connessioni e le emozioni umane“. L’attenzione  è tutta sui capispalla dai tessuti tecnici, audaci e completamente fuori dal comune. Volumi esasperati, negli accessori come nelle giacche destrutturate, o nelle camicie dai tagli avventuristici. Tutta la collezione è fortemente concettuale, dai colori scelti, agli abbinamenti tra lo streetwear e i classici intramontabili del guardaroba. Una collezione unisex pensata per i giovani d’oggi che amano la comodità senza però mai essere banali. Ecco allora che la designer decide di tagliare parte degli indumenti, per poi riassemblarli tra loro, rendendo la serie interessante ma allo stesso tempo giocosa. La tavolozza colori scelta di questa stagione, va dal bianco all’azzurro, dal rosa pastello al verde salvia, con tocchi di beige e blu intensi. Completano il look guanti imbottiti su borse e cinture oversize dai colori pastello e comode sneakers.

Reconstruct: questa fashion week è stata teatro del debutto della moda uomo del brand. Composto da un collettivo di design, Laura Aanen, Alyssa Groeneveld, Kim Kivits, Michelle Lievaart e Sanne Verkleij, il marchio ha sede ad Amsterdam, ed ha prodotto l’intera collezione in circa tre settimane. Non è stata una semplice sfilata, bensì un vero e proprio spettacolo. “È andato tutto così bene”, dice Lievaart. “Ci siamo resi conto che siamo arrivati ​​così lontano lavorando insieme, quindi abbiamo pensato: Perché non continuare così?” Le modelle e i modelli, hanno sfilato all’ Industria Studios nel West Village, sulle note del produttore olandese e DJ Geneevre posizionato al centro della pista. Per la primavera 2019, soprannominata “Orbita retrograda”, la collezione è ispirata a un pianeta (immaginario) chiamato “Re-4” popolato da un nuovo gruppo di specie aliene. Capi capi reversibili, ibridi come gonne e camicie, adornate da lacci. Una collezione molto concettuale fatta di tagli netti come nei top o nei bomber imbottiti con cappuccio, volumi over come nel caso dei soprabiti e dei pantaloni. Un mix and match tra lo streatwear e le divise sportive, per capi unisex dai colori sgargianti e dai tessuti tecnici. I colori al neon e i dettagli riflettenti hanno conferito alla collezione un’estetica generale che ricorda molto lo sportswear. Secondo i designer, “Re-4” ruota in direzione opposta rispetto agli altri pianeti, un messaggio forte questo, una metafora di come tutti loro stanno cercando di trovare la propria strada all’interno del sistema moda. 

Parke & Ronen: il brand si è lasciato ispirare dalla costa californiana per questa collezione. Sembrava, infatti, di essere su una vera spiaggia di Malibù. Sfilano costumi da bagno, slip e pantaloncini, che riportano stampe floreali e motivi vintage. Grafiche retrò per la SS 2019 e non solo: in passerella anche camicie leggere dai colori sgargianti come il rosa shocking, e maglioni di filo a righe dai colori pastello. I pantaloni dal taglio “Capri” si tingono di azzurro carta da zucchero, rosa e gialli, come anche i bermuda, che vengono indossati sopra felpe leggere con zip e cappuccio o con camice dai chiari richiami al passato. Tra gli accessori, gli immancabili occhiali da sole, le converse rigorosamente bianche, i calzini con bordi dai colori fluo e perchè no, gli skateboard. 

Linder: Millar, per questa stagione, ha portato in passerella un tenero racconto d’amore di un giovane omosessuale, mentre per la scorsa stagione, aveva scelto temi come l’ammissione e l’accettazione di se stessi. Questa volta lo sguardo è puntato sulle fantasie, sulle eredità e sulle resilienze, che ruotano attorno all’amore. Ecco allora sfilare maglioni intarsiati riportanti i disegni che la sua bisnonna aveva conservato, gli stessi fatti in tempi lontani dai suoi stessi figli. Forte attenzione è nel dettaglio come quello dei fiori ritagliati dalle riviste di giardinaggio anni ’60, posti sulle maniche. Tessuti leggeri nelle maglie sportive, ma anche nei pantaloni a sigaretta e nelle giacche destrutturate. Le fantasie nei tessuti, si ripetono nei maglioni come nei pantaloni su colori caldi come l’arancio, il beige e il marrone. Tra gli accessori, borse, scarpe e guanti, creati in collaborazione con il marchio parigino Chapal.