La tua film list di Natale!

Otto film da vedere con tutta la famiglia.
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La neve, le lucine, la famiglia e un bel film. I momenti cocoon (bozzolo, tradotto dall’inglese) sono una dolcezza irrinunciabile in questo periodo dell’anno in cui la magia del Natale rapisce migliaia di cuori iridescenti. Tantissime le proposte di quest’anno sul grande schermo, ma anche film cult da ri-vedere e ri-apprezzare come fosse la prima volta.

Prendete nota, la film list di Fashion News Magazine è servita.

LA PRIMA PIETRA. Già al cinema, è la radiografia del pregiudizio degli italiani nei confronti di altre etnie. Un normalissimo giorno di scuola, poco prima delle vacanze di Natale, tutti sono in fermento per la recita imminente, quando un bambino, intento a giocare con gli altri nel cortile della scuola, lancia una pietra rompendo una finestra e ferendo lievemente il bidello. Si tratta di un bimbo musulmano. Da qui si apre il dibattito, ricco di colpi di scena, che vedrà protagonisti il preside, la maestra, il bidello e sua moglie e naturalmente la mamma del bambino insieme a sua suocera. E’ subito palese che manca l’oggettività nel giudicare la vicenda, tutto viene sottoposto ad interpretazione. Nessuno si salva in questa scuola/Italia dove il pregiudizio regna sovrano e in cui il risentimento sembra essere l’unico collante che accomuna tutti, in una inarrestabile caduta libera nel degrado sociale.

IL RITORNO DI MARY POPPINS. Un classico. Un salto temporale fino agli anni 20, in piena recessione economica. I bambini sono diventati grandi, la famiglia si trova in brutte acque. È davvero il momento, per Mary, di tornare a sistemare le cose, insegnando con il sorriso. Tra i protagonisti il padre severo che a poco a poco si piega alle regole di Poppins; il lampionaio spazzacamino fantasioso e magico; la madre (quasi) femminista. Una magia rievocata anche da canzoni, ormai un classico, come “Supercalifragilistichespiralodoso”, “Cam Caminì”, “Un poco di zucchero”, “Com’è bello passeggiar con Mary”. Il remake vede alla regia Rob Marshall, Emily Blunt nel ruolo di Mary. Da rilevare, nel cast, presenze come Meryl Streep, Colin Firth e Angela Lansbury.

LA BEFANA VIEN DI NOTTE. Un fantasy per famiglie tutto italiano. Scritto da Nicola Guaglianone e diretto da Michele Soavi, vede protagonista Paola Cortellesi nei duplici panni della maestra Paola di giorno e della Befana la notte. Una metamorfosi che avviene ogni giorno a mezzanotte in punto, da sempre, rendendola immortale ma anche ‘mortalmente’ condannata a un’esistenza di segreti e omissioni, in cui è difficile trovare spazio per la vita privata. Come la classica Befana, la Cortellesi fa il suo giro di consegne sfrecciando in volo tra comignoli e tetti. Vestita di stracci e con un cappellaccio addosso, distribuisce caramelle e carbone ai bambini che dormono, finché un cagnolino non le strappa un pezzetto del suo inseparabile taccuino. È l’inizio della fine: per la prima volta nella sua vita la Befana manca una consegna. E quel bambino infelice che non troverà nulla da scartare le giurerà vendetta e, da grande, assumerà le sembianze di un cattivo.

BEN IS BACK. Quando, la vigilia di Natale, Holly Burns si ritrova davanti suo figlio maggiore Ben, non sa se quello sta per diventare il giorno più felice della sua vita o il più infelice. Perché Ben ha cambiato i piani? Davvero il suo sponsor gli ha consigliato di passare il Natale a casa? Davvero sono 77 giorni che non si droga? Di sicuro sua madre vuole crederci e Ben sembra disposto ad essere messo alla prova. La storia di una moderna madre coraggio, che di errori ne ha già commessi troppi e di delusioni ne ha già subite abbastanza, tanto da dirsi pronta a scavare la fossa al figlio, ma in verità si aggrappa con le unghie alla speranza di potersi fidarsi di lui. È un bel personaggio, che la Roberts ammanta della dolcezza che le appartiene senza sminuirne la forza e l’ampio registro interpretativo

ROYAL OPERA HOUSE: LO SCHIACCIANOCI. La dolce musica di Cajkovskij accompagna le avventure magiche di Clara e del suo pupazzo Schiaccianoci durante la vigilia di Natale. Il loro viaggio nel Regno dei Dolci presenta alcuni dei momenti più popolari dell’intero repertorio, come la Danza della Fata Confetto e il Valzer dei Fiori. Una piacevole pellicola da vedere e rivedere.

HEPTA: SETTE STADI D’AMORE. Durante la sua ultima conferenza in pubblico, il prof. Shokry Mokhtar, specialista di psicologia sociale e appassionato di cultura greca, illustra i sette stadi di cui si compone l’amore attraverso il racconto di quattro storie. Le vicende di Shadi, Karim, Rami e Yousseff e l’inaspettato intrecciarsi degli eventi conducono lo spettatore in un viaggio di riscoperta di uno dei sentimenti più discussi di sempre. Tema certamente perfetto per questo periodo dell’anno, l’amore diventa l’ingrediente fondamentale da riscoprire in famiglia.

IL GRINCH. Un cartone animato anche per i più grandi. La storia ormai nota a tutti, torna con una rivisitazione messa a punto da Illumination Entertainment (ideatore di Cattivissimo me). Quando si sfrega le lunghe dita pelose e alza lo sguardo iniettato di rosso, gli abitanti di Chinonsò se la danno a gambe. Il malefico Grinch (Benedict Cumberbatch, Alessandro Gassmann nella versione italiana), ama mettere sgambetti e rubare pacchetti, e non si lascia intenerire nemmeno dal più tenero dei piccoli Nonsochi. Ma insomma, da dove salta fuori tutta questa cattiveria? Il film esplora le origini dello scorbutico mostro verde e del suo piccolo cuore inaridito, prima che diventi lo spauracchio dei Picchi di Punta Boh, e che, travestito da uno sghignazzante Babbo Natale, cerchi di rubare i preziosi simboli della festività.

DICKENS: L’UOMO CHE INVENTO’ IL NATALE. La pellicola compie un anno, ma è sempre bello rivederla. Sei mesi dopo una trionfale tournée americana, Charles Dickens rientra a Londra dove lo attendono debiti e crisi creativa. Padre di una famiglia numerosa e figlio di un padre dissipatore, Charles è a caccia di denaro e di ispirazione. Illuminato all’improvviso dalle favole di una giovane domestica irlandese, decide di scrivere un racconto di Natale per l’ormai prossimo Natale. Ma i suoi editori, delusi dalle vendite dei libri precedenti, rifiutano di investire su quel bizzarro abbozzo di spiriti e vecchi avari. Ostinato e appassionato, Charles trova un illustratore e un’alternativa. In compagnia dei suoi personaggi, lavorerà duramente per sei settimane venendo a capo della sua storia e chiudendo per sempre i conti col passato. Gli ingredienti obbligatori per l’attribuzione sono naturalmente la vigilia, la neve, un abete, una famiglia riunita intorno e un Babbo Natale che può essere declinato in angelo, elfo, diavoletto o fantasma. Ma l’elemento indispensabile, difficile da afferrare, è soprattutto uno stato dello spirito, un mélange di benevolenza, sentimento e riconciliazione a cui non difetta mai un tocco di redenzione. All’origine del più classico dei cocktail c’è il racconto di Charles Dickens (“Canto di Natale”), pubblicato in Inghilterra nel dicembre del 1843.

Buona visione!