Uno shopping consapevole in vista dei saldi di Gennaio

Saldi? Si, ma eco sostenibili! Shopping green significa diffidare della moda fast&cheap, delle tinture chimiche, dei tessuti sintetici. Si alla fibre naturali e biologiche!
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Ed eccoci arrivare alla stagione dei saldi. Il momento dell’anno in cui quasi tutti si accalcano alla ricerca di qualche buona occasione negli oltre 280 mila negozi aderenti. Circa un italiano su due si dedicherà allo shopping, secondo i dati di Confesercenti.

I budget, in media, variano dai 122 euro per persona, ai 280 euro per famiglia. I più acquistati sono i capi d’abbigliamento, seguiti dalle scarpe e dagli accessori. Le vendite salgono repentine e, con queste, la possibilità di fare ottimi affari in fatto di moda. È importante, anzi, importantissimo, non solo fare una scelta di tendenza che possa soddisfare il nostro gusto estetico, ma che questa sia rispettosa nei confronti dell’ambiente. L’industria del fashion, quanto ad inquinamento, è seconda solo al petrolio. Non è forse questo un dato che dovrebbe farci riflettere? Ed, addirittura, la produzione di gas serra risulta maggiore rispetto a quella prodotta da tutti gli spostamenti navali ed aerei del pianeta. Come possiamo riempire le nostre shopping bag e nel contempo salvaguardare la nostra terra? Il primo step è quello di prediligere marchi a basso impatto ambientale. Poi, è bene leggere scrupolosamente le etichette degli abiti nelle quali è indicato il tipo di fibre utilizzate, la percentuale di queste ed anche tutte le certificazioni del capo in questione. Queste possono attestare che un filato sia ottenuto da agricoltura biologica, come GOTS (Global Organic Textile Standard); che siano state utilizzate tinture biocompatibili o che il prodotto provenga dal mercato equo e solidale come FairTrade.

Da esperta di moda, ma anche Presidente di Roadtogreen 2020, ho il piacere di condividere con voi qualche consiglio per uno shopping green eco sostenibile:

  1. Alla larga da tinture chimiche e tessuti sintetici. Molte delle sostanze chimiche che vengono utilizzate per tingere i tessuti, risultano altamente tossiche per l’ambiente. Queste, contaminano le acque di scarico dell’industria produttrice, con un effetto inquinante davvero preoccupante, in special modo nei casi in cui la suddetta industria non abbia impianti di depurazione adeguati. I tessuti sintetici, invece, sono per la maggior parte derivati dal petrolio. La loro lavorazione produce gas nocivi e non sono biodegradabili.
  2. Si alle fibre naturali, possibilmente provenienti da coltivazioni biologiche. Il 2009 venne eletto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite quale Anno Internazionale delle Fibre Naturali. Un momento di consapevolezza volto sia all’opinione pubblica che alle industrie del fashion, con l’invito a incentivare l’utilizzo di suddette fibre. I tessuti naturali hanno un impatto minore sull’ambiente, in special modo quelli provenienti da agricoltura biologica. Oggi, dieci anni dopo, è possibile trovare in commercio tessuti naturali ottenuti dalla lavorazione di materiali organici di scarto quali bucce di agrumi, crusca, esoscheletro dei crostacei o vinaccia. Totalmente biocompatibili.
  3. Meglio equo&solidale che fast&cheap. Siamo, ormai da anni, nell’epoca del fast fashion. Questi marchi sono diventati veri e propri colossi proponendo capi di tendenza accessibili, che però durano poco nel tempo. Più che fast fashion, potremmo chiamarla moda usa e getta. Non parliamo solo di materie prime di bassa qualità e di scarsa manifattura, ma anche di lavoratori sfruttati. I capi equo solidali vengono realizzati rispettando l’ambiente ed anche i lavoratori, ai quali sono garantite condizioni e paghe appropriate.
  4. Riciclate tutto ciò che potete e smaltite nel modo corretto. I capi di abbigliamento non vanno assolutamente gettati nella spazzatura! Perchè? Perchè una volta finiti nelle discariche vengono bruciati producendo gas nocivi. Una buona soluzione può essere quella di aderire ai diversi programmi di riciclo lanciati da diversi negozi. Vi basterà portare in negozio i vostri capi vecchi per ricevere in cambio un buono shopping, nonché la consapevolezza di aver fatto una scelta eco-friendly ed in un’ottica di economia circolare. Potete anche gettarli negli appositi punti di raccolta o regalarli ad amici e parenti.