Mulan, un film che fa discutere

Il nuovo live-action firmato Disney ha sollevato non poche polemiche
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Il 4 Settembre 2020 è ufficialmente uscito il film Mulan, diretto da Niki Caro e live-action dell’omonimo film d’animazione del 1998, che racconta le avventure della giovane Hua Mulan.

La trama del film Mulan

Per chi anni fa se lo fosse perso, questo meraviglioso cartone animato ha come protagonista Mulan, primogenita della famiglia Huan, che sin dall’infanzia viene addestrata dal padre al combattimento, andando contro al volere della madre che invece desiderava per lei un marito e un carattere sicuramente più femminile. La giovane si ritrova a fingersi un soldato per salvare il destino del padre malato, sottraendolo così al volere dell’imperatore che aveva emesso un decreto per il quale ogni famiglia doveva inviare un uomo a combattere contro gli invasori. Da qui ha inizio il cammino di Mulan, tra scontri e tanto coraggio.

Cosa cambia nel live-action

Speriamo che, come la guerriera Mulan, anche i suoi sceneggiatori siano pronti a combattere, perché il film è stato sin da subito al centro di varie discussioni.

A suscitare clamore, sicuramente la scelta di pubblicare il film all’interno della piattaforma Disney+ con un costo aggiuntivo pari a 21,99 euro, rispetto a quelli che lo streaming già richiede. Solo dal 4 Dicembre, esattamente tre mesi dopo la sua uscita, sarà possibile guardarlo gratuitamente.

Molti sono inoltre i personaggi eliminati o modificati all’interno del nuovo racconto: non compare infatti la nonna della ragazza ma una sorella minore; “Mushu”, il draghetto protettore della guerriera, è stato sostituito da una Fenice, che sarà il simbolo della famiglia di Mulan. Una decisione dettata dal fatto che “Mushu” fosse una figura, agli occhi del popolo cinese, troppo stereotipata. Non saranno più gli “Unni” ad attaccare la Cina ma la tribù nomade dei “Rouran”, nella quale il capo Bori sarà questa volta affiancato dalla malvagia strega Xianniang.

Oltre a questo non assisteremo alla scena del taglio dei capelli, Mulan questa volta li raccoglierà con uno chignon, che successivamente scioglierà mostrando la sua lunga e fluente chioma. Modifica che tiene fede alla realtà storica per la quale i guerrieri cinesi utilizzavano proprio questo tipo di acconciatura.

Uno dei cambiamenti è quello per cui Mulan non si innamorerà del comandante Li Shang, che si scinderà in due personaggi diversi, ma di un soldato semplice che prende il nome di Chen Honghui. Iniziativa non casuale: il produttore Jason Reed ha confermato che questa scelta è dovuta alla realtà nella quale ci troviamo; con il movimento “Me too” non sembrava appropriato portare avanti la vecchia scelta narrativa.

Non sono stati solo questi cambiamenti a porre sotto i riflettori il film: l’attrice protagonista, Liu Yifei, che interpreta appunto l’eroina, ha dichiarato di essersi schierata dalla parte della polizia cinese durante le rivolte che nel 2019 hanno attaccato Hong Kong, nate per difendere la democrazia della città.

Il movimento #BoycottMulan

Motivo per cui in Thailandia, Taiwan e ovviamente Hong Kong ha preso parte un movimento online dal nome #BoycottMulan, che si è acceso ancora di più nel vedere nei titoli di coda del film, dei ringraziamenti alla provincia Xinjiang, famosa per gli attacchi e le repressioni alla popolazione degli “Uiguri”, popolo di fede musulmana, vittima di campi di rieducazione e lavori forzati.

Dalla pagina alla pellicola: trasposizioni Disney

Molti dei cartoni Disney che tanto amiamo sono frutto di trasposizioni da libri scritti molti anni prima; lo stesso film “Mulan” è tratto da una ballata di Liang Tao, composta nel VI secolo, che raccontava le avventure della giovane donna. Questi racconti sono stati modificati volutamente da Disney dando loro tratti più fiabeschi e meno inquietanti rispetti alla loro versione originale.

Tra questi anche l’amatissima favola di Cenerentola che trova le sue origini nella storia di Rodopi, citate da fonti dell’antico Egitto; in Occidente la sua versione più nota è quella di Gianbattista Basile, “La Gatta Cenerentola”. La storia aveva inizialmente epiloghi molto più macabri, come il taglio delle dita da parte delle sorellastre così che i loro piedi potessero entrare nella scarpetta.

La romantica storia de La Bella e la Bestia pur avendo numerose versioni scritte, vede come principale quella di Giovanni Francesco Straparola, pubblicata all’interno de “Le piacevoli notti”; nella quale però il figlio del re aveva l’aspetto di un maiale.

Ricordiamo anche Alice nel paese delle Meraviglie, tratto dal libro “Le avventure di Alice nel Paese della Meraviglie” di Lewis Carroll, che a differenza delle altre trasposizione ha mantenuto i tratti misteriosi del libro.

A prescindere dalle loro origini o dalle varie discussioni che negli anni i cartoni animati e i film Disney hanno suscitato, non si può negare che questi abbiano a tutti noi insegnato tanto e che siano stati senza dubbio compagni d’infanzia, continuando ad esserlo tutt’oggi.

Forti come Hercules, coraggiosi come Mulan o generosi come Biancaneve, resteremo tutti grandi fan dei racconti Disney!

A cura di Elisa Guazzini